Orizzontintorno Carlo Paschetto
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19 A blue friday
MAR Viaggi verticali
A dire il vero, io ero in partenza per il Monte Bianco. Ma Virginio mi fa: "Zermatt. Andiamo a fare lo Stockhorn ed il Rothorn". Ecco, non è che proprio sprizzassi di entusiasmo consultando l'Eidgenössischen Institut für Schnee- und Lawinenforschung in Davos, che poi altro non è che il bollettino emesso dalla stazione di Davos dell'istituto meteorologico svizzero, o giù di lì. Le previsioni del giovedì sera su venerdì davano -15° al Kleine Matterhorn e -10° al Rothorn, ma tuttavia erano discrete, al massimo qualche raro fiocco di neve con cielo in gran parte soleggiato.
Insomma, se devi salire a quota quattromila per infognarti in qualche vallone di neve fresca, ecco, al meteo un'occhiata val sempre la pena darla...

Così è venerdì mattina ed io non credo quasi ai miei occhi. Anche perché l'appuntamento alla biglietteria di Cervinia alle otto e trenta mi ha stroncato ed io sto ancora dormendo appoggiato ai bastoncini mentre saliamo verso Plateau con la funivia. C'è anche che io detesto Cervinia, non fosse che stiamo scollinando per andare a Zermatt e capìtemi: è una giornata da piangere. Mi arriva un sms di Francesco, che questa volta è rimasto a casa: "Bella giornata?"

Ecco, è che non mi funziona più la macchina fotografica sul cellulare, così non posso rispondergli direttamente in questo modo:

Cervino, Dent Blanche e Gabelhorn dalla Gobba di Rollin

Ora, a questo punto non è che io abbia molto altro da dire di questa giornata. Potrei aggiungere che sì, faceva un po' freddo, ma -15° era francamente una previsione esagerata e l'aria era peraltro completamente immobile. Potrei dirvi che la neve era spettacolare, farinosa, perfetta dai quasi quattromila della Gobba di Rollin ai millesei di Zermatt ed ai duemila di Cervinia sull'altro versante, dalle nove del mattino alle cinque del pomeriggio. Perché solo alle cinque del pomeriggio ci siamo infine tolti gli sci e gambe, credetemi, non ce n'erano proprio più, né per me né per Roberto. Solo Virginio ha buttato lì un "risaliamo ancora?", al quale Roberto ha risposto con una specie di rantolo soffocato.

Potrei anche dirvi che l'ultima tratta della funivia dello Stockhorn era chiusa, chissà poi perché, e quindi dalla stazione intermedia sopra al Gornergrat siamo dovuti ridiscendere a valle, saltando peraltro anche il Rothorn perché in ritardo sulla tabella di marcia. Del resto, ad occhio cinquanta chilometri di discesa li abbiamo concatenati tutti lo stesso e con una giornata del genere non penserete mica che io potessi esimermi dal fermarmi ogni tre per due a scattare fotografie?

Il titolare qui, al Gornergrat
Roberto sui pendii dello Stockhorn
Salendo al Gornergrat con il trenino da Zermatt

Ecco, non so proprio che dire di una giornata così, io, tranne metterci qualche immagine. Per esempio, il solito Cervino, che poi si chiama Matterhorn in tutto il resto del mondo, fotografato da ogni angolo:

La parete est del Cervino
La cresta dello Hörnli, che divide la parete est dalla nord
Il Cervino da Zermatt, l'immagine conosciuta in tutto il mondo

Non so se si nota: non c'è proprio una nuvola nel raggio di centinaia di chilometri, non una, niente, nulla, il cielo è *blu*, ma proprio blu eh, non turchesino, non celestino, non grigio perla, no no, *blu*. E così io scatto, scatto e scatto. A raffica. Con buona pace dei miei due soci che stanno sempre un po' più a valle ad aspettarmi.

Dent d'Herens
Dent Blanche
Breithorn Occidentale, che ho salito nel 1993
I Lyskamm, Castore e Polluce, ed il Grenzgletscher
Il Grenzgletscher separa il Rosa a sinistra, dai Lyskamm
Roccia Nera e catena dei Breithorn

Solo nel tardo pomeriggio, mentre scendiamo a valle, sale una leggera foschia sull'orizzonte. E meno male, perché quasi queste foto blu iniziavano ad annoiarmi!...

Il Monte Bianco all'orizzonte... la prossima settimana?
Le Grandes Murailles e la Dent d'Herens

Adesso ci lavoro un po' su e nel giro di qualche giorno monto un paio di panoramiche ad almeno 180° da mettere qua dentro.

Certo, a questo punto un pensierino al Monte Bianco per la prossima settimana ci sta proprio tutto... Si parte per Chamonix?
01.17 del 19 Marzo 2006  
 
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