|
|
|
|
Giuro che non torno più sulla questione, ma questo
aggiornamento lo do comunque, non fosse altro perché
siete in tanti a cercar qui notizie in merito.
Nel corso del nostro scambio
di corrispondenza, Salvaterra mi aveva mandato fra
le altre cose la copia di una lettera personale che aveva
scritto a Cesare Maestri e che aveva preferito non divulgare
ai giornali. Ho naturalmente rispettato la sua richiesta
di non renderla pubblica a mia volta e l'ho gelosamente
conservata sul mio hard disk nell'ormai corposa cartella
sul dossier Cerro Torre.
Adesso Salvaterra mi scrive di aver cambiato idea:
"Qualora ti possa interessare, sto divulgando questa
cosa: il giorno 3 marzo 2006 ho mandato una lettera a Cesare
Maestri e a Cesarino Fava. Pochi giorni dopo ho ricevuto
da Maestri una busta gialla contenente la mia lettera. Sul
retro della busta, con calligrafia quasi incomprensibile,
c'erano alcune frasi. Voglio evitare di riportare quanto
scritto da Maestri.
L'unica cosa che voglio dire è che Maestri mi scrive
di non aver aperto la busta. Qualche giorno dopo ho ricevuto
la lettera mandata a Fava, che anche lui ha rispedito al
mittente.
La cosa non mi avrebbe sorpreso più di tanto se non
fosse che si capisce chiaramente come Maestri la mia busta
l'abbia sì aperta e richiusa successivamente usando
della colla.
Avevo deciso di non mandare ad un giornale la lettera che
voi ora leggete: era solo per loro e poteva rimanere una
questione privata, ma ora mi sento in diritto di diffonderla.
Maestri afferma sul National Geographic di non aver mai
raccontato bugie. Solo lui può godere di tale diritto?
[omissis]
Ciao, Ermanno"
In realtà, avendo già provveduto Salvaterra
a rendere pubblica la lettera, non la pubblicherò
qui a mia volta. Anche per una questione in fondo a làtere.
Tutto sommato, ed indipendentemente dalle posizioni di ciascuno,
credo che la vicenda sia infine un po' triste ed inutile.
Dal mio punto di vista, Salvaterra ha ragione nel voler
poter esprimere liberamente la sua opinione e sono anche
convinto del fatto che sia in assoluto la persona più
titolata al mondo a poterlo fare. Dopo Maestri.
Il fatto è che ciò che purtroppo manca è
proprio la replica di Maestri. O forse no. A pensarci, Maestri
- almeno dal suo punto di vista - ha già detto tutto
quello che aveva da dire quaranta e più anni fa.
Ora, non si può comunque negare che Garibotti abbia
perfettamente ragione quando afferma che se dici di aver
fatto a pezzi il record del mondo dei cento metri sarebbe
interessante sapere almeno come tu abbia fatto. Ma,
allo stesso tempo, non si può negare che se tu non
hai voglia di spiegarlo, fino a prova contraria nessuno
può dire che tu quel record non lo abbia stabilito
davvero. E la prova contraria, ad oggi, non c'è.
Né forse ci sarà mai.
Ci sono moltissimi e pesantissimi indizi, questo è
vero, che fanno sì che anche io, ora, vada ad aggiungermi
a coloro che dubitano. La mia opinione però
conta come il due di picche, come quella di tutti coloro
che non si chiamino Salvaterra, Garibotti, Beltrami e compagnia
bella.
Insomma, Cesare: tu hai certamente ragione, ma anche chi
non ti crede ed è stato là ne ha da vendere,
soprattutto se quei cento metri li ha corsi di nuovo.
Sei ancora uno dei miei miti, te l'ho scritto
due anni fa: la porta qui è sempre aperta,
caso mai tu avessi voglia di aggiungere qualcosa passando
da queste pagine.
(... seee, magari mi leggesse e lo facesse davvero...)
(*) Certo, se Cesare dovesse mai scrivermi... |
|
|
|
|
|
|
|
Non ci sono commenti a questo post |
|
|
|