Orizzontintorno Carlo Paschetto
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26 Polish for dummies
MAG Travel Log: Warszawa
"Nie dia idiotów" (letta su una pubblicità di Mediaworld a Warszawa).
"Kontrola paszportowa" (per i solutori pi piccoli).
"Dzień dobry" (giassapete, pronuncia gin dobre).
"Dziękuję bardzo!" (credevo tua sorella, ma mi dicono grazie mille).

Fra parentesi, se non vedete alcuni caratteri è colpa del vostro pc. Nell'alfabeto polacco si usano una dozzina di lettere che ve le raccomando: per riprodurle qui sul blog, come già avevo sperimentato durante l'esperienza maltese, uso la mappa caratteri di Windows, ma non so se è uno standard visibile con qualunque sistema e browser.

Warszawa è molto pi verde di come la ricordavo. E' esageratamente verde. E' così verde che a volte avete un po' l'impressione di stare in mezzo ad una pianura infinita incolta e cespugliosa dove qua e là, a grappoli, hanno disseminato un po' di cubi di cemento e qualche birillo di cristallo e acciaio di ultima generazione. E comunque viaggiamo abbondantemente oltre i trenta gradi anche nella capitale polacca.
Poi, c'è il mio nuovo hotel. Quello di Clinton & c, per intenderci. 'Sto affare insomma:


Non lasciatevi ingannare: si pronuncia sovieski, e questo già dovrebbe indirizzarvi. Per la verità lo hanno tirato a nuovo, ma la mia fotografia notturna non rende comunque giustizia alla splendida facciata a strisce diagonali (larghe sei metri) a colori alternati: giallo, rosso, bianco e azzurro. Giuro.
E del resto non deve stupire, considerato che in camera, sul mio comodino, ho trovato questo:


La solita ipocrisia. Prima rompono con il divieto di droga, poi gli imbianchini si fanno di LSD e gli hotel hanno le camere per fumatori di maria. Ma soprattutto: che significherà W celu?

Infine: per mia somma gioia, in Polonia c'è ancora il Voce. A dire la verità il Voce non c'è solo in Polonia, ma noi lo abbiamo ascoltato la prima volta proprio qui, qualche anno fa.
Ora, spiegarvi cosa è il Voce sarebbe anche facile, ma il fatto è che spiegarlo non è come ascoltarlo. Comunque.
Ci sono paesi dove i film stranieri vengono regolarmente doppiati, come in Italia. Se a qualcuno questo fatto può sembrare del tutto ovvio, sappiate che nella maggior parte del mondo non è così (e questo è anche uno dei motivi per cui in Italia non si parla inglese). Normalmente i film sono distribuiti in lingua originale e spesso sottotitolati nella lingua del paese di destinazione, ma esistono casi straordinari, come Korea TV che trasmette film sottotitolati contemporaneamente in coreano, cinese e giapponese, col risultato che le immagini sullo schermo sono oscurate da un diluvio di ideogrammi: da scompisciarsi. Idem se andate in Malaysia: i film sono sottotitolati contemporaneamente nelle tre lingue principali del paese: cinese, arabo e indi. 'Na favola.

In Polonia (ma non solo) c'è invece il Voce. Il Voce funziona così: voi vedete il film in lingua e nel frattempo il Voce ve lo traduce, sovrapposto all'audio originale, che rimane perfettamente udibile in sottofondo. La caratteristica fondamentale del Voce è che è sempre lui, per qualunque film, per qualunque personaggio, per qualunque scena: uomo, monotòno. Cioè, se sta parlando una donna, è comunque sempre lui, il Voce, a tradurvela. Soprattutto, ve la traduce in modo del tutto incolore ed impassibile: appunto, completamente monotòno. E vi assicuro che l'effetto è grandioso.
Ora dovete fare uno sforzo di immaginazione. Ad esempio, l'altra sera facevo zapping fra due film contemporaneamente, Smoke con Harvey Keitel e K-19, con Harrison Ford. Il Voce me li traduceva in polacco entrambi, sempre e solo lui ed esattamente con lo stesso monotòno, che per Smoke può anche andar bene, in fondo è un film-cameo, rilassante, che tutto sommato si presta ad essere quasi raccontato mentre i personaggi dialogano. Ma il fatto è che poi cambiavo canale, ed Harrison Ford stava nella merda, e nel sommergibile russo c'era un gran casino, e tutti urlavano e sbraitavano, e credo anche che qualcuno sparasse, ma il Voce era impassibile: traduceva tutto in tempo reale, senza alcuna inflessione, pacifico come sempre, maledettamente pignolo e preciso, senza farsi sfuggire una battuta, rilassato, anche mentre Harrison Ford bestemmiava tutti i santi e sanguinava come una fontana. Lui, serafico: bla bla bla bla bla bla bla. Fisso: medesimo tono uniforme di voce, nessuna accelerazione, nessuna interpretazione. Giuliacci che legge le previsioni del tempo in confronto è De Niro. Da ribaltarsi dalla sedia.
00.36 del 26 Maggio 2007  
 
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