Orizzontintorno Carlo Paschetto
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20 Dove osano le aquile
MAG Segnalazioni
Sono passati quasi due mesi ed arrivo qui un po' in ritardo rispetto alla notizia. Mi aveva scritto anche Massimo per chiedermi di buttar gi due righe su Orizzontintorno, ma francamente non sapevo che dire in proposito e rimandai. Fra l'altro, il caso voleva che Emanuela mi avesse regalato "In volo sopra il mondo" a Natale e che proprio in quei giorni avessi iniziato a sfogliarlo, senza peraltro troppa convinzione a dire il vero, ché io con il volo libero non ho mai avuto nulla a che fare, né mi ha mai interessato pi di tanto.
Così, quando le agenzie rilanciarono la notizia della scomparsa di Angelo d'Arrigo, per qualche istante lipperlì pensai qualcosa del tipo io questo l'ho già sentito, per rendermi conto subito dopo che in effetti era proprio l'autore del libro che avevo per le mani. Non un granché come coincidenza, e vabbè.

Pi o meno una settimana fa, approfittando di una serata vuota senza alcuna voglia di aggiornare Orizzontintorno, né di andare avanti con il mio nuovo veliero di legno, né di trasportare su dvd i nostri film ancora in formato mini-dv, o di mettere a posto foto, o di svaccarmi sul divano a catatonizzarmi davanti a qualcuno dei miei programmi trash preferiti - il che, a margine e considerato il mio telepalato capace di essere del tutto onnivoro, significa anche che ormai i canali tradizionali per noi poveri comuni mortali né Sky, né-digitalterrestredotati hanno davvero toccato il fondo - insomma, in una serata a casa da solo di noia mortale, ho estratto nuovamente "In volo sopra il mondo" dalla pila dei miei libri irrisolti e mi sono spiaccicato in poltrona.

Ed è così che ho scoperto il mio nuovo eroe.

Ora, io non starò qui a raccontarvi di un libro che ho divorato in un paio di colazioni, né tanto meno a scrivere l'ennesimo epitaffio, sia perché non ne sono capace, sia perché non ne avverto alcuna necessità, sia perché tutto sommato la verità è che io di d'Arrigo non so nulla ancora oggi e l'ho scoperto solo in quest'ultima settimana.
Però una cosa la dico: mi sono commosso a leggere il suo libro, il racconto di una incredibile vita trascorsa in volo ad addestrare gli uccelli a volare lungo le grandi rotte migratorie. Un volo infinito che lo ha portato sì fin sopra all'Everest, ma ancor prima attraverso deserti, mari e territori sconfinati (e, tanto per gradire, anche nelle galere libiche...).

Intendiamoci subito: d'Arrigo non è affatto il solito campione sportivo dell'estremo e io di libri del genere ne ho la biblioteca zeppa - da Messner a Moitessier passando per Krakauer, per dire. Non è quindi che mi faccia impressionare particolarmente dal primo rompicollo che prende in mano la penna.
Ci sono libri di avventura, però, che esulano e vanno al di là del semplice racconto per addetti ai lavori e ci sono esseri umani fuori del comune che hanno la capacità di saperti trasportare in una dimensione a te anche totalmente aliena.
Così, c'è K2 nodo infinito di Kurt Diemberger, e c'è Capo Horn alla vela di Moitessier, e c'è Touching the void di Joe Simpson, e c'è 342 ore sulle Grandes Jorasses di Desmaison, e Nanga Parbat in solitaria, ed Orizzonti di Ghiaccio di Messner, ed Aria sottile di John Krakauer. C'è che se non li avete mai letti, dovreste. Perché ciascuno di essi vi prende per mano dalle prime righe e non vi manda pi a letto finché non avete girato l'ultima pagina. Perché sono innanzitutto libri di viaggio e storie di uomini (uomini?), non di imprese sportive. Perché sono racconti di sogni (e talvolta di incubi, ma mai dell'orrore) di persone capaci di sognare oltre, e di inseguire davvero i propri sogni.

Non mi mancava un libro d'aria. Mi mancava di leggere di sogni d'aria. Di libri di terra e di acqua ne ho anche troppi, ma quelli a cui tengo sono libri capaci di farti sognare di terra e di acqua. Adesso la mia biblioteca personale è un po' pi completa (esistono libri di sogni di fuoco?) e sono contento, sì, di aver letto di quest'uomo.

Mi ha portato in aria sulle sue ali e con le sue aquile. A me, che ho il terrore di volare.
16.25 del 20 Maggio 2006  
 
1 commento pubblicato
... io invece adesso voglio 'imprintare' uno squalo...


PS: un commento bellissimo e profondo!
L'ha detto Massimo, 23 maggio 2006 alle 18.55


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