Orizzontintorno Carlo Paschetto
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25 Cyprus/3
AGO Travel Log: Cyprus
Leonardo si è affacciato oltre il check point dell'ONU un po' perplesso, ha preso la mano del suo papà e ha così varcato il posto di controllo turco sulla Linea Verde, inaugurando davvero il suo passaporto. Pochi minuti dopo ha potuto anche ascoltare per la prima volta il canto del muezzin che chiamava per la preghiera. Ma questo ve lo racconto fra poco.

Prima, un paio di annotazioni. Numero uno: in oltre quindici anni di navigazione sul web ancora mi mancava di vedere Internet a gettone. Beh, qui a Macronissos (che si scrive con la "c", e non con la "k" come ho scritto nello scorso post) funziona così: c'è un monitor, uno strano browser che è una specie di MSIE modificato, un timer ed una fessura dove infilare una moneta da mezzo Pound ogni dieci minuti. Se non infili la tua monetina, *puff*, il browser si chiude e ti salta la connessione. E, attenzione: non è che puoi ad esempio infilare due monetine da venti ed un decino, o fare il pieno per un'ora di navigazione. No, nella fessura puoi solo mettere monete da mezzo Pound, una alla volta, ciascuna a tempo debito. Se dopo la prima non ne hai altre, allo scadere dei dieci minuti saluti la tua sessione.
Numero due: Nissi Beach, la prima spiaggia entrando ad Agia Napa e peraltro una delle più fotografate e famose, è un letamaio. Per dirla in altri termini: fa schifo. Un tappeto infinito di lattine, bottiglie vuote, mozziconi di sigarette, cartacce e sacchi di plastica, avanzi di vecchie ciabatte da mare, asciugamani rotti ed ogni sorta di rumenta immaginabile. Il tutto, in mezzo ad una teoria infinita di cestini della spazzatura regolarmente vuoti. Aggiungete una sparata di snack bar e ristoranti sulla spiaggia che vi assordano con musica orrenda, centinaia di lettini tutti incatenati fra di loro, tre o quattro mostri di cemento bianco spacciati per hotel a dodici stelle e qualche migliaio di turisti che parlano praticamente solo italiano ed inglese. Infine, mettete il piede nel mare color verde corallo ed osservate la sua bella trasparenza e la sabbia bianchissima che disegna le dune sul fondale, scansando contemporaneamente quel sacco di plastica che vi galleggia a fianco. Traetene le conclusioni che volete.

Ci sono circa ottanta chilometri di bella e vuota autostrada da Agia Napa alla capitale delle due Cipro, Nicosia. Che comunque nessuno chiama così: i greco-ciprioti la chiamano Lefkosia, i turco-ciprioti in modo più o meno analogo: non posso scrivervelo perché mi mancano i caratteri turchi. Quindi, da adesso in poi anche noi la chiameremo Lefkosia e vorrei che qualcuno mi spiegasse perché dalle nostre parti viene chiamata Nicosia.
A Lefkosia, ultima capitale al mondo divisa in due parti, si trova l'unico varco transitabile attraverso la Linea di Attila, che più propriamente qui viene chiamata Linea Verde, come quella della Beirut di qualche anno fa, per intenderci. Se non siete né greci, né ciprioti, né turchi, potete avventurarvi attraverso la zona cuscinetto controllata dall'ONU e conquistarvi il visto di entrata nella Repubblica turca di Cipro.
Ora, checché ne dicano il CIGV e il mondo intero, qui una frontiera c'é eccome e d'altra parte nemmeno la Turchia considera la Repubblica turca di Cipro un proprio territorio: semplicemente, è l'unico Paese al mondo che le riconosce una propria sovranità ed indipendenza. Quindi, per quanto ci riguarda noi considereremo questo viaggio a Cipro come due nuove bandierine distinte, non una. Del resto abbiamo il visto sui passaporti!

Il Ledra Palace Hotel, nonostante il nome accattivante, è un vecchio rudere crivellato di proiettili che viene utilizzato dall'ONU come alloggio per i caschi blu e punto di scambio diplomatico fra greci e turchi. Si trova, ovviamente, nella zona cuscinetto di Lefkosia, in mezzo al corridoio che attraversa la Linea Verde. Qui non è possibile fotografare. A dire il vero, il divieto scatta ben prima di avvicinarsi alla Linea, già al di fuori dei bastioni veneziani che circondano l'intero centro storico di Lefkosia e lungo i viali che portano verso il check point. Parecchi cartelli sono lì a ricordarvelo, anche alcune torrette di avvistamento e, a quanto pare, militari nascosti un po' ovunque.
Beh, io uno scatto proprio sulla Linea Verde, davanti al check point, ve l'ho rubato lo stesso:

Lo scheletro di un palazzo sulla Linea Verde...

Per dire la verità, ne ho altre due di fotografie prese sulla Linea Verde, lontano dal Ledra Palace Hotel. Lefkosia è proprio divisa in due, esattamente come la vecchia Berlino, e la curiosità sta nel fatto che da ciascun lato è quasi impossibile vedere l'altro. Tutte le vie che attraversano la Linea sono state murate, o chiuse con filo spinato e barili arrugginiti. Attorno, case semidistrutte, sacchi di sabbia alle finestre, militari più o meno nascosti, atmosfera surreale e rovente, non fosse altro dovuta al caldo torrido che ristagna fra i vicoli.
I palazzi (o meglio, quello che ne rimane) nella zona cuscinetto, a quanto pare, sono minati. Queste sono state scattate di fronte alle barricate sul lato greco-cipriota:

Lungo la Linea Verde...

Bene, benvenuti in Europa. Anzi, nella Comunità Europea, giacché la Repubblica di Cipro - quella vera - è stata annessa lo scorso anno. Ora, vogliamo parlare dell'annessione della Turchia? E, giusto per capire, se la Repubblica di Cipro fa parte della Comunità, e se nessuno al mondo riconosce la Repubblica turca di Cipro, com'è che quello stesso nessuno non va a spiegare ai ciprioti del nord che anche loro, in teoria, sono cittadini europei?
A proposito: davanti al posto di controllo turco, oltre il check point del Ledra Palace Hotel, troneggia un cartello fin troppo esplicito. Recita, più o meno: "Benvenuti nella Repubblica turca di Cipro. Per sempre." Nel senso della sovranità, naturalmente.
In ogni caso, nulla da dire: varcata la Linea Verde, e agganciata ovviamente e quasi immediatamente la rete TurkCell, il GPRS riprende a funzionare perfettamente anche sul cellulare. Cento metri più a sud te lo sogni. Al massimo, ti becchi Internet a gettoni.

Leonardo prosegue la sua visita, talvolta per mano alla sua mamma, talvolta al suo papà. Sul passeggino, proprio, non se ne parla, nonostante i probabili quasi quaranta gradi all'ombra. Unica richiesta: una biberonata di latte turco. La mamma provvede al primo spaccio. Intanto, lui fa amicizia con i bambini turchi...

Leonardo e il suo papà...

Fra l'altro, queste due foto introducono una considerazione fondamentale: a Lefkosia, come del resto in quasi tutte le città del mondo, salvo eccezioni è quasi impossibile scattare fotografie orizzontali. Tanto per dire, venite un po' con noi per le vie di Lefkosia Nord, capitale della Repubblica turca di Cipro:

Il mercato di Arabahmet, Lefkosia Nord
Moschea di Selimiye, Lefkosia Nord

Beh, un paio di scatti orizzontali fra le vecchie case in stile veneziano di Lefkosia li ho fatti, giusto per metterli qui risparmiando un po' di spazio. I loro gemelli verticali sono più belli, ma li troverete a tempo debito nell'archivio fotografico:

Per le vie di Lefkosia Nord...
...e per quelle di Lefkosia Sud

E' stata una lunga maratona, come non facevamo da tempo. La Linea Verde divide davvero due mondi lontanissimi, eppure gemelli. Al di là, il tempo sembra essersi fermato a trenta, quarant'anni fa, e l'atmosfera è tipicamente medio-orientale, avvolta dal canto dei muezzin e immancabilmente caratterizzata dai minareti delle moschee. Di qua, la nuova Lefkosia è sfacciatamente occidentale, con i suoi viali trafficati, la Borsa, i palazzi di vetrocemento, le auto tedesche di grossa cilindrata, i bar, i negozi di souvenir e le cartoline. Beh, quelle noi le abbiamo trovate anche di là, e di là le abbiamo spedite.

Riattraversando il check point a rovescio non posso fare a meno, ancora una volta, di osservare che nel mondo che qui si trova al di là del filo spinato, io, mi sento come sempre perfettamente a mio agio. Del resto, anche Leonardo a quanto pare non ha avvertito alcuna differenza. Tranne quella manina tesa all'improvviso, appena superata la sbarra davanti allo scheletro del Ledra Palace Hotel.
Tranquillo, Leo, sei con il tuo papà e la tua mamma.
10.19 del 25 Agosto 2005  
 
2 commenti pubblicati
Prima di tutto grossi complimenti.

Un blog scoperto da pochissimo nel quale si respira aria serena.
Ed è cosa rara, ultimamente, in rete.

Sarà che si scrive di una vita serena, forse.
In quel caso i complimenti vanno alla capacità di raccontarla così serenamente, quella vita in viaggio.

Arrivo al motivo per il quale ho pensato di lasciare un commento, oltre naturalmente alla volontà di farvi i complimenti.

E' una cosa molto banale in realtà e decisamente "stupida" rispetto alle mille cose belle che hai raccontato sia qui sia in altri post, ma avendola letta ho pensato che forse poteva esserti utile.
Le altre cose, quelle belle che racconti, meritano di essere ascoltate così come le racconti tu, senza bisogno di aggiungere altro.

Riguarda quelle macchinette a gettone per la connessione.
Le ho incontrate anch'io, in alcuni viaggi (viaggio per lavoro) e la prima volta che ne usai una mi accorsi di una cosa che da quel giorno in poi mi ricordai di tenere a mente.
Quando scade il gettone, la macchina in realtà non si spegne, nel senso che non è vero che, come si è portati a pensare, cade anche la connessione.
Semplicemente si spegne il monitor e tu non hai più possibilità di interazione.
ma quando rimetti il gettone successivo, il monitor si riaccende e si riaccende nel punto in cui era quando finì il gettone precedente.

Il che significa che se tu stavi per esempio leggendo la tua posta, la persona che occuperà quella postazione dopo di te, si troverà davanti la tua pagina aperta.
Me ne sono accorto perchè è capitato a me, appunto, trovatomi improvvisamente dentro la mail di uno che evidentemente era passato di lì prima di me.
Dopo quell'episodio provai con due/tre gettoni successivi scoprendo che si, funzionava proprio così.

Da quel giorno sono sempre stato bene attento a spendere l'ultimo minuto di connessione per chiudere tutte le pagine aperte con login e password personali, facendo tutti i log out del caso, per non ritrovarmi obbligato a dover reinserire un altro gettone pur di non lasciare a chiunque l'accesso alle mie cose personali.

Non so se le postazioni di cui parli tu funzionano nella stessa maniera, ma da come le hai descritte sembrerebbe proprio di si.

Ecco, solo questo.
Ricordati di fare i log out ogni volta che sta per scaderti il gettone, la prossima volta che le incontrerai, altrimenti chiunque avrà accesso alla tua posta.

Tutto qua.
Scusa la lunghezza.

Di nuovo grandi complimenti.
Bruno.
L'ha detto broono, 26 agosto 2005 alle 17.57
Grazie Bruno. Si', anche qui funziona cosi', me ne ero accorto anche io. Qui il monitor non si spegne, ma il principio e' lo stesso. E per quanto riguarda la lunghezza del commento... ci mancherebbe! Io sono prolisso di natura. A presto!
L'ha detto Carlo, 27 agosto 2005 alle 21.15


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