"Nie dia idiotów" (letta su una
pubblicità di Mediaworld a Warszawa).
"Kontrola paszportowa" (per i solutori
più piccoli).
"Dzień dobry" (giassapete,
pronuncia gin dobre).
"Dziękuję bardzo!" (credevo tua sorella,
ma mi dicono grazie mille).
Fra parentesi, se non vedete alcuni caratteri è colpa del
vostro pc. Nell'alfabeto polacco si usano una dozzina di
lettere che ve le raccomando: per riprodurle qui sul blog,
come già avevo sperimentato durante l'esperienza
maltese, uso la mappa caratteri di Windows, ma non
so se è uno standard visibile con qualunque sistema
e browser.
Warszawa è molto più verde di come la ricordavo.
E' esageratamente verde. E' così verde che a volte
avete un po' l'impressione di stare in mezzo ad una pianura
infinita incolta e cespugliosa dove qua e là, a grappoli,
hanno disseminato un po' di cubi di cemento e qualche birillo
di cristallo e acciaio di ultima generazione. E comunque
viaggiamo abbondantemente oltre i trenta gradi anche nella capitale
polacca.
Poi, c'è il mio nuovo hotel. Quello di Clinton
& c, per intenderci. 'Sto affare insomma:
Non lasciatevi ingannare: si pronuncia sovieski, e questo
già dovrebbe indirizzarvi. Per la verità lo
hanno tirato a nuovo, ma la mia fotografia notturna non rende comunque
giustizia alla splendida facciata a strisce diagonali (larghe
sei metri) a colori alternati: giallo, rosso, bianco e azzurro.
Giuro.
E del resto non deve stupire, considerato che in camera, sul
mio comodino, ho trovato questo:
La solita ipocrisia. Prima rompono con il divieto
di droga, poi gli imbianchini si fanno di LSD e gli
hotel hanno le camere per fumatori di maria. Ma soprattutto:
che significherà W celu?
Infine: per mia somma gioia, in Polonia c'è ancora
il Voce. A dire la verità il Voce non
c'è solo in Polonia, ma noi lo abbiamo ascoltato la
prima volta proprio qui, qualche anno fa.
Ora, spiegarvi cosa è il Voce sarebbe anche
facile, ma il fatto è che spiegarlo non è
come ascoltarlo. Comunque. Ci sono paesi
dove i film stranieri vengono regolarmente doppiati, come
in Italia. Se a qualcuno questo fatto può sembrare
del tutto ovvio, sappiate che nella maggior parte del mondo
non è così (e questo è anche uno dei
motivi per cui in Italia non si parla inglese). Normalmente
i film sono distribuiti in lingua originale e spesso sottotitolati
nella lingua del paese di destinazione, ma esistono casi straordinari,
come Korea TV che trasmette film sottotitolati contemporaneamente
in coreano, cinese e giapponese, col risultato che le immagini
sullo schermo sono oscurate da un diluvio di ideogrammi: da
scompisciarsi. Idem se andate in Malaysia: i film sono sottotitolati
contemporaneamente nelle tre lingue principali del paese:
cinese, arabo e indi. 'Na favola.
In Polonia (ma non solo) c'è invece il Voce.
Il Voce funziona così: voi vedete il film in
lingua e nel frattempo il Voce ve lo traduce, sovrapposto
all'audio originale, che rimane perfettamente udibile in sottofondo. La caratteristica fondamentale del Voce
è che è sempre lui, per qualunque film, per
qualunque personaggio, per qualunque scena: uomo, monotòno.
Cioè, se sta parlando una donna, è comunque
sempre lui, il Voce, a tradurvela. Soprattutto, ve
la traduce in modo del tutto incolore ed impassibile: appunto,
completamente monotòno. E vi assicuro che l'effetto
è grandioso.
Ora dovete fare uno sforzo di immaginazione. Ad esempio, l'altra
sera facevo zapping fra due film contemporaneamente, Smoke
con Harvey Keitel e K-19, con Harrison Ford. Il
Voce me li traduceva in polacco entrambi, sempre e solo
lui ed esattamente con lo stesso monotòno, che
per Smoke può anche andar bene, in fondo è
un film-cameo, rilassante, che tutto sommato si presta ad
essere quasi raccontato mentre i personaggi dialogano. Ma
il fatto è che poi cambiavo canale, ed Harrison Ford
stava nella merda, e nel sommergibile russo c'era un gran
casino, e tutti urlavano e sbraitavano, e credo anche che
qualcuno sparasse, ma il Voce era impassibile: traduceva
tutto in tempo reale, senza alcuna inflessione, pacifico come
sempre, maledettamente pignolo e preciso, senza farsi sfuggire
una battuta, rilassato, anche mentre Harrison Ford bestemmiava
tutti i santi e sanguinava come una fontana. Lui, serafico:
bla bla bla bla bla bla bla. Fisso: medesimo tono uniforme
di voce, nessuna accelerazione, nessuna interpretazione. Giuliacci
che legge le previsioni del tempo in confronto è De
Niro. Da ribaltarsi dalla sedia. |