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03 Malta/1
GEN Travel Log: Malta
Noi stiamo fra i quindici e i diciotto. Clima bello secco nonostante la brezza di mare piuttosto tesa. Come ci siamo capitati ancora non mi è chiarissimo, ma certo è meglio che a meno due in mezzo alla nebbia. Arlon o Milano che dir si voglia.
Per dire, io avevo proposto di andare alle Fær Œer, ma pare che a gennaio anche lassù il tempo non sia un granché. Oddio, non che lo scorso anno alle Åland fosse 'sta meraviglia. Sta di fatto che a quanto pare da un po' di tempo in qua siamo ormai abbonati alle isole. E poi abbiamo a disposizione una sola settimana e non è che nel vecchio continente di bandierine ce ne manchino molte. E ancora, sono anni che ne sentiamo parlar male: non vorremo dunque buttarci via una vacanza estiva?
Insomma: si va Malta.

Inizia dunque qui il nostro nuovo anno, qualche miglio a sud dell'Etna che, fra parentesi, dall'aereo sembra ben innevato ed è un gran bello spettacolo. Questa volta la macchina fotografica a bordo l'avevo, ma le nuvole sono state più rapide di me. Rassegnatevi, le foto aeree non sono il mio forte.
Malta, si diceva: campo base a Sliema, che condivide con La Valletta e una buona dozzina di altre località il continuum che caratterizza il tessuto urbanistico dell'isola. Ve la faccio facile: c'è un bel po' di cemento a perdita d'occhio, ma che devo dirvi, a noi piace. Sarà che sembra di essere a Beirut, sarà che puoi trovarci quel nonsoché di Larnaca, sarà che tutto sommato potresti essere anche a Palermo e, non fosse per il numero spropositato di chiese, anche a Tunisi. Sarà che La Valletta, Sliema, St. Julian, Vittoriosa, Senglea, Floriana, insomma, tutta 'sta accozzaglia di barocco urbanistico che qui dicono essere città diverse, ma che in realtà sono un unico tappeto senza soluzione di continuità di quartieri ammassati uno sull'altro, ciascuno dei quali, peraltro, è grande come un francobollo - tutto 'sto groviglio, dicevo - odora di Mediterraneo e Africa come il resto della terra asciutta continentale che emerge poche miglia attorno a questo scoglio. Perché Malta è davvero poco più di uno scoglio e peraltro La Valletta è lunga un chilometro e larga seicento metri: un fazzoletto di vicoli, gradini a pioggia e salite tipo Golgota, quasi perfetta per il campionato mondiale di passeggino estremo, e per fortuna che ormai Leonardo cammina che è un piacere.

La Valletta
Le mura di Fort St Angelo, Vittoriosa, sede dei Cavalieri
I caratteristici balconi de La Valletta
Una delle oltre trecento chiese de La Valletta

Malta, Paese numero ottantasette sul ruolino di Orizzontintorno. Ho già capito che qui ce ne lascio a dozzine, di rullini - pardon, di gigabyte. E chi l'avrebbe detto? Qui c'è tutto: la luce invernale mediterranea, le rosse cabine telefoniche inglesi, gli autobus africani, i pub irlandesi, i cannoli siciliani, l'autoradio che trasmette Passerotto non andare via di Baglioni e Piange il telefono di Modugno, naturalmente i Cavalieri di Malta, i Templari, santi, madonne e benedizioni ad ogni angolo di strada e pure il quartiere arabo. Vedete un po' voi. Come dite? E' gennaio e voi state in mezzo alla nebbia? Ecco, noi no.


Per le vie de La Valletta
St. John's Co-Cathedral, cappella d'Aragona

A dirvi la verità, più che immagini vorrei metter qui un mp3 per farvi sentire che razza di lingua parlano da queste parti: una specie di sardo-arabo-albanese-curdo che ricorda vagamente il Klingon. D'altra parte, nonostante l'inglese e l'italiano siano le lingue franche dell'isola, io sono ormai ottenebrato dalla mia lunga permanenza ad Arlon e mi ostino a dire Merci, che qua lo capiscono solo gli immigrati libici clandestini.

Ora, mi piacerebbe soffermarmi anche a raccontarvi dei quattro scarafaggi che abbiamo trovato nella nostra suite qui al Park Hotel di Sliema, quattro stelle, due piscine, palestra e sauna. O delle crepe sui muri. O dell'intonaco che cade a pezzi. O del buco - giuro - nel muro. O della bellissima vista che si gode dalla nostra finestra sul muro interno della tromba dell'ascensore. O della moquette macchiata che ricopre alcune pareti. E' che dopo tre mesi di Arlux a me tutto questo pare del tutto normale...
02.17 del 03 Gennaio 2007  
 
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