Disclaimer: questo post è di una noia mortale. Ma sono le 8.48 del mattino e si prende quel che c'è. Se siete belli pimpanti e rilassati in vista del weekend, passate oltre che non è aria.
Nel mio Golgota personale di apprendimento del polacco - ormai è una sfida fra me e questa gente - sono giunto alla conclusione che la fonetica di questa lingua è stata concepita per uditi sensibili alle frequenze degli ultrasuoni. Ieri, per dire, lezione sulla differenza fra "sz", "si" e "ś". Ho capito che le ultime due rappresentanto il medesimo suono, scritto in modo differente in funzione della posizione nella parola. Almeno, credo. "Sz", invece, fa storia a sé. Il fatto è: come ve lo spiego, adesso?
Sono stato un quarto d'ora davanti a questa collega che mi pronunciava i due suoni per farmi capire la differenza. E io non riuscivo a sentirla. Comunque, alla fine, forse ci sono arrivato. Da qualche parte vi ho detto che Warszawa si pronuncia varsciava. Facile, no? Bene: a quanto pare, la differenza fra "sz" e gli altri due cosi è che il primo si pronuncia come se avesse l'accento. Insomma, immaginate di pronunciare la "sc" di sciare come se fosse un suono accentato. Invece, la "si" e la "ś" sono più morbide, un po' come quando si fa shhh per chiedere silenzio.
Eviterò di massacrarvi con la differenza fra "ł" e "łu" solo perché adesso me ne vado in riunione. Vorrei però lasciarvi con una martellata sulle preposizioni "w" e "z". La prima è più o meno facile: ho capito che significa qualcosa tipo "dentro", "in", "all'interno". Con "z" è tutto un altro discorso. Per cercare di spiegarmelo hanno quasi dovuto mimarmelo! Credo di aver capito che indichi una sorta di moto da luogo, un movimento "a partire da", ma quando ho azzardato ah, tipo il 'from' inglese, insomma i miei amici polacchi sono rimasti un po' perplessi.
Del resto io lo so che i nostri "a" e "da" si dicono "od" e "do". L'ho imparato leggendo gli orari dell'autobus... |