Orizzontintorno Carlo Paschetto
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07 Malta/3
GEN Travel Log: Malta
Golden Bay, che la Lonely Planet definisce spettacolare, è praticamente una delle tre sole vere spiagge di Malta, che per il resto è circondata da scogli e falesie a picco sul mare. Per inciso, Golden Bay è una mezzaluna di sabbia e spazzatura lunga sì e no come un campo da calcio, dominata dai mostruosi parallelepipedi bianchi di cemento armato del Radisson Hotel - costruito proprio sul bordo della scogliera che chiude la baia - e servita da due ristoranti ed un bel parcheggio di asfalto spianato a ridosso della spiaggia. Un capolavoro.
Da segnalare a Golden Bay: la presenza del Milan al completo, a far cosa non si sa, ovviamente alloggiato (blindato dentro) al Radisson Hotel; centinaia di meduse spiaggiate, trascinate a riva dalla mareggiata in corso; vento a raffiche da ottanta orari, non gelide ma insomma; alcuni personaggi tuonati anzichenò che vagano per la spiaggia deserta: il golfista pazzo che prova il suo ferro 5 controvento; il cantante lirico che, spalle alle onde, attrezzato con microfono ed amplificatore valvolare, intona (urla?) il "Nessun dorma" davanti ad un pubblico non pagante di due persone - due - che applaudono e gridano "Bravo! Bravo!"; la tardona (inglese?) che si crede Anita Ekberg e improvvisa una specie di danza propiziatoria al dio del vento, vestita solo di una svolazzante vestaglia di cotone marrone e di uno scialle color nebbia: anche la sua pelle è marrone, tipo la mummia congelata di Oetzi, per intenderci. Io indosso il goretex con il cappuccio allacciato.

Golden Bay è il nostro tentativo di portare Leonardo a giocare in spiaggia almeno per un'oretta. Leonardo, che indossa la giacca a vento rossa d'ordinanza, si lamenta perché non abbiamo portato il secchiello e la paletta, e perché non può fare il bagno. Provo a spiegargli, con scarsissimo successo, il concetto di mare d'inverno.

Poi: io li odio. Va bene essere parsimoniosi in fatto di segnaletica stradale, ma eliminarla del tutto mi sembra perlomeno bizzarro, soprattutto se le carte stradali risalgono allo sbarco dei fenici. Io posso anche capire che loro sappiano perfettamente dove andare e che tutto sommato questa sia un fazzoletto di isola, o che sappiano distinguere un senso unico dall'andamento delle rughe sull'asfalto, ma che diàmine, almeno i cartelli di Paperino, tipo perdiquà, perdilà ad un bivio di strade perfettamente identiche, ecco, per dire. O che so, indicare ogni tanto la direzione per un qualunque punto di riferimento tipo la capitale dell'isola, ma mi andrebbe bene anche "mare", o "di qua non si passa", dài, non è difficile. O quando per caso decidiamo che nascosto dietro ad un albero, ancorché girato nel senso sbagliato, un cartello microscopico lo attacchiamo sì (marrone a caratteri beige, su muro altrettanto marrone), ecco, scriverci correttamente Marsaxlokk, non M'xlok, o Birzebbuga, non B'zbga, porcaccio giuda.
Perché le dirò, Illustrissimo amico Capo Totale di Malta, già orientarsi con il sole in pieno XXI secolo, mi capisce, è noioso, ma quando piove come oggi, mi creda, è un problema anche per Bartezzaghi, e glielo dice uno che è uscito incolume dal Taklamakan e che si è girato Tokyo come fosse la sua Villasanta.

Io lo so che posso sembrarvi surreale, ma prendete, che so, Genova, e toglietele tutti i cartelli direzionali - ma tutti, eh? - ed anche buona parte di quelli stradali, tipo "divieto di transito" e "senso unico", e poi ditemi.
Io vi dico che aspettando che spiovesse, ce ne stavamo lì a pranzo in un bel ristorante franco-maltese sotto alla cattedrale di San Paolo a Mdina, antica capitale di Malta prima che i Cavalieri di San Giovanni la trasferissero a La Valletta. Com'è come non è, mi rigiravo fra le mani la piantina della Lonli, e proprio non mi ci ritrovavo, non fosse altro perché vi erano segnalati almeno altri quattro ristoranti che non avevamo affatto visto, mentre in compenso del nostro non c'era traccia alcuna. Eppure era fuor di dubbio: quella sopra alla nostra testa era proprio la cattedrale di San Paolo: avevo anche chiesto indicazioni ad un autoctono per conferma.

Già, la cattedrale di San Paolo. E per fortuna che a Malta si chiamano tutte così. Perchè quella sopra alla nostra testa era proprio la cattedrale di San Paolo. Quella di Rabat però, non quella di Mdina. Avevamo sbagliato paese o, se preferite, non eravamo nella piazza centrale del paese in cui credevamo di essere.

Cattedrale di San Paolo, Mdina (quella giusta...)
La cupola del Mosta Dome domina l'abitato di Mosta

La cupola del Mosta Dome ve l'ho messa solo perché qui dicono essere la terza più grande al mondo dopo quelle di San Pietro e del Pantheon. Peraltro quelli di Gozo gliela menano a quelli di Mosta perché dicono che la loro è sì un po' più piccola, ma volumetricamente non c'è gara. In ogni caso, noi dentro al Mosta Dome non siamo riusciti ad entrare, perché per riuscire a indovinare la ridottissima finestra degli orari di visita occorre consultare il calendario achemenide ed essere ferrati nella stima dell'altezza delle effemeridi.

Chiusa la breve parentesi pioggia, sabato 6 gennaio è stata una giornata, ma una giornata, che non sto nemmeno a dirvi. Anzi, vi dico che per pranzo ci siamo piazzati davanti al porto turistico di Vittoriosa a prendere il sole in maglietta. Mezza giornata comunque se n'è andata per trovarla, Vittoriosa. E sì che sta proprio davanti a La Valletta, anzi, dai bastioni della capitale si vede benissimo. Provate però ad arrivarci in macchina. L'altra mezza giornata, ovviamente, se n'è andata per riuscire a venir via da Vittoriosa, anche perché abbiamo voluto strafare ed andare a vedere il tramonto alle Dingli Cliffs, che si trovano proprio dall'altra parte di Malta. Eh lo so, siamo due incoscienti. L'inglese che ha cacciato la testa attraverso il finestrino della nostra auto ci ha sorriso molto: "You look like you've been lost. Quite usual, don't worry. Now, go straight ahead and never leave that road which looks like to be the main one, and you should find the cliffs. More and less. Or at least, sounds me to be the easiest path. Anyway, you have to drive through the countryside". Leonardo, dietro, se la ride come un pazzo mentre la Chevrolet Lacetti bianca scompare definitivamente nelle buche della main road: "Buco!! Papà, buco buco, ancora buco!! AHAHAH ancora ancora papà!!".

Cattedrale di San Lorenzo, Vittoriosa
I palazzi che si affacciano su Misrah ir-Rebha, Vittoriosa
Campanari all'opera, Vittoriosa
Panorama su Senglea dai bastioni di Vittoriosa

Le Dingli Cliffs - se riuscite a trovarle - non sono male, ma come tutto il resto di Malta sono spacciate per molto più di quel che valgono. Comunque un gran bel tramonto non ce lo neghiamo nemmeno questa volta, a degna conclusione di una giornata che potrei quasi definire estiva. Da segnalare che le Dingli Cliffs sono il luogo preferito delle giovani coppie maltesi per andare ad infrattarsi. E comunque a me quel fuoristrada al quale mi sono appoggiato per scattare la foto del tramonto sembrava vuoto. Giurerei di aver controllato bene prima, e poi era parcheggiato in posizione perfetta per farmi da punto d'appoggio. Insomma, la prossima volta mettete un cartello sul finestrino.

Dingli Cliffs

Peccato, è già tempo per quel che mi riguarda di tornare fra le nebbie di Arlon a mangiare un bel po' di freddo delle Ardenne. Di buono c'è solo che l'Arlux non mi farà rimpiangere il Park Hotel di Sliema. Forse. Uhm. No, dài, non esageriamo.
00.19 del 07 Gennaio 2007  
 
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