Orizzontintorno Carlo Paschetto
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FEB Travel Log: Ardennes
Ho deciso di fare sul serio. Intendo, questo in fondo è un sito web di servizio. Metti che qualcuno di voi voglia (?), o debba (ah, ecco) venire ad Arlon ed abbia bisogno di informazioni: da oggi basterà cercare Arlon su Gugl per accedere a questo preziosissimo tarocco della Lonely Planet interamente dedicato alla regina (bah) delle Ardenne belghe, il palcoscenico perfetto per ambientare Morte di un commesso viaggiatore, quale in fondo mi sento da quando vivo qui in trasferta. Per esigenze di semplicità vi risparmierò i soliti capitoli introduttivi della Lonli: malattie virali (io mi strafogo regolarmente di cozze), viaggiatori gay, donne sole ed anziani (ad Arlon non ci sono nemmeno viaggiatrici giovani accompagnate ed eterossuali), rischi dell'insolazione e dell'ipotermia (piove sempre, punto) e jet-lag (Luxair vola al massimo a Tenerife con un cargo-charter).
Non vi garantisco di andare oltre il primo capitolo della saga, anzi, per dirvi la verità mi sono già annoiato, ma vediamo che ne esce fuori. Tutto sommato ho ancora un po' di tempo da trascorrere qui, le serate in albergo sono lunghe, la tv locale è devastante e la scorta di libri la uso già per riempire le colazioni e le cene. Sappiate anche che le fotografie di questo "servizio", scattate durante una pausa pranzo grazie al mio nuovo fedele compagno di viaggio del quale non smetterò mai di cantarvi le meraviglie, mi sono costate una bella lavata: sono rientrato in ufficio completamente fradicio, vittima dell'amichevole meteo locale. Poi dite che non vi voglio bene.

Allora, Arlon: capoluogo della provincia del Lussemburgo belga, pare che sia la città più antica del Belgio, ma nemmeno loro ne sono tanto sicuri. Diciamo che qualcosa dovevano pur vendersi e del resto a nessuno freguntubo di contestarne il primato. Giassapete che Arlon si trova in Vallonia e nelle Ardenne: per inciso, la Vallonia è la metà meridionale e francofona del Belgio, in contrapposizione alle Fiandre, che si trovano a nord e dove si parla fiammingo. Le Ardenne sono una regione divisa fra Belgio e Francia. Fin qui nulla di nuovo, immagino.
Arlon dista meno di dieci chilometri dal confine con il Lussemburgo, e poco più da quelli francese e tedesco. Bruxelles è a centoottanta chilometri di autostrada in direzione nord, Bastogne a quaranta. Insomma: un insignificante punto microscopico su mappe molto dettagliate. Fine della localizzazione geografica.

Il clima di Arlon fa schifo: piove e tira un vento da urlo, sempre. Direi che non c'è null'altro da aggiungere. Non portate l'ombrello, è del tutto inutile: ho visto più ombrelli sfasciati dal vento ad Arlon che filippini in metropolitana a Milano.

Siti web: non vi parrà vero, ma c'è l'imbarazzo della scelta. Dal sito ufficiale della Ville d'Arlon, al sito dell'Ufficio Turistico, ad Info-Arlon, eccetera. Poi, naturalmente, c'è sempre Wikipedia.

Where to stay: capirete che per compilare questo paragrafo dovrei farmi il giro di tutti gli hotel di Arlon ed io ormai non posso assolutamente tradire i miei amici dell'Arlux, dei quali vi racconto da mesi. Del resto vi ho già anche recensito l'AC Arlon con ben due-post dedicati. A titolo di cronaca posso dirvi che il resto dei miei colleghi si divide, più o meno, fra il Peiffeschof e l'Hotel de la Gaichel. Il primo dei due è disperso in campagna, visto dall'esterno sembra piacevole, è perennemente avvolto dalla nebbia e se nevica ci vuole la motoslitta per raggiungerlo. Dicono anche che ci si mangi bene e che le camere siano piuttosto piccole. Nel secondo ci va a dormire il mio capo, è altrettanto disperso nelle campagne circostanti (anzi, è proprio oltre confine, in Lussemburgo), non ci si mangia - non tutte le sere perlomeno - e chiude alle dieci di sera: se rientrate più tardi dovete farvi dare le chiavi. Per inciso: ad Arlon chiude tutto alle dieci di sera e forse anche prima.
Se avete un po' di euro da buttare dalla finestra, comunque, il vostro posto è lo Château du bois, del quale tutti parlano un gran bene: chi ci è stato racconta di indimenticabili serate trascorse nella jacuzzi con la coppa di champagne in mano, accompagnate da musica da camera suonata dal vivo in esclusiva dall'orchestra sinfonica belga al completo e seguite da rilassanti nottate in compagnia delle leggendarie massaggiatrici di Saarbrücken. Non consigliabile se alle otto del mattino seguente avete una riunione in agenda. Peraltro, va anche detto che lo Château du bois si trova... - anzi, non si trova proprio, a meno di non perdersi di notte nei boschi circostanti e vederlo apparire all'improvviso illuminato dalla luna piena. Come suggerisce il nome - e se non ve lo suggerisce studiate il francese - trattasi di un castello un po' sinistro: una roba tipo Rocky horror picture show, per intenderci, e capirete che con il clima di queste parti, tuoni, vento e saette, non è che personalmente muoia dalla voglia di andarlo a visitare.

Getting there and away ad Arlon, ma soprattutto away: Luxembourg Findel international airport, a circa 45 km di autostrada da Arlon. E' il modo più veloce per scappare e, ahimé, la mia porta di accesso settimanale alle Ardenne. Una bella auto a noleggio presso uno qualunque dei dieci rent-a-car di Findel vi risolverà molti problemi. Per esperienza personale posso dirvi che se prenotate un gruppo B con Avis, e avete un po' di fortuna, potrebbe anche capitarvi di andarvene in giro a pari prezzo con una Mercedes classe C nuova fiammante: le auto gruppo B scarseggiano da queste parti e l'upgrade forzato è gratuito. Certo, a me è capitata anche una Kia Cerrato e ho impiegato mezza giornata nel parcheggio dell'Avis per trovarla, non avendo la minima idea di cosa esattamente dovessi cercare.

Infine, per sopravvivere è necessario anche mangiare, lo so. Ma questo argomento, perdonatemi, parlando di Arlon richiede tempo. Non voglio bruciarmi in poche righe la splendida opportunità di condividere con voi le mie esperienze gastronomiche nelle Ardenne. E poi devo ancora fare qualche esperimento per poter essere un po' esaustivo. Abbiate pazienza e nel frattempo godetevi un po' di Arlon, quella vera, sotto il diluvio di quest'oggi.

Arlon, con la sua luce naturale
Eglise Saint-Martin (è del 1937, che vi credete?)
Place Léopold, residuato della battaglia delle Ardenne
Non credo Battiato cantasse proprio questo...
Eglise Saint-Donat
Dylan, lei ti odia

A breve dunque - forse - la seconda puntata: mangiare ad Arlon. Ho già in archivio un paio di foto sufficientemente inquietanti, ma vorrei essere un po' più scientifico e metodico. Avrei anche bisogno di raccogliere qualche intervista con i colleghi più esperti che hanno avuto occasione di varcare le soglie di alcuni locali nei quali io non ho ancora avuto il coraggio di entrare. Stay tuned. Il vostro affezionato corrispondente dalle Ardenne.
01.46 del 14 Febbraio 2007  
 
1 commento pubblicato
Carlo, ti giuro e ti prometto che le tue preziose indicazioni non andranno sprecate. Io ho deciso che verrò a visitare Arlon!!! E come me dovrebbero fare tutti i tuoi appassionati, affascinati e attenti 'seguaci' di Orizzontintorno. Anzi, propongo una sezione separata del sito (dicesi spin-off in linguaggio consulenziale): Arlonintorno.com
L'ha detto Massimo, 14 febbraio 2007 alle 15.39


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