Orizzontintorno Carlo Paschetto
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23 Japan/7 - Kyoto e Nara
AGO Travel Log: Japan
"Papà, guarda, quella signora è uscita in pigiama". Il bello del viaggiare con Leonardo è quel suo modo assolutamente sereno, appena velato da una sfumatura di stupore, con il quale classifica ogni novità, per cui non puoi che catapultarti dal ridere ad ogni sua osservazione improvvisa. Bisogna essere convincenti per spiegargli che quel pigiama si chiama kimono, almeno finché lui, mica tanto convinto e già catturato altrove da chissacosa, ti risponde distratto "ah, ho capito".

Non so perché Leonardo abbia messo a fuoco solo ora le donne in abito tradizionale, dopo più di due settimane in Giappone. Ogni sera, quando scarico le fotografie e le trasferisco sul pc, mi aiuta a decidere quali usare per il blog (sappiate che molte di quelle che vedete le ha scelte lui): non solo, quindi, di donne in kimono ne ha viste ormai a dozzine, ma ha pure avuto modo di vederle e rivederle in fotografia molte volte. Tant'è, immagino sia significativo che proprio qui a Kyoto, all'improvviso, le signore in pigiama siano rimaste scolpite nel suo piccolo bagaglio giapponese.
Perché Kyoto sta tutta qui, nell'incedere di una geisha per le vie di Gion.

Nonostante ciò, proprio la foto di una vera geisha mancherà infine all'appello: le geishe non si lasciano affatto fotografare, a meno che non le sorprendiate a tradimento. Molti turisti lo fanno, io non ne sono capace: devo tutti i miei ritratti alla disponibilità e collaborazione delle persone che ho fotografato, e qui in Giappone non si nega davvero quasi nessuno, basta un minimo di cortesia, un sorriso, un arigato, e il gioco è fatto.

Ecco, vorrei passare questo messaggio a quella coppia di italiani imbarazzanti e cafoni attrezzati con tre macchine fotografiche e una telecamera. Vorrei dire loro che fotografare e contemporaneamente riprendere con la telecamera due donne che stanno pregando in un tempio, piazzando obiettivi e flash a mezzo metro dal loro naso, senza nessun rispetto del loro raccoglimento né avendo chiesto almeno il permesso, e mitragliarle di scatti senza soluzione di continuità, beh, non è solo un comportamento imbarazzante e cafone. E' idiota.
Vorrei anche passare quest'altro messaggio a quella medesima coppia di idioti. Vorrei render loro noto che mi ero già accorto da mezz'ora del fatto che mi stessero seguendo e che approfittassero di tutti i miei incontri, inchini e convenevoli con le donne di Kyoto est per rubarmi gli scatti alle spalle, infastidendo pure quelle stesse donne che gentilmente stavano dando *a me* la loro disponibilità. E qui mi fermo.

Poi: ci sono altre due o tre cose che vorrei dire a quell'altra coppia di italiani che, all'ostello di Takayama, dopo aver realizzato di non essere i soli turisti del Bel Paese presenti, ci hanno palesemente ignorato per un paio di giorni socializzando allo stesso tempo con tutto il resto della comunità internazionale dell'ostello, perché fa molto figo all'estero ignorarsi fra italiani e non salutarsi. Sì.
Finché non ci siamo incrociati in un corridoio e, imbarazzati, ci hanno apostrofato con un "hi". Siccome non ho voglia di scrivervele quelle due o tre cose, ve ne chiedo invece una: siete cretini o lo fate soltanto nei weekend?

Assegno di diritto alla coppia romana incrociata a Nara il titolo "Carlo Verdone 2006", grazie alla fulminante battuta del lui tatuato e occhialato a specchio, "Aò, vabbè, stamosene un po' all'ombra sotto a 'sto Bbuddha, vva'", pronunciata nel Daibutsu-den (sala) di Todai-ji, il tempio più famoso del Giappone, nonché edificio in legno più grande del mondo, risalente nella versione attuale al periodo Edo, all'interno della quale si trova per l'appunto la grande statua del Daibutsu (il Grande Buddha), alta quasi sedici metri, risalente all'anno 746 e Patrimonio dell'Umanità censito dall'Unesco.

Infine, non ho voglia di scrivere alcunché su quell'altro italiano a Gion, quello che in mezzo alla folla lungo Shijo-Dori stava al cellulare con gli amici, anch'essi evidentemente in vacanza con lui a Kyoto perché il succo della conversazione, da cinque euro al minuto in roaming umts, era: "aò, io sto qui all'angolo davanti alla pedonale, voi 'ndo state?"

E non chiedetemi se io tenda a notare solo gli italiani perché sono prevenuto e snob, o se è perché sia inevitabilmente più facile accorgersi dei comportamenti idioti da parte dei connazionali.
Andiamo invece oltre, anche quest'anno, e facciamoci una passeggiata per le vie dell'antica Kyoto, magari iniziando proprio dai vicoli di Gion. Dove, non lasciatevi ingannare, gran parte delle case tradizionali che vedete qua sotto sono splendide abitazioni signorili, o caffè alla moda, o luoghi esclusivi di incontro con le geishe, o ristorantini a molti zeri, o gallerie d'arte...

Gion, Kyoto

O preferivate forse la nuova Kyoto di cristallo ed acciaio che però, sappiatelo, per quanto avveniristica non è certo confrontabile con Tokyo. Kyoto non è alta, non è aggrovigliata, non è traboccante di folla, non è esagerata, non è rumorosa, non è vetrocemento. Eppure non potete fare a meno di sentirvi in Giappone né più né meno di quanto accada a Tokyo.

La nuovissima ed avveniristica Kyoto Central Station
Kyoto Tower

Io non so davvero bene che dirvi di Kyoto. Non ho nulla da aggiungere a quello che si racconta di questa città, né nulla da togliere.
Ecco, sì: posso dirvi che forse, a ben vedere, la rete di mezzi pubblici non è straordinaria come quella di Tokyo. Posso avvisarvi che ad agosto ci fa un caldo da scoppiare e che quasi tutti girano per le strade con un asciugamano attorno al collo, ed ho iniziato a farlo anche io, perché sudo come in Cambogia. Posso confessarvi che duemila templi e tredici siti dell'Unesco, francamente, sono un'overdose per chiunque, così anche noi, già al secondo giorno, abbiamo iniziato a saltarne parecchi facendo finta di non vederli. Posso consigliarvi di venirci in primavera, o in autunno, e di portarvi un paio di scarpe comode, perché ci sono almeno sei walking tour obbligati ciascuno dei quali misura non meno di quattro-cinque chilometri. Posso avvertirvi che una settimana non vi basterà, e peccato per noi, che purtroppo ci facciamo solo cinque notti e quattro giorni.
Poi non so. Posso farvi vedere qualche scorcio di quei duemila templi, e giardini zen, e foreste di bambù che ricoprono le colline circostanti, e ville, e cammini...

Yasaka-jinjia, Kyoto
I giardini zen di Ginkaku-ji, Kyoto
Chion-in, Kyoto
Foresta di bambù ad Adashino Nembutsu-ji, Kyoto

Posso certamente farvi vedere qualcuna di quelle donne di cui parlavamo, e credo che possiate benissimo capire che differenza passi fra una fotografia rubata ed una fotografia regalata. E' vero: non so che darei per avere una geisha di Gion fra questi scatti.

Portraits from Kyoto

A Kyoto ho iniziato anche una collezione di foto patchwork. Credo che potrei passare un mese in questa città a fotografare solo colori e curiosità, mescolare sacro e profano. Non sono molto bravo a trovare le inquadrature giuste. Ne faccio a dozzine, ma poi le scarto tutte. Oppure le ritaglio, le incollo, le affianco. Kyoto è anche tutto questo, un fantastico collage.

Kyoto patchworks

Kyoto è anche stata la base per una classica gita giornaliera alla leggendaria Nara, la prima capitale dell'impero, che si trova a pochi chilometri per tre quarti d'ora di treno locale.
Ora, dovessi proprio dirvi, a noi Nara non ha fatto impazzire. Certo, il Todai-ji, il famoso tempio che è il must assoluto di Nara, merita assolutamente la visita ed ha impressionato anche noi, che di Buddha, buddismo, buddisti e templi tutti ne abbiamo davvero fatto indigestione in questi anni. Però però... Tutto sommato, vista Kyoto, Nara non ha moltissimo da dire in più, a meno che proprio non siate dei fanatici del genere. Diciamo che Nara sta a Kyoto come Nikko sta a Tokyo, e so di essere sacrilego. Ma qualcuno dovrà ben stonare nel coro unanime di meraviglia.
Di certo Nara è piaciuta moltissimo a Leonardo, grazie alle centinaia di cerbiatti e daini in giro per i parchi e le vie cittadine!

Comunque, se passate da Kyoto e non andate a Nara, beh, sì: un po' un sacrilegio lo commettete.

Todai-ji, Nara
Il grande Buddha di Todai-ji, Nara
Le mille lanterne di Kasuga-taisha, Nara
Monache, Kasuga-taisha, Nara
Nara, Leonardo alle prese con Bambi

Esaurite dunque Kyoto e Nara, domani mattina si parte nuovamente, destinazione penisola del Tango-Hanto: stiamo per cacciarci in un'altra vera avventura manga, completamente al di fuori delle rotte classiche, e conto di averne delle belle davanti a noi: non vi anticipo nulla però, e speriamo che l'esperienza meriti.

Chiudo qui un po' di fretta. Avrei molto da aggiungere, ma non so quando potrò ricollegarmi e da domani cambia tutto. E poi è tardissimo e la sveglia sarà micidiale. Ma non cambiate canale, mi raccomando, ché qui ne abbiamo ancora un bel po' da raccontarvi. La nostra rotta è ancora lunga ed ora lasciamo davvero alle spalle per qualche giorno il "solito Giappone" che son capaci tutti di vendervi :-)
Sayonara!
01.34 del 23 Agosto 2006  
 
6 commenti pubblicati
in questi giorni di 'calma' in ufficio ho tutto il tempo di girovagare per internet, e leggere con calma cose che magari avevo tralasciato o letto velocemente.
E mi sono imbattuto quasi per caso sul tuo post a 'Italians' titolato 'perchè non sarò mai madre'.
Beh, intanto bravo, mi è piaciuta molto la tua risposta attenta, intelligente e profonda.
Ne parlo adesso, anche se sembro 'fuori tema' perchè in realtà stavo faendo io una riflessione, direi ammirata, su come voi siate un esempio davvero bello di genitori/viaggiatori/educatori.
Mi piace come tu, Carlo, racconti entusiasta delle scoperte di Leonardo. Se per caso avessi avuto dubbi sul fatto di dover fare rinuncie (parlo dei viaggi) quando avrei avuto un figlio (almeno i primi anni), beh, leggendo i tuoi racconti è svanita qualsiasi ombra.
Ho sempre crduto che il viaggio fosse la scuola più importante, e credo che chi riesce a educare i propri figli anche in questo modo, fin da piccoli, ha un merito particolare.
L'ha detto Massimo, 23 agosto 2006 alle 09.51
Affascinante davvero! Sono in Gemania e vengo da un mese di lavoro a tempo pieno in un Festival teatrale. Oggi per la prima volta ho un po´di tempo libero per giravagare in Internet e iniziare a pensare finalmente alle mie di vacanze quando saro´tornata in Italia, sto iniziando a pensare ad un viaggio nei prossimi mesi. Carlo, mi hai fatto venir volgia di iniziare a pensare al Giappone...
ciao ciao
L'ha detto michela, 24 agosto 2006 alle 17.25
L'avevo detto, io, che i daini avrebbero avuto successo! :-)
PS Lo confesso, io non ho resistito alla tentazione:lo scatto alle maiko (le apprendiste geisha, quelle che vedi passeggiare per Kyoto) l'ho rubato...
L'ha detto Stefania, 27 agosto 2006 alle 20.57
@Stefy: io non l'ho fatto solo perchè non mi si è ripresentata una terza occasione, ed alle prime due avevo inutilmente provato a chiederglielo :-)
L'ha detto Carlo, 28 agosto 2006 alle 16.36
@Michela: organizzaci uno speciale "In Giappone con Leonardo", che è sicuramente interessante :-)
L'ha detto Carlo, 28 agosto 2006 alle 16.38
@Massimo: Leonardo, a dire il vero, non vede l'ora di tornare all'asilo ;-)
L'ha detto Carlo, 28 agosto 2006 alle 16.41


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