Orizzontintorno Carlo Paschetto
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27 E tre (amico pendolare act III)
NOV Travel Log: Warszawa, Mal di fegato
Questa volta mi sono imbarcato al volo (in effetti...) su quello della LOT, che parte alle 11.00. Ché per la terza volta in quattordici mesi sono rimasto bloccato in tangenziale e ho perso il mio volo Alitalia.

Ora, io vorrei in qualche modo esprimere il mio disappunto, perché rimanere bloccati con una certa regolarità in tangenziale alle sei e mezza del mattino, ne converrete, non è normale. Né accettabile per l'umanità. Io abito a circa sessantacinque chilometri da Malpensa, praticamente tutti di autostrada. Non posso dovermi alzarmi alle cinque del mattino per prendere un cazzo di aereo alle 9.35, avendo un tempo limite per il check-in fino alle 8.55. Vi pare? In un mondo normale, io potrei alzarmi alle sette, uscire di casa alle sette e quarantacinque, ma anche alle otto, inforcare l'autostrada, percorrere i miei sessantacinque chilometri nei limiti consentiti dalla legge ed essere a Malpensa tranquillamente per le otto e quarantacinque.
Invece no: tutti i dannatissimi lunedì mattina io devo uscire di casa alle sei e mezza e sperare di non rimanere bloccato. Alle SEI E TRENTA. Perché se esco solo venti minuti dopo è certo che rimanga bloccato. Cosicché, fra l'altro, che io abbia l'aereo alle otto, alle nove, alle nove e trenta, o alle dieci, non cambia nulla: alle sei e trenta io devo essere fuori di casa. Addirittura, sarebbe meglio se uscissi alle sei, perché comunque un po' di coda me la faccio sempre lo stesso, ma diciamo che alle sei e trenta è ancora accettabile.

Mi viene un brivido ad usare la parola accettabile per descrivere un contesto nel quale tutti i giorni, alle sei e trenta del mattino, a qualche migliaio di persone sembra normale ritrovarsi in coda sulla tangenziale.

Ieri sono rimasto bloccato sullo svincolo di ingresso della A4. Immobile. Per mezz'ora. Quando ho capito che la situazione era di quelle disperate, ho provato una volta di più a cambiare strategia: ho abbandonato lo svincolo e mi sono infilato su quello della tangenziale nord, che ne condivide le corsie di immissione. Sulla nord ho fatto solo un chilometro. Allora sono immediatamente uscito alla prima, direzione Fulvio Testi, pensando di fuggire attraverso la Brianza. Illuso! Sullo svincolo di uscita sono nuovamente rimasto bloccato altri quarantacinque minuti, perché anche quello svincolo è condiviso con quelli che provano ad entrare, a loro volta, sulla A4 dall'ingresso di Cinisello. E quindi stop, tutti lì fermi, a motore spento.
Alla fine, divincolandomi al prezzo di infrazioni da incenerimento della patente (peraltro condivise con metà della popolazione incastrata nella medesima situazione) sono riuscito a liberarmi, abbandonare la coda, fare inversione e tentare il tutto per tutto, come mi venne già consigliato all'epoca del mio primo aereo mancato, e per fortuna che l'ingegno umano ha inventato il navigatore. Insomma, ho iniziato ad attraversare paesi di cui nemmeno sapevo l'esistenza, tutti rigorosamente caratterizzati da semafori programmati dal folletto maligno dei Troll, per cui i concetti di grande strada di scorrimento + traffico delle otto del mattino di lunedì + sincronizzazione e temporizzazione sono trattati alla stregua dell'insegnamento dell'inuit nella scuola elementare italiana. Va da sé che, naturalmente, avevo anche il problema di essere a secco e una decina di minuti se ne sono bell'e'che andati per fare il pieno. Per non parlare, poi, del TIR lituano, evidentemente senza navigatore - lui - che mi sono tirato avanti per almeno dieci chilometri dalle parti di Mombello, senza possibilità alcuna di sorpasso a meno di non desiderare ardentemente il brivido di un frontale da prima pagina sul Corriere.

Alle 8.45 ero ancora a -20 km e ho chiamato Alitalia disperato: il volo successivo era alle 20.50! Naturalmente io avevo una riunione importante a Warszawa alle 14.30. Non ci avrei mai pensato, ma per fortuna Emanuela, che pensa per me quando sono in stato evidente di tilt dovuto alla bile nel cervello, al telefono mi ha detto: ma perché non provi con LOT? Eggià: perché non provo con LOT?
Così sono arrivato a Malpensa alle 9.20, proprio mentre stavano chiudendo l'imbarco del mio volo Alitalia, mi sono fiondato in biglietteria e sì, gli era rimasto un posto in business proprio su quello della LOT in partenza alle 11.00. Detto, fatto, preso. 13.40, Warszawa. 14.30, riunione.

E non sto nemmeno a dirvi che la LOT, in business, apparecchia la tavola anche per un volo di due ore a metà mattinata. Nel senso: tovaglia, doppie posate (di metallo, ovviamente, ché se no come fai a fare gli attentati?), doppi bicchieri (di vetro, ovviamente...), carta dei vini, antipasto, primo, dolce, frutta, caffé, amaro, sigaro (ok, sto esagerando). Certo, io avrei preferito cappuccino e brioches al pollo in agrodolce, peperonata e bicchiere di Merlot alle 11.30, ma del resto, alimentarmente parlando, se vai in Polonia ai polacchi ti devi arrendere, e poi basta pensare alla tortina preconfezionata Alitalia, o al flaconcino di Actimel a temperatura ambiente: in business, sempre di classe business sto parlando. Per la cronaca, quella Alitalia costa almeno cento euro in più di quella LOT.

Certo, al dio delle tangenziali milanesi importa una pippa che quel bicchiere di Merlot sia costato settecento euro, una mattina di lavoro e milleottocento miglia, anche quelle, per gradire. Mi rendo conto di odiare sempre più la città che mi ha cresciuto per trent'anni e che ho creduto di amare visceralmente per altrettanti.
13.27 del 27 Novembre 2007  
 
4 commenti pubblicati
uhm, mi sembra che il problema stia cominciando a diventare serio... che dici, esisterà una soluzione piu' plausibile di una preghierina al dio delle tangenziali?
L'ha detto Lara, 27 novembre 2007 alle 20.22
E' una cosa completamente assurda, Lara. Io, davvero, mi chiedo al di là di tutto come si possa essere arrivati ad un punto in cui *tutti* escono di casa alle sei del mattino per riuscire ad entrare a Milano prima delle otto ed evitare il traffico, con il risultato paradossale che il traffico si congestiona alle sei e trenta e se esci di casa alle otto fai quasi prima! E' delirante, siamo una società malata.
L'ha detto Carlo, 27 novembre 2007 alle 21.24
Da pendolare Nordest Milanese-Malpensa ti capisco perfettamente. Ma la scorsa settimana a Parigi ho vissuto di peggio. Arrivo a Parigi alle 11 di sera e trovo dai colleghi un messaggio sul cellulare: per evitare "les bouchons" riunione alle 6.30; passiamo a prenderti alle 5.30 max. Alle 5.15 l'addetto della reception mi squadra e mi dice.."tardi c'è già coda". Alle sei meno un quarto tutti blindati in autostrada. Due ore per fare 20 km (e riunione ritardata alle 7.30!!!). Con i colleghi francesi che non parlano d'altro e si collegano ad un sito terroristico con grafici (sic!) e confronti delle code.
Vero che c'era lo sciopero, ma, insomma, finiremo tutti così??

PS: che dici, il fatto che io partecipi al blog solo quando si parla di traffico significa che sto diventando anch'io mono-maniaco? Forse dovrei curarmi...
L'ha detto Ric, 28 novembre 2007 alle 11.52
@Ric: pensare che qui a Warszawa, questa mattina alle 9, il tassista era un po' irritato perchè c'era traffico e per attraversare la città ha impiegato ben mezz'ora.
Questa gente non ha la minima idea di cosa parli quando dice traffico :-)
L'ha detto Carlo, 28 novembre 2007 alle 12.05


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