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01 Ireland/4
MAG Travel Log: Ireland
Se c'è una cosa che detesto degli inglesi - pardon, degli irlandesi (!) - sono le stanze da bagno. Nel merito, quelle delle camere degli alberghi.
Ora: passi che non ci sia mai lo spazzolone per il cesso; passi che, come risaputo, il bidét "questo sconosciuto"; insomma, va bene tutto. Ma: possibile che nel XXI secolo, in uno dei paesi più informatizzati del mondo, tutti - e dico *tutti* - i lavandini abbiano ancora i due rubinetti separati, per cui se apri quello dell'acqua calda vieni investito da un getto geyser a seimila gradi che ti lessa immediatamente le mani, e se apri quello della fredda è come infilare le mani nella neve a quota ottomila?
Com'è che 'sta gente ha colonizzato il nuovo mondo e nonostante ciò, dopo ventimila anni di evoluzione del genere umano, ancora ti costringe a lavarti la faccia (per non parlare dei denti...) riempiendo il lavabo e risciacquandoti con l'acquetta sporca come si usa tuttora nelle valli tibetane prive di acqua corrente?

E poi, vogliamo sdoganare un bel luogo comune? Sappiate che quassù, patria degli U2, di questi tempi è impossibile non ascoltare almeno dieci volte al giorno la nuova versione di One, riarrangiata da Bono con Mary J. Blige. Fra una passata e l'altra, tanto per gradire, qualche altra canzone della band irlandese. E va bene che gli U2 sono sempre uno dei miei gruppi preferiti, ma è come se le radio italiane bombardassero solo, che so, con Vasco a raffica. Quando si esagera si esagera :-)

Insomma, la nostra settimana irlandese mordi e fuggi entra così nelle sue battute conclusive, fra quattro invocazioni mattutine al santo protettore dei miscelatori e il ritornello di One che non ti molla un attimo.
Ed è così che viaggiando da Ennis verso Galway ci battiamo passo a passo la regione del Burren che, segnate, merita di piantarci la tenda e ritirarcisi in eremitaggio per qualche giorno. Naturalmente, qualunque tour del Burren non può che iniziare affacciandosi sull'Oceano Atlantico dalle Cliffs of Moher.

Cliffs of Moher

Certo, non sono le Cliffs of Moher il luogo migliore dove arrivare in pieno mezzogiorno e sperare di tirar fuori qualche scatto decente. Non so se avete presente, controsole pieno verso scogliere nere: ecco, appunto... Peraltro, per gustarvi un minimo il panorama e l'atmosfera che ci sono quassù dovete fare un passo in più del consentito, scavalcando la nuova recinzione, ignorando i cartelli di divieto e avventurandovi lungo il vecchio sentierino che passa proprio sul bordo delle scogliere. Naturalmente (anche) noi lo abbiamo fatto, altrimenti le foto qua sopra ce le saremmo solo potute sognare.
I duecento metri di salto verticale sotto ai piedi fanno piuttosto impressione. Fanno ancora più impressione le carovane di turisti e le due gru da competizione che stanno sbancando il terreno circostante per costruire il nuovo megacomprensorio turistico sotterraneo, del quale per inciso la recinzione di cui sopra ed i cartelli di divieto sono i primi assaggi. E non aggiungo altro.

Al di là delle "ovvie" Cliffs of Moher, il Burren è tutto davvero bello. Noi, perlomeno, ci perdiamo l'intera giornata macinando anche un bel po' di chilometri.

Il dolmen di Poulnabrone
The Burren, il caratteristico terreno roccioso
The Burren, lungo la costa
Inland the Burren
The Burren on the road...

A Galway arriviamo solo a sera, giusto in tempo per sedersi a mangiare qualcosa nel (triste) ristorante dell'albergo. E considerato che il mattino seguente ci aspettano una sveglia impegnativa ed il tour de force Connemara + rientro a Dublino, va da sé che Galway la vediamo solo dai finestrini dell'auto.

Il nostro ultimo giorno di viaggio ci vede dunque impegnati in una vera e propria maratona, con qualche preoccupazione per come possa uscirne Leonardo. Il nostro piccolo globetrotter si dimostra però, come sempre, una roccia e si spara questi 450 km finali di statali irlandesi, da una costa all'altra, come nulla fosse. Naturalmente, in cambio dobbiamo concedergli una sosta di una mezz'ora su una spiaggia del Connemara a raccogliere conchiglie e legnetti, ed un lauto pranzo a Roundstone a base di bastoncini di pesce.

Partiamo dunque da Galway di buon ora e viaggiamo inizialmente verso ovest per affrontare il giro del Connemara. La regione è sì bella, ma tutto sommato al di sotto delle aspettative, soprattutto al confronto del Burren e in considerazione del fatto che viene dipinta come una delle mete più meritevoli.
Attraversiamo dapprima l'interno della regione lungo la Lough Inagh Valley, che viene dipinta dalla Lonely Planet come uno dei panorami più scenic dell'Irlanda. A me, per dire, ricorda un po' la Scozia e alcuni tratti di Scandinavia. Insomma, un po' deja vu. Comunque piacevole anzichenò.
Davvero di rilievo c'è che il Connemara, in questa stagione, è interamente fiorito di giallo...

Connemara, Lough Inagh Valley
Kylemore Abbey
...il Connemara è interamente fiorito di giallo...

La giornata è partita con un cielo bigio, il che in fondo dà un po' di colorito irlandese a questa Irlanda fino ad oggi in gran parte soleggiata. Ma a mezzogiorno il cielo si apre di nuovo completamente e chiudiamo così con un gran bel sole caldo il nostro giro del Connemara, dopo la citata sosta pranzo a Roundstone, piacevole villaggio di pescatori sulla "riviera" irlandese.
Come d'abitudine, torniamo a casa anche con un bel po' di conchiglie oceaniche rubate alla bassa marea...

Connemara, nei pressi di Roundstone

Sono passate le cinque del pomeriggio quando ripassiamo da Galway. Dobbiamo ancora attraversare tutta l'Irlanda e tornare a Dublino: ci aspettano altri 220 km, quasi tutti in statale. Leonardo dorme dietro nel suo seggiolino. Una rapidissima sosta al drive-in del McDonald's di Galway per far rifornimento di caffè senza nemmeno scendere dall'auto e via, di corsa verso est.
Entriamo nella capitale prima delle otto di sera, giusto in tempo per raggiungere il nostro albergo all'aeroporto prima che Leonardo cominci a protestare per la fame. Alle spallle quasi milletrecento chilometri di Irlanda in quattro giorni. Non male, nemmeno questa volta. Anche in tre continuiamo a difenderci.

L'unica cosa che non riportiamo a casa è una foto dei pezzi. I pezzi sono i ruderi di torrioni e piccole fortificazioni, ricoperte spesso di vegetazione, che costellano un po' tutta l'Irlanda centrale. Almeno, noi li abbiamo ribattezzati così.
Sta di fatto che abbiamo incrociato decine di pezzi senza fermarci a fotografarne nemmeno uno, perché sapete come vanno queste cose: questo non è bello, questo è troppo lontano, questo non ha una bella luce e tanto aspettiamo di vedere il prossimo. Ecco, a forza di aspettare a vedere il prossimo, ad un certo punto non ne abbiamo visti più. E quindi addio foto ai pezzi.

Così, sulla via del ritorno a Dublino, ho approfittato della "sosta succo d'arancia" di Leonardo per scattare questa. Che è un torrione qualunque, del tutto inutile, preso in un posto assolutamente anonimo. Ma se lo immaginate un po' rotto, in mezzo a un prato e ricoperto di rampicanti, ecco, quello sarebbe un pezzo. Per questa volta, accontentatevi.

Da qualche parte in Irlanda, sulla via del ritorno...

Noi questo pomeriggio siamo già rivolati a casa. Nei prossimi giorni, con calma, i soliti aggiornamenti di rito ad Orizzontintorno: la scheda del viaggio, le nuove pagine nella sezione Viaggi Orizzontali, ecc.

Intanto, iniziamo a guardare davvero - ora sì - al nostro prossimo Giappone.

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Nota: un grazie in particolare ad Antonella per le preziose dritte che ci ha passato alla vigilia della nostra partenza per l'Irlanda.
01.48 del 01 Maggio 2006  
 
6 commenti pubblicati
Nessun problema in macchina con la guida a destra? A me a Dublino dava fastidio anche solo prendendo il bus, figurarsi a guidare in giro per l'Irlanda ;)
Spero che un tour come il vostro sia possibile anche con bus/treno, cosi' la prossima volta che capito da quelle parti non mi fermo solo a Dublino (che anche a me non e' sembrata granche')
Buon rientro,
Lara
L'ha detto Lara, 1 maggio 2006 alle 18.45
A dire il vero, ogni volta che mi è capitato in questi anni di noleggiare l'auto è quasi sempre stato in paesi con guida a sinistra. Ormai sono automobilisticamente ambidestro!
L'ha detto Carlo, 1 maggio 2006 alle 19.02
Ne avete affettata di strada eh?:-) Bravi!! Povero piccolino dentro la machina bombardato di immagini sfuggenti
Peccato non esserci stata. Mannaggia.
Quando si dice non essere al posto giusto. :-p
Ora aspettiamo il resoconto nipponico.
Ciao
L'ha detto Antonella, 3 maggio 2006 alle 15.31
Il piccolino ci ha indicato tutte le gru, le escavatrici, i trattori, le mucche, le pecore, i laghi e i tratti di mare che passavano. Uno per uno, colore per colore, as applicable.
L'ha detto Emanuela, 9 maggio 2006 alle 15.32
Complimenti per il Vs. bellissimo racconto sull'Irlanda;sono daccordo al 100X100 sulla mancanza del bidèt nell'U.K. loro fanno sempre la doccia ....dicono a noi che ci teniamo il bidèt è sacro. Sono stato in Irlanda lo scorso Giugno per 5 giorni (Dublino,Cork,Galway e Inishmore nelle Aran)ed ho trovato sempre bel tempo.Ritornerò in Novembre per l'Ennistradfestival,musica Irlandesee;poi vorrei andare alle Cliffs of Moher e a Doolin sperando che il tempo mi aiuti.
Ciao!
L'ha detto arturo, 26 settembre 2006 alle 09.09
Ciao Carlo,
una bella sorpresa questo tuo sito, una bella riscoperta trovarti in queste vesti,complimenti per i contenuti e per come esprimi le tue "emozioni" anche quelle di attualità.
Ho vissuto un anno in Irlanda e mi ritrovo in tutte queste tue foto e non nego che mi hai fatto rivivere quei momenti meravigliosi con tutta la nostalgia che può lasciare l'Irlanda e la sua meravigliosa "luce".
Ti ho connesso in linkedIn e ti contatterò ancora.
Per ora ciaoooo
L'ha detto Francesco Barbazza, 14 ottobre 2009 alle 23.17


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