Golden Bay, che la Lonely Planet definisce spettacolare,
è praticamente una delle tre sole vere spiagge di
Malta, che per il resto è circondata da scogli e
falesie a picco sul mare. Per inciso, Golden Bay è
una mezzaluna di sabbia e spazzatura lunga sì e no
come un campo da calcio, dominata dai mostruosi parallelepipedi
bianchi di cemento armato del Radisson Hotel - costruito
proprio sul bordo della scogliera che chiude la baia - e
servita da due ristoranti ed un bel parcheggio di asfalto
spianato a ridosso della spiaggia. Un capolavoro.
Da segnalare a Golden Bay: la presenza del Milan al completo,
a far cosa non si sa, ovviamente alloggiato (blindato dentro)
al Radisson Hotel; centinaia di meduse spiaggiate, trascinate
a riva dalla mareggiata in corso; vento a raffiche da ottanta
orari, non gelide ma insomma; alcuni personaggi tuonati
anzichenò che vagano per la spiaggia deserta: il
golfista pazzo che prova il suo ferro 5 controvento; il
cantante lirico che, spalle alle onde, attrezzato con microfono
ed amplificatore valvolare, intona (urla?) il "Nessun
dorma" davanti ad un pubblico non pagante di due
persone - due - che applaudono e gridano "Bravo!
Bravo!"; la tardona (inglese?) che si crede Anita
Ekberg e improvvisa una specie di danza propiziatoria al
dio del vento, vestita solo di una svolazzante vestaglia
di cotone marrone e di uno scialle color nebbia: anche la
sua pelle è marrone, tipo la mummia congelata di
Oetzi, per intenderci. Io indosso il goretex con il cappuccio
allacciato.
Golden Bay è il nostro tentativo di portare Leonardo
a giocare in spiaggia almeno per un'oretta. Leonardo, che
indossa la giacca a vento rossa d'ordinanza, si lamenta
perché non abbiamo portato il secchiello e la paletta,
e perché non può fare il bagno. Provo a spiegargli,
con scarsissimo successo, il concetto di mare d'inverno.
Poi: io li odio. Va bene essere parsimoniosi in fatto di
segnaletica stradale, ma eliminarla del tutto mi sembra
perlomeno bizzarro, soprattutto se le carte stradali risalgono
allo sbarco dei fenici. Io posso anche capire che loro
sappiano perfettamente dove andare e che tutto sommato questa
sia un fazzoletto di isola, o che sappiano distinguere un
senso unico dall'andamento delle rughe sull'asfalto, ma
che diàmine, almeno i cartelli di Paperino, tipo
perdiquà, perdilà ad un bivio
di strade perfettamente identiche, ecco, per dire.
O che so, indicare ogni tanto la direzione per un qualunque
punto di riferimento tipo la capitale dell'isola, ma mi
andrebbe bene anche "mare", o "di
qua non si passa", dài, non è difficile.
O quando per caso decidiamo che nascosto dietro ad un albero,
ancorché girato nel senso sbagliato, un cartello
microscopico lo attacchiamo sì (marrone a caratteri
beige, su muro altrettanto marrone), ecco, scriverci correttamente
Marsaxlokk, non M'xlok, o Birzebbuga, non B'zbga, porcaccio
giuda.
Perché le dirò, Illustrissimo amico
Capo Totale di Malta, già orientarsi con il sole
in pieno XXI secolo, mi capisce, è noioso, ma quando
piove come oggi, mi creda, è un problema anche per
Bartezzaghi, e glielo dice uno che è uscito incolume
dal Taklamakan e che si è girato Tokyo come fosse
la sua Villasanta.
Io lo so che posso sembrarvi surreale, ma prendete, che
so, Genova, e toglietele tutti i cartelli direzionali -
ma tutti, eh? - ed anche buona parte di quelli stradali,
tipo "divieto di transito" e "senso unico",
e poi ditemi.
Io vi dico che aspettando che spiovesse, ce ne stavamo lì
a pranzo in un bel ristorante franco-maltese sotto alla
cattedrale di San Paolo a Mdina, antica capitale di Malta
prima che i Cavalieri di San Giovanni la trasferissero a
La Valletta. Com'è come non è, mi rigiravo
fra le mani la piantina della Lonli, e proprio non
mi ci ritrovavo, non fosse altro perché vi erano
segnalati almeno altri quattro ristoranti che non avevamo
affatto visto, mentre in compenso del nostro non c'era traccia
alcuna. Eppure era fuor di dubbio: quella sopra alla nostra
testa era proprio la cattedrale di San Paolo: avevo anche
chiesto indicazioni ad un autoctono per conferma.
Già, la cattedrale di San Paolo. E per fortuna che
a Malta si chiamano tutte così. Perchè quella
sopra alla nostra testa era proprio la cattedrale di San
Paolo. Quella di Rabat però, non quella di Mdina.
Avevamo sbagliato paese o, se preferite, non eravamo nella
piazza centrale del paese in cui credevamo di essere.
|
|
|
Cattedrale
di San Paolo, Mdina (quella giusta...)
|
|
|
|
La cupola
del Mosta Dome domina l'abitato di Mosta
|
La cupola del Mosta Dome ve l'ho messa solo perché
qui dicono essere la terza più grande al mondo dopo
quelle di San Pietro e del Pantheon. Peraltro quelli di Gozo
gliela menano a quelli di Mosta perché dicono che la
loro è sì un po' più piccola, ma volumetricamente
non c'è gara. In ogni caso, noi dentro al Mosta Dome
non siamo riusciti ad entrare, perché per riuscire
a indovinare la ridottissima finestra degli orari di visita
occorre consultare il calendario achemenide ed essere ferrati
nella stima dell'altezza delle effemeridi.
Chiusa la breve parentesi pioggia,
sabato 6 gennaio è stata una giornata, ma una giornata,
che non sto nemmeno a dirvi. Anzi, vi dico che per pranzo
ci siamo piazzati davanti al porto turistico di Vittoriosa
a prendere il sole in maglietta. Mezza giornata comunque se
n'è andata per trovarla, Vittoriosa. E sì che
sta proprio davanti a La Valletta, anzi, dai bastioni della
capitale si vede benissimo. Provate però ad arrivarci
in macchina. L'altra mezza giornata, ovviamente, se n'è
andata per riuscire a venir via da Vittoriosa, anche perché
abbiamo voluto strafare ed andare a vedere il tramonto alle
Dingli Cliffs, che si trovano proprio dall'altra parte di
Malta. Eh lo so, siamo due incoscienti. L'inglese che ha cacciato
la testa attraverso il finestrino della nostra auto ci ha
sorriso molto: "You look like you've been lost. Quite
usual, don't worry. Now, go straight ahead and never leave
that road which looks like to be the main one, and you should
find the cliffs. More and less. Or at least, sounds me to
be the easiest path. Anyway, you have to drive through the
countryside". Leonardo, dietro, se la ride come un
pazzo mentre la Chevrolet Lacetti bianca scompare definitivamente
nelle buche della main road: "Buco!! Papà,
buco buco, ancora buco!! AHAHAH ancora ancora papà!!".
|
|
|
|
|
Cattedrale
di San Lorenzo, Vittoriosa
|
|
|
|
I palazzi
che si affacciano su Misrah ir-Rebha, Vittoriosa
|
|
|
|
Campanari
all'opera, Vittoriosa
|
|
|
|
Panorama
su Senglea dai bastioni di Vittoriosa
|
Le Dingli Cliffs - se riuscite a trovarle - non sono male,
ma come tutto il resto di Malta sono spacciate per molto più
di quel che valgono. Comunque un gran bel tramonto non ce
lo neghiamo nemmeno questa volta, a degna conclusione di una
giornata che potrei quasi definire estiva. Da segnalare che
le Dingli Cliffs sono il luogo preferito delle giovani coppie
maltesi per andare ad infrattarsi. E comunque a me quel fuoristrada
al quale mi sono appoggiato per scattare la foto del tramonto
sembrava vuoto. Giurerei di aver controllato bene prima, e
poi era parcheggiato in posizione perfetta per farmi da punto
d'appoggio. Insomma, la prossima volta mettete un cartello
sul finestrino.
Peccato, è già tempo per quel che mi riguarda
di tornare fra le nebbie di Arlon a mangiare un bel po' di
freddo delle Ardenne. Di buono c'è solo che l'Arlux
non mi farà rimpiangere il Park Hotel di Sliema. Forse.
Uhm. No, dài, non esageriamo. |