A Varsavia fa caldo, ma anche no. Sul tassametro del primo
taxi sul quale sono salito c'era scritto droga. Ho
realizzato di non avere in tasca nemmeno uno zloty. Poi
ho letto droga su un cartellone pubblicitario e ho
pensato che delle due l'una: o Amsterdam non va più
di moda, o il polacco è una lingua strana.
L'ultima
volta che sono passato da Varsavia risale più
o meno a quattro anni fa, ma era notte e stavo dormendo
nella carrozza letto di un treno proveniente da Vilnius,
fermo alla stazione centrale in attesa di ripartire per
Berlino.
Dalla finestra del mio albergo vedo il mostro e se
non siete mai stati a Varsavia non potete capire. Il mostro
sarà ad un paio di chilometri in linea d'aria, quindi
non credo di essere vicino al centro. Perché, ovviamente
e come d'abitudine, non ho ancora capito dove diavolo sono.
Però una cosa è certa: lo Hyatt
Regency di Varsavia non assomiglia per nulla all'Arlux
di Arlon. Per dire: mi sono perso in bagno. Il frigo
bar sembra un bancone dell'Esselunga. Ho otto cuscini sul
letto e a dirla tutta mi sembra un filo esagerato. E comunque:
perché allo Hyatt Regency di Varsavia non usano lo
spazzolone per il cesso?
All'aeroporto di Varsavia è possibile vedere degli
apparecchi curiosi, ed apparecchi non è un
termine obsoleto, è il termine giusto. Per esempio,
c'è quel Tupolev con la livrea a caratteri cirillici
che... no dai, quello non vola mica, lo usano come navetta.
Vero?
Vorrei fotobloggarvi qualcosa, ma sono troppo stanco. Sono
qui da due giorni e non ho ancora avuto un minuto solo per
me. Insomma, Varsavia (si era capito?), che d'ora innanzi
- come d'abitudine da queste parti - chiameremo con il suo
nome: Warszawa (pronuncia: Varsciava). Per ora, giusto
il tempo di un assaggio. Ah, sì, posso anche dirvi
che da Malpensa a Warszawa si vola con la sorella maggiore
della ben nota supposta
volante.
E ancora: da quando ho messo piede qui ho mangiato solo
italiano. Giuro, non l'ho fatto apposta: ieri i colleghi
polacchi mi hanno portato a pranzo in un ristorante italiano.
Il ristorante dello Hyatt è italiano, quindi cena
italiana. Ai polacchi evidentemente piace mangiare italiano.
I polacchi - a pranzo - mangiano certe piattate di tagliatelle
ai funghi che dovessi provarci io potrei stramazzare in
coma digestivo. Per la precisione, le mangiano dopo un antipasto
a base di fette di pane pugliese, prosciutto crudo, formaggio
fuso e salse a piacere. Provateci voi a fare un pranzo del
genere e dopo tornare a lavorare. Io ho provato a mantenermi
leggero: un'insalatina, grazie. Mi è arrivata una
pentolata di verdure affogate in un barile di salsa rosa.
Ho prelevato al bancomat una manciata di zloty. Qualcuno
sa dirmi per caso il cambio aggiornato euro-zloty? Intendo:
se pago il taxi 17 zloty, sto spendendo come una vacanza
a Zermatt o posso tornare a Milano in taxi?
Sta di fatto che qua fuori dall'hotel c'è un evidente
cartello divieto di droga davanti all'ingresso. Forse
è un indizio. In effetti di pusher non ne ho visti.
Sono certo di dimenticarmi altri particolari interessanti,
ma adesso me ne vado a nanna. Voi domani siete in ferie,
io no. Stay tuned. |