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28 Ardenfog
DIC Travel Log: Ardennes
Più o meno, nebbia e buio, buio e nebbia. E freddo, freddo papero, non tanto per i meno tre-punto-cinque, quanto piuttosto per l'umidità che ti entra nelle ossa. O sarà forse che invecchio e sempre più mal sopporto il gelo. Che poi non è vero, perché a me il nord piace freddo, piace d'inverno e piace grigio, buio e bianco. No, non è un controsenso, il buio col bianco, intendo. Non viaggiando a nord d'inverno.

Siamo rimasti in pochi quassù, questi giorni di fine anno, ultimi naufraghi naufragati tra le nebbie delle Ardenne, cosicché il panorama è un po' surreale, dentro e fuori. Dentro, uffici deserti e corridoi in penombra, fuori la luminescenza gialla della cattedrale di Arlon rischiara la nebbia che ristagna sopra alla zona zona industriale. Parcheggi vuoti, ghiaccio per terra, silenzio e finestre chiuse ovunque. Buio e lampioni, insomma.

Tranne all'Arlux, che appare travolto da un'improvvisa e piuttosto fastidiosa animazione e briosità. Gran pienone, invero: che si stiano preparando a qualche disastrotrash evento di fine anno? Non voglio nemmeno pensarci. A dire il vero non riesco a pensare a nulla di più agghiacciante e fantozziano di un veglione di San Silvestro all'Arlux, nemmeno un capodanno in una pensione di Tiraspol brindando con il leggendario spumante-tappo-in-plastica sovietico. E, me lo chiedo spesso: ma a qualcuno dell'Arlux, magari cercandosi su Gugl, è mai capitato di leggermi?
Ché di spunti, questo tristo ed ameno luogo di pernottamente e ristoro, continua ad offrirmene a iosa. Per dire, capita ad esempio che vogliate entrare in camera vostra, fortunatamente situata proprio nell'ala nuova, e arrivati alla porta vi imbattiate in un simpatico diversivo:


No, non è la mia camera. La mia è quella a fianco e stanotte mi si è sganciato all'improvviso il comodino dal muro, fracassandosi al suolo con tutto quello che vi era sopra appoggiato. Salvi gli occhiali e il cellulare.
E vi chiedete ancora perché continuo a venire qui?

Fuori, deserto, silenzio, buio, lampioni gialli avvolti dalla nebbia. E presenze oniriche di dimensioni ragguardevoli.

17.16 del 28 Dicembre 2006  
 
1 commento pubblicato
Carlo,
non ci posso credere, una "piediglia"? Non č possibile, questo č un fotomontaggio!
Nelle case di campagna esisteva qualcosa di simile, era solitamente a lato delle porte e serviva per togliersi il fango dalle scarpe. Ma in un luogo come l'ARLUX? E poi sulla porta? Passerņ il capodanno con amici belgi (fiamminghi perņ....), gli chiederņ un sopralluogo.
L'ha detto gianni, 30 dicembre 2006 alle 14.52


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