Accade che Alitalia sia ormai totalmente allo sbando e questo, vabbè,
non è una novità. La novità, per quanto mi riguarda,
è che quello sbandamento stia iniziando a tradursi in follia
e ad incidere pesantemente sul mio portafogli.
I fatti: dovevo partire per Varsavia ieri, 8 gennaio,
ma essendo immobilizzato a letto ho telefonato al call center il 7
mattina, ampiamente nei termini previsti dalla tariffa del mio biglietto,
per modificare la prenotazione. L'operatore mi conferma al telefono
che è tutto ok, nuova data di partenza il 14 gennaio, ritorno
il 17. Mi conferma anche che mi verrà addebitata la penale
prevista (50 euro) sulla carta di credito e che nei giorni seguenti
mi arriverà la solita e-mail.
Oggi, due giorni dopo, non essendo arrivata l'e-mail di cui sopra
(come, peraltro, avviene con una certa consuetudine quando si ha a
che fare con Alitalia), avendo solo da stare sul divano a girarmi
i pollici, decido casualmente di fare un po' il pignolino e di telefonare
al call center per chiedere conto della mia e-mail di conferma. Altre
volte sarei andato dritto al check-in senza minimamente preoccuparmi,
come già successo in passato.
Scopro invece così che non c'è mai stato alcun cambio
di prenotazione. E non solo.
Poiché secondo la prenotazione originaria sarei dovuto partire
ieri, ad Alitalia risulta un bel no-show, che per i non addetti
si traduce nella perdita della prenotazione per il ritorno e del biglietto
intero, almeno su alcune fasce tariffarie, nelle quali ovviamente
ricade il mio biglietto. Secondo la sfortunata operatrice alla quale
càpita la disgrazia di prendere la mia chiamata, dovrei dunque fare
un upgrade della tariffa - praticamente pagare il biglietto
il doppio del prezzo iniziale - oppure cancellarlo e farne uno nuovo.
Non me la mangio al telefono solo perché è evidente
che la poveretta non c'entra nulla, e non mi perdo d'animo.
Forte dell'appartenenza all'olimpo dei frequent flyer, il nuovo
e già leggendario Club Freccia Alata Plus - del quale peraltro
Alitalia non mi ha mai la mandato la tessera nonostante abbia sfondato
il migliaggio necessario da mesi ed abbia sollecitato almeno quattro
volte - forte di ciò, dicevo, tento la solita soluzione all'italiana:
chiamo il mitico numero riservatissimo e faccio presente alla tipa
che mi risponde che sto per scrivere al Corriere della Sera, all'amministratore
delegato di Alitalia e al Papa per far loro presente la mia lievissima
irritazione.
Nulla da fare: nemmeno fossi Mr. Alitalia in persona. Devo fare
un nuovo biglietto e salutare i soldi di quello vecchio. Alitalia non può
fare niente: a loro non risulta alcuna richiesta di cambiamento della
prenotazione, solo un no-show d'ordinanza.
Ora: posso augurarmi che Alitalia sprofondi in una miseria ancor più
nera di quella in cui già si trova, che se la compri Air Uganda
e che la metta per intero dentro al pentolone dei riti satanici?
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[Update 10/1/2008: ieri ho scritto al Corriere della Sera e poi ho mandato la lettera in copia via fax ad Alitalia, ufficio relazioni con la clientela.
E' così che è accaduto il miracolo: oggi mi hanno telefonato da Alitalia, mi hanno fatto le scuse, hanno promesso di segnalare l'accaduto al call center e di farmi (probabilmente) richiamare per appianare la faccenda.
Scuse accettate e, devo dire, per una volta Alitalia mi ha stupito al rovescio. Ma la domanda sorge spontanea: se non fossi stato socio Freccia Alata e/o se non avessi prima scritto al Corriere, sarebbe accaduto lo stesso?
Update reloaded: telefono bollente. Mi ha chiamato la responsabile delle relazioni con la clientela, la responsabile del call center Alitalia e una ragazza dell'amministrazione. Biglietto interamente rimborsato.] |