Che devo dirvi? La verità è che questo estemporaneo
ritorno nelle Ardenne, a quasi un anno dall'inizio di questa
avventura, in qualche modo chiude un ciclo. Qualunque cosa
ne venga fuori, domani, da questo stesso ritorno.
Così questa sera sono riatterrato a Lussemburgo.
Curioso: nonostante le dozzine di voli degli scorsi mesi,
non ero mai arrivato con il buio. Dall'alto è bella
Lussemburgo illuminata. La serata è limpidissima,
è piovuto da poco, le strade sono umide. Sorrido.
Questo clima è ormai dentro di me, mi sento quasi
a casa.
L'hotel Campanile è un anonimo cubo di cemento a
qualche centinaio di metri dall'aeroporto, disperso fra
la boscaglia e lo svincolo dell'autostrada per Bruxelles.
Tutto sommato, squallido assai, povero e triste. Nel frigobar
ci tengono le coperte di riserva. Non c'è nemmeno
una bottiglia d'acqua, né, a ben vedere, una presa
di corrente. Però, c'è il bollitore e ci sono
due bustine di infuso Lipton Lime Tilleul. E mi riconcilio
immediatamente con la camera piccola, con la stanchezza
della solita giornata in viaggio, con Lussemburgo.
Fuori fa freddo, l'umido per terra si è solidificato
nel solito strato di ghiaccio sottile, il fiato condensa.
Mi dice Gianluca, ormai inseparabile compagno di voli e
aeroporti e viaggi e avventure di business travel-weblog,
che questo pomeriggio è atterrato a Linate convinto
di essere a Malpensa, si è diretto ai transiti e
ha chiesto che accidenti di fine avesse fatto il banco della
Luxair. Quelli l'hanno guardato è gli han detto che
il banco si trova, per l'appunto, alla Malpensa. Lui si
è guardato intorno e ha risposto - immagino con il
suo solito aplomb - che in effetti lipperlì non si
ritrovava mica tanto. E poi ha pensato: minchia, sono
atterrato a Linate e ho il volo per Lussemburgo alla Malpensa.
Ascolto la storiella e suppongo che avrei pensato la stessa
cosa. Suppongo anche che questo sia l'ultimo stadio.
La lounge Alitalia della Malpensa, settore imbarchi A, fa
schifo. Non so perché c'ho messo piede solo questa
sera, per la prima volta. E' sporca, è sgualcita,
è vecchia, è affollata all'inverosimile e
il segnale wi-fi - a pagamento... - non riesce a sostenere
tutte le connessioni. Non capisco per quale motivo la gente
si ostini a trascorrere il tempo negli aeroporti in posti
come questo solo per sentirsi un po' più vip. Le
poltrone ai gate sono molto più comode, c'è
molta meno gente, il segnale wi-fi si prende benissimo -
e costa uguale - e c'è la stessa tv.
Ah già: non puoi farti il prosecchino gratis e leggere
la copia sgualcita di Le Monde o dell'Herald Tribune. Ebbè,
son cose.
Mi farò la mia tisanina, va'.
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