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05 Malta/2
GEN Travel Log: Malta
Secondo Emanuela esagero quando dico che il traffico in ora di punta fra La Valletta e Sliema è peggio di quello di Bangkok. Sarà. Però quaggiù impiego un'ora per fare quattro chilometri, a Bangkok nello stesso tempo posso percorrerne persino una decina, a condizione di essere disposto ad avvelenarmi a bordo di un tuc-tuc e di allungare qualche tallero in più al mio occasionale e scafato conducente thai. A pensarci, fra l'altro, di tanti luoghi nel mondo dove ho avuto occasione di guidare, tutto sommato Malta mi sembra uno dei più challenging - e non mi viene sinonimo migliore in italiano - almeno in termini di mix fra segnaletica surreale, regole non scritte o perlopiù del tutto inesistenti, condizioni del fondo e dell'intera rete stradale, dimensione media delle carreggiate. Senza dimenticare che anche qui si guida a sinistra, il che fra parentesi pare essere ormai una costante dei nostri ultimi viaggi: inizia a venirmi il sospetto che, contrariamente alla nostra comune credenza, siamo noi a viaggiare a rovescio e buona parte del mondo guidi a sinistra.

Appurato che Spinola Bay è dove bisogna andare a cena a Malta per non essere out, possiamo dunque iniziare come di consueto a macinare un bel po' di chilometri e a demolire con metodo la nostra Chevrolet Lacetti bianca noleggiata all'aeroporto. Il tempo è una meraviglia, il sole è caldo, il Grecale soffia con una certa inisistenza e Malta ci regala dei colori e delle luci stupende. Se poi aggiungete che quasi non c'è in giro un cane, o perlomeno non c'è ombra delle solite camionate di turisti...

Marsaxlokk
Gli occhi di Osiride, tradizionale fregio sulle prue maltesi

In realtà devo dirvi che benché durante la giornata annoti mentalmente diversi spunti per raccontarvi della nostra zingarata a Malta, mi ritrovo regolarmente a sera a corto di ispirazione, ed è un peccato, perché questo paesello ben si presta a scriverci un po' su. Ma poi va a finire che mi perdo nelle foto e che il tempo è poco, così preferisco buttarvi lì qualche immagine di questo inizio inverno nei mari (nostri) del sud. Vi dirò anche che, sebbene non sia certo questo il primo inizio d'anno che passiamo a tali latitudini temperate ed oltre, così lontano dall'idea di gennaio non mi ero mai sentito prima, e non saprei nemmeno dirvi bene il perché. Non nel deserto arabo, né certo in quello freddo siriano e tanto meno nella spesso piovosa Tunisia invernale: qui sembra di essere a fine aprile, anche se la giacca a vento, almeno a sera (ma non solo), la indossiamo eccome.

E c'è dell'altro: per quanto mi riguarda, faccio fatica anche a realizzare di essere qui. A tratti mi sembra di essere a Cipro, a tratti - soprattutto attorno a La Valletta - a Beirut. Ancor più spesso sembra Sicilia in tutto e per tutto. Poi càpita che all'improvviso vedi la cupola rossa di una chiesa e allora no, sei a Malta. Ed io non sono ispirato, non ce n'è: scrivere di quaggiù proprio non mi viene. Ve la faccio vedere un po', va'.

L'arco naturale di Blue Grotto
Tempio di Mnajdra
I monoliti di Hagar Qim
Hagar Qim

La luce, amici, la limpida luce mediterranea invernale quaggiù è una meraviglia. Colori ed un cielo così d'estate me li sognerei o, come minimo, dovrei aspettare le nove di sera. Adesso invece persino a mezzogiorno il cielo è blu cobalto e la luce è tagliata. Lo è al punto che aspettare il tramonto non è affatto detto che sia una buona idea. E, soprattutto, posso fotografare senza dover combattere con orde di esseri umani in mezzo all'obiettivo: una favola.

Il 4 gennaio approfittiamo di una giornata da incorniciare con mare quasi tranquillo per traghettare a Gozo, a venticinque minuti di navigazione da Malta, sfiorando anche Comino, la più piccola delle tre isole principali che formano l'arcipelago. Gozo è decisamente più tranquilla e incontaminata di Malta... oddio, "incontaminata" non è esattamente l'aggettivo più indicato per 'sta terra, tuttavia Gozo regala scorci panoramici assai suggestivi e piccoli villaggi deserti che sembrano addormentati, lontani dagli echi del caos di Malta. Peraltro quest'isolotto è davvero grande come un fazzoletto e in una giornata è possibile girarlo tutta abbastanza bene, naturalmente disfando a dovere sospensioni, gomme e coppa dell'olio.

Mentre scendiamo dalla macchina per fare quattro passi, un parcheggiatore di Gozo ci viene incontro: "Siete siciliani o italiani?"

A zonzo per Gozo
Cattedrale dell'Assunzione, Victoria, Gozo
Templi di Ggantija, Gozo
Azure Windows, Dwejra, Gozo
Le scogliere di Dwejra, Gozo

Per la cronaca, la temperatura dell'acqua è di diciotto gradi, e considerato che a tratti i colori e la trasparenza sono quelli delle Seychelles la tentazione viene, viene eccome. Non fosse che non ho portato il costume da bagno e che il Grecale non molla un attimo...
02.03 del 05 Gennaio 2007  
 
1 commento pubblicato
una semplice constatazione meteorologica: anche a Bologna oggi sembrava aprile, di questi tempi solitamente siamo sotto coltri di nebbia e con termometro sotto zero. In fondo l'effetto serra qualche risvolto positivo ce l'ha, eccheccavolo.....
L'ha detto gianni, 5 gennaio 2007 alle 18.24


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