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06 Appunti: one night in Luxembourg
SET Travel Log: Ardennes
Che devo dirvi? La verità è che questo estemporaneo ritorno nelle Ardenne, a quasi un anno dall'inizio di questa avventura, in qualche modo chiude un ciclo. Qualunque cosa ne venga fuori, domani, da questo stesso ritorno.
Così questa sera sono riatterrato a Lussemburgo. Curioso: nonostante le dozzine di voli degli scorsi mesi, non ero mai arrivato con il buio. Dall'alto è bella Lussemburgo illuminata. La serata è limpidissima, è piovuto da poco, le strade sono umide. Sorrido. Questo clima è ormai dentro di me, mi sento quasi a casa.

L'hotel Campanile è un anonimo cubo di cemento a qualche centinaio di metri dall'aeroporto, disperso fra la boscaglia e lo svincolo dell'autostrada per Bruxelles. Tutto sommato, squallido assai, povero e triste. Nel frigobar ci tengono le coperte di riserva. Non c'è nemmeno una bottiglia d'acqua, né, a ben vedere, una presa di corrente. Però, c'è il bollitore e ci sono due bustine di infuso Lipton Lime Tilleul. E mi riconcilio immediatamente con la camera piccola, con la stanchezza della solita giornata in viaggio, con Lussemburgo.

Fuori fa freddo, l'umido per terra si è solidificato nel solito strato di ghiaccio sottile, il fiato condensa.

Mi dice Gianluca, ormai inseparabile compagno di voli e aeroporti e viaggi e avventure di business travel-weblog, che questo pomeriggio è atterrato a Linate convinto di essere a Malpensa, si è diretto ai transiti e ha chiesto che accidenti di fine avesse fatto il banco della Luxair. Quelli l'hanno guardato è gli han detto che il banco si trova, per l'appunto, alla Malpensa. Lui si è guardato intorno e ha risposto - immagino con il suo solito aplomb - che in effetti lipperlì non si ritrovava mica tanto. E poi ha pensato: minchia, sono atterrato a Linate e ho il volo per Lussemburgo alla Malpensa.
Ascolto la storiella e suppongo che avrei pensato la stessa cosa. Suppongo anche che questo sia l'ultimo stadio.

La lounge Alitalia della Malpensa, settore imbarchi A, fa schifo. Non so perché c'ho messo piede solo questa sera, per la prima volta. E' sporca, è sgualcita, è vecchia, è affollata all'inverosimile e il segnale wi-fi - a pagamento... - non riesce a sostenere tutte le connessioni. Non capisco per quale motivo la gente si ostini a trascorrere il tempo negli aeroporti in posti come questo solo per sentirsi un po' pi vip. Le poltrone ai gate sono molto pi comode, c'è molta meno gente, il segnale wi-fi si prende benissimo - e costa uguale - e c'è la stessa tv.
Ah già: non puoi farti il prosecchino gratis e leggere la copia sgualcita di Le Monde o dell'Herald Tribune. Ebbè, son cose.

Mi farò la mia tisanina, va'.

00.24 del 06 Settembre 2007  
 
4 commenti pubblicati
Ma perche' la WiFi da noi e' a pagamente mentre da Starbucks (ma non solo) in America e' "a gratis"?
L'ha detto sfd, 6 settembre 2007 alle 16.02
veramente il wi-fi ormai gratuito quasi ovunque, per lo meno in buona parte degli aeroporti, degli alberghi e dei locali che frequento io all'estero. In Italia non esiste proprio...
L'ha detto Carlo, 6 settembre 2007 alle 16.11
Non mi dite che anche il mio omonimo sta diventando come l'indiano che non ha casa, che vive in albergo........e che si fa mandare la posta nello stesso.......
Carlo ma cosa gli fai a sti consulenti.....
L'ha detto Gianluca, 7 settembre 2007 alle 17.10
Nei moderni aeroporti di Copenhagen e a Stoccolma il wi-fi si paga, eccome se si paga. e manco poco

Saluti dalla Svezia,

Marisa
L'ha detto Marisa, 8 settembre 2007 alle 13.19


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