Orizzontintorno Carlo Paschetto
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04 Quinta diminuita, dissonante
OTT Travel Log: Warszawa
Warszawa è blues. E non so se sia dovuto al fatto che da un po' di tempo in qua attraverso irrimediabilmente Warszawa accompagnato da Tom Waits e dai Blind Boys of Alabama, e non c'è altro che potrebbe guidarmi allo stesso modo, assolutamente. Sta di fatto che Warszawa è blues, blues dentro, blues nell'aria, che adesso la senti, ogni sera un po' di pi. Anche nei muri scrostati dei palazzi grigi lungo la Sobieskiego. Va bene anche Jeff Healey che pesta duro su See the light, il volume non è mai abbastanza e Warszawa è blues violento, che graffia a sangue e sfonda le casse, te la senti addosso, anche se non è stretta, non è chiusa, è larga Warszawa, molto larga.
Non c'è nulla come camminare per le vie di Warszawa centro la sera tardi, o la mattina presto, quando già fa freddo da sciarpa, che tu lo voglia o no, la luce è lattiginosa, il vento è leggero quanto basta a spazzare via le foglie gialle che iniziano a rimpiere le strade, i ragazzi vanno all'università tappati nelle loro cuffiette, avvolti nelle loro felpe consumate, o in maniche corte, ché tanto per loro è lo stesso, e fra un po' lo è anche per te.

Fra un paio di settimane quass ci saranno le elezioni. Mi dice E. che non cambia nulla, tutto scorreva, scorre e scorrerà uguale, prima e dopo. Ci si incazza E. quando ne parla, così preferisce cambiare discorso. In Italia è uguale chetticredi, poi gli eventi e la storia si declinano in modo diverso, ma il principio è il medesimo, ed è il principio quello che ti dà al fegato, molto prima dell'effetto a seguire. It could all get blown away, immagina sia questa che ascolti mentre cammini a tempo sotto i cartelloni elettorali che avvolgono Warszawa tutta, le foglie gialle che ti sbattono in faccia. Su un manifesto grande hanno cavato gli occhi ad un gemello. C'è scritto qualcosa sotto, spray nero, non capisco ma non ce n'è bisogno. Al suo fianco sorride un'altra faccia, il manifesto è arancione, approposito, mi sono perso il finale delle elezioni in Ucraina. Le facce sui manifesti sorridono uguale in tutto il mondo, non è proprio un sorriso, è uno che ti sta vendendo un'automobile. In Italia è uguale, chetticredi.

I pirogui li prendo fritti, potendo, ché bolliti sanno di cavolo, non ce n'è, anche se fritti ti stroncano, che li riempiano di funghi o meno. Due soli bicchierini di zoladkowa gorzka mi hanno steso per ventiquattr'ore, e dire che con il krupnik potrei quasi farci l'happy hour. Epperò, secondo me, per schiantare un polacco ti basta una bottiglia di Nebbiolo.

Warszawa è blues e, guarda bene, se la chiami Varsavia lo è già molto meno. Varsciava, vuoi mettere?, suona blues in bocca mentre lo dici, Uorsou fa schifo, lascialo ai turisti. Ananas si dice così, anche in polacco. Warszawa è blues ed è ancora piena di ragazzi italiani in gita turistica, si danno aria da alternativi, pi o meno come ce la davamo noi vent'anni fa e pi quando si andava in Scandinavia. Si potrebbe obiettare che loro si danno aria da alternativi come se venire a Warszawa fosse alternativo. Non è alternativo venire a Warszawa, è esattamente come andare, chessò, a Helsinki, e noi non abbiamo mai pensato che andare ad Helsinki fosse alternativo, o forse no, chissà. La storia è comunque passata a Warszawa come ad Helsinki, uguale, e il muro non c'è pi da un pezzo da queste parti, scordatevi di trovarlo. Non è alternativo venire a Warszawa, se proprio volete andate a Tiraspol.

All'Harenda la colazione fa sempre schifo. Finita l'era del succo caldo d'arancia, adesso solo succo di limone o di mela. Ma perché? Per quale accidentissimo mistero polacco a colazione devono servire solo succo di limone e di mela, e non, od anche, succo d'arancia, fresco possibilmente, o almeno a temperatura ambiente? Per quale stramaledetto motivo è impossibile capire di cosa siano fatte le uniche due marmellate del buffet e, soprattutto, perché mai devono essere servite dentro a quei due orribili vasetti usciti dallo scaffale di qualche nonna polacca e perennemente incrostati di marmellata secca? Perché mai chiedermi ogni volta, al check in, se faccio colazione, se comunque la colazione è inclusa nel prezzo ed è a buffet? Epperò io voglio bene all'Harenda, molto pi di quanto non abbia amato altri alberghi superfighi a diciotto stelle, ma completamente senz'anima. Anche l'Harenda è blues, blues sporco, graffiato, roco, scricchiolante. Come il rumore dell'acqua che gocciola dentro ai tubi a vista che attraversano la mia microscopica camera con branda singola, due sedie rivestite di velluto rosso, armadio in fòrmica, tende rosse strappate qua e là. Tavolino, wifi, rapido e gratuito.

Ho mal di testa. Non so se è il cielo, che è diventato color piombo e ci schiaccia tutti quanti, o la notte passata a girarmi nel letto, senza sonno, che ora ho, non so perché. Chiamo un taxi, 6444444, 2,40 polacchi al chilometro. E' sicuramente un Mercedes, d'annata, bianco o nero, probabilmente Classe E, allestimento Elegance, cambio automatico. Anche il mal di testa, a pensarci, è blues. Come i vecchi Mercedes. Warszawa è blues, non c'è un cazzo da fare.
15.42 del 04 Ottobre 2007  
 
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