Orizzontintorno Carlo Paschetto
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09 Japan/2 - Tokyo/1
AGO Travel Log: Japan
Io già lo sapevo che ci avrei sguazzato a bloggare dal Giappone. Devo solo ancora decidere a che linea attenermi: tipo, ve la faccio didascalica, o la volete un po' manga?
Il fatto, qui, è che potete anche aver fatto indigestione di oriente per anni, come noi, e magari credere che nulla dei gialli possa più sorprendervi. Ma poi atterrate a Tokyo...

Facciamo così: subito sotto con i luoghi comuni. Uno: se proprio non siete alla frutta, non chiedete alcuna informazione ad alcun giapponese vi capiti a tiro. A meno che, naturalmente, non desideriate intensamente paralizzare mezza Tokyo e gettare un discreto numero di amici del Sol Levante nel panico totale.
Al TIC di Ginza, che altro non è se non il più efficiente ed attendibile centro informazioni per turisti di tutta Tokyo, ho chiesto alla gentile impiegata qualche dettaglio sul collegamento fra Matsumoto e Takayama, due fra le più gettonate mete della regione. Erano le dieci e mezza del mattino. Siamo usciti dal TIC alle due del pomeriggio. Ho visto questa povera donna attaccarsi perfino a Google e coinvolgere altre due sue disperate colleghe. Ho visto questo efficientissimo team ripresentarsi da me dopo un'ora per dirmi che sì, effettivamente esiste un collegamento fra Matsumoto e Takayama.
Bene. Grazie. Questo già lo sapevo. Quante volte al giorno? Quanto tempo impiega? Con che mezzo? Lungo che itinerario? Ops... Panico! Sorrisi, tanti. Un minuto solo Paschetto san, controlliamo subito. E giù di nuovo su Google. Eccetera.
Naturalmente non ho scoperto nulla di più, finché a Google non mi ci sono attaccato io e ho risolto la faccenda in pochi minuti.

Due: in Giappone (o meglio, a Tokyo, per ora...) si mangia benissimo, i ristoranti costano poco e anche se odiate il pesce vivete comunque alla grande. Va da sé che qualunque cosa ordiniate, pur aiutandovi con le figurine e le fotografie sui menù, quello che vi verrà servito *non* assomiglierà affatto a ciò che vi attendevate. Pazienza. Tacete, mangiate e la prossima volta imparate il giapponese. E, soprattutto, non state a far tante domande su cos'è quello e quell'altro... Come dite? Ah, certo, voi sapete tutto perché frequentate i sushi bar del centro di Milano. Ecco, sì, sì. Bravi...
Date un'occhiata a questa:

Menù...

Bene, di fronte a questo menù di un elegantissimo ristorante di Ueno, Tokyo centro, io ho chiuso gli occhi e puntato un dito. Come dite? Vi ho già detto: lasciate perdere, *non* chiedete spiegazioni, né informazioni, a meno che naturalmente non vogliate paralizzare l'intero ristorante. Insomma: ho puntato il dito sulla seconda colonna, quella dove c'è quel simbolo che mi piace tanto, tipo divieto di sosta. Mi hanno portato, ridendo moltissimo, una eccezionale specialità giapponese.
Due palline di gelato alla vaniglia.

Per onestà di cronaca va anche detto che in quel ristorante non ne abbiamo azzeccata una. E sì che abbiamo studiato, e sì che di oriente, noi, ne abbiamo davvero divorato a iosa, e sì che bla bla bla. Ma siamo stati traditi dalle serate precedenti, filate vie troppo facili. Comunque: ci siamo accomodati al tavolo (tavolo?) con le scarpe e siamo stati subito cazziati. Ok, ce le siamo tolte immediatamente, scusandoci e vergognandoci a dovere e, poiché sembravano lì apposta per noi, ci siamo infilati delle comode pantofole. Erano quelle dei camerieri.
Ho salvato la serata solo perché, contrariamente alle mie abitudini, non avevo i calzini bucati. Leonardo ha trovato un po' strano mangiare a piedi scalzi.

Tre: vogliamo parlare della leggendaria metropolitana di Tokyo? Una delle più facili del mondo, da girare. Lo abbiamo fatto anche nella famigerata ora di punta, con il passeggino. E possiamo anche confermarvi che tutti, ma proprio tutti i giapponesi di Tokyo, in metropolitana dormono, foss'anche per una sola fermata. Dormono anche in piedi. Questa gente è distrutta dal lavoro :-)
No, dài. Non è vero. Qualcuno è sveglio.
Ecco, quello è il capo degli altri.

Insomma, prendete una metro qualunque e via, di qua e di là per Tokyo, cambiando di linea in linea come nulla fosse, senza mai sbagliare fermata o connessione, muovendovi con precisione svizzera, pardon, giapponese. Ah, beh: certo, dovete aver prima fatto il biglietto. Ma quella è tutta un'altra faccenda. Io, per esempio, me ne sono lavato le mani e ho delegato la rogna ad Emanuela. Che ha sbagliato tutto subito: ha chiesto un'informazione al primo giapponese che le è capitato a tiro.
Io e Leonardo ci siamo messi in un angolino a leggerci la Lonely Planet in attesa che il raduno terminasse e la folla si disperdesse. Mezz'ora dopo, Emanuela - piuttosto provata, a dire il vero, ed ovviamente senza essere riuscita ad avere alcun aiutino in più - si è infine avvicinata a una misteriosa macchinetta automatica. L'ha fissata un po' e infine ha premuto un bottone. La vittoria ha meritato di essere documentata (come del resto qualunque giapponese avrebbe fatto in Europa):

Emanuela batte distributrice automatica giapponese 2-0
La statua di Godzilla...

Ah sì, la statua di Godzilla: ve l'ho messa qui perché non sapevo dove altro infilarla e non potevo certo privarvene. Dicevamo, la metropolitana di Tokyo: ora, io vorrei sapere per quale motivo in questo paese, che per efficienza riuscirebbe quasi a far vergognare gli svizzeri, nel quale tutte le strade di Tokyo - di Tokyo signora mia, l'agglomerato urbano più esteso del mondo, mica di Frosinone - sono attrezzate con i camminamenti per i non vedenti, per quale motivo - dicevo - per accedere a quasi qualunque fermata della metropolitana (avete presente *quante* fermate della metro ci sono a Tokyo?) si debbano per forza salire e/o scendere dozzine di rampe di scale e non ci siano né scale mobili, né ascensori. Intendo: fino al primo livello sotto terra, poi è tutto un festival di scivoli, scale mobili, tapis roulant, elevators e bla bla bla fra i vari livelli. Cioè, tu te la spassi nel sottosuolo di Tokyo per ore, portandoti dietro un passeggino da un quintale, cambi dodici linee, scendi fino a profondità degne delle miniere di rame cilene, poi risali fino a dieci metri dalla sede stradale e lì, proprio sul più bello, ti fotti: prenditi su il tuo bel passeggino, e ovviamente il bambino che dorme, e via di gradini. Regolare.
Ma allora, che accidenti ci stanno a fare sotto terra le piattaforme per i disabili se per accedere poi alla metropolitana le scale te le pappi comunque? Mah.

Vabbé, welcome to Tokyo amici miei, ed anzi: welcome to Tokyo con un passeggino rosso e un piccolo terremoto di due anni e mezzo che, davanti all'acquario del Sony Building, si è letteralmente esaltato (e non vi dico, poi, trascinarlo via...).

Leonardo a zonzo per Tokyo
Saracinesca di un negozio ad Asakusa, Tokyo

Il nostro primo Giappone è esattamente come potete aspettarvi che sia il Giappone: giapponese. Insomma, più o meno come nei cartoni animati e nei film di Kung Fu. E Tokyo è esattamente come potete aspettarvi che sia Tokyo. Inutile dire che qui gli scatti vanno a raffica, complice anche il fatto che agli occhi dei giapponesi è del tutto normale fotografare qualunque cosa animata o meno e che, se glielo chiedete, saranno felicissimi di mettersi in qualunque posa più vi aggradi.

Qualcosa che Leonardo trova un po' strano...
Greetings from Tokyo

Sì, certo, c'è anche la classica Tokyo alla Blade Runner, quella che tutti immaginate, ma per dirvi la verità questa città è molto più a misura umana di quanto ce l'aspettassimo. A tratti sembra un po' il melting pot ideale fra Bangkok, Saigon e un pizzico di America, con un cielo che ricorda più quello di Sydney che non quello di una qualunque umida, tossica e rovente città del sudest asiatico. Insomma: a noi piace, eccome!

That Tokyo you all know..

Ecco qui, fine seconda puntata. Oh, comunque è come pensavamo: i giapponesi sono molto più fighi dei cinesi. Adesso andiamo a fare qualche altra gaffe. Stay tuned, mi raccomando. Dimenticavo, messaggio in codice: Miura, porta l'ombrello.
12.39 del 09 Agosto 2006  
 
9 commenti pubblicati
Io, te l'ho gia detto tempo fa', andrei per i manga!
Secondo me ci puoi fare una fortuna....

PS sei un mito con il tuo diario di viaggio in diretta e interattivo!!
L'ha detto Massimo, 9 agosto 2006 alle 08.50
mitico il tuo racconto..mi piacerebbe avere anche qualche tuo commento su..come ci si orienta a tokyo dove stragulp non esistono nomi delle strade e n. civici e dove tutti i taxi hanno un bel megagps ma che se non gli spieghi, in giapp ovviamente, esattamente dove e come, forget it di arrivare a destinazione.
arigatò
L'ha detto giampaolo, 9 agosto 2006 alle 10.19
Giampaolo, è presto detto: i taxi non li usiamo, anche perchè qua i mezzi pubblici sono probabilmente i più efficienti del mondo e arrivano ovunque. Quanto agli indirizzi, in realtà esistono eccome, semplicemente adottano una logica differente dalla nostra (e comune invece ad altri luoghi dell'oriente).
E comunque, se ci pensi, a che ti serve saper interpretare gli indirizzi? A parte (forse) quello dell'hotel per trovarlo quando arrivi, noi di solito visitiamo qualunque città senza avere la minima idea della logica degli indirizzi, ma muovendoci per punti di riferimento.
L'ha detto Carlo, 9 agosto 2006 alle 15.16
A proposito del menu... mi hai fatto venire in mente un viaggio a Praga, dove un po' per caso siamo capitati in un ristorante cinese (!) dove il menu era si' tradotto , ma solo in ceko... e ovviamente i camerieri parlavano solo o cinese o ceko... lingue facilisssssime... quasi quasi preferisco il giapponese!!!

Io e il mio ragazzo pero' abbiamo avuto piu' fortuna di te, niente gelato ma pollo in salse varie ;)

Ma il vero sushi giapponese, com'e'?
Prenderei un aereo per il sol levante solo per questo...
L'ha detto Lara, 11 agosto 2006 alle 16.38
... Lara, la cosa non mi stupisce.... per la mia esperienza a Praga, qualsiasi cosa tu ordini sempre pollo ti portano!!!!
L'ha detto Massimo, 17 agosto 2006 alle 17.03
Ero a Zurigo e ho potuto leggere solo adesso questa prima parte di diario giapponese. Allora Tokyo vi piace!!! Evviva! Salutatemela tanto e ditele che mi manca...
L'ha detto Stefy, 18 agosto 2006 alle 11.51
@Lara: il sushi non lo abbiamo ancora incrociato...
L'ha detto Carlo, 18 agosto 2006 alle 18.21
@ Stefy
Eri a Zurigo?
Io sto a Zurigo!
E il sushi qui non e' malaccio (almeno i cuochi sembrano dei veri giapponesi...)
L'ha detto Lara, 22 agosto 2006 alle 15.52
ciao Carlo, Emanuela e Leonardo,
bello il diario so far, la parte più bella sicuramente quella relativa agli italiani che ti sdalutano con "hi".....
A presto
g.

L'ha detto gianni san, 24 agosto 2006 alle 17.45


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