Atterro a Warszawa avvolta da una fittissima bufera di neve, passo
dall'ufficio in Wiertnicza 126, pian piano la neve sta prendendo
e ricopre automobili, marciapiedi e giardini, un taxi mi porta all'Harenda,
è sera e cammino lungo la Nowy Świat ancora illuminata dalle
decorazioni natalizie, nelle orecchie ho i Guns N'Roses e c'è
anche un perché, risalgo la Chmielna, ceno al Klub Muzyczńy,
la finestra di camera mia si affaccia sulle luci della facciata
di Palazzo Staszic, è una mattinata di sole bellissima,
vento freddo, una nonna sgrida una bimba perché si sta rotolando
nella poca neve rimasta a terra, mi fermo ad un kiosk, dwa bilet
normalny, prendo il 180 e attraverso Warszawa tutta, approfitto
della pausa pranzo per fare un salto al Muzeum Katyńskie, giro fra
residuati di carri armati, Mig sovietici, rampe lanciamissili, elicotteri,
avanzi di trincee, postazioni radar ed altra chincaglieria del genere,
la neve e il freddo danno un tocco spettrale alla faccenda, mangio
un paio di hot dog alla stazione di servizio, il 180 mi riporta
in centro, ceno al messicano in Nowy Świat, risalgo Chmielna per
l'ultima volta, ripasso davanti al 10-30,
le luci sono spente, mi affaccio sulla Marszałkowska, giro per la
Jerozolimskie, do un ultimo sguardo in direzione di Sienna,
poi è tempo di tornare all'Harenda, non fa più tanto
freddo, gente ancora in giro, Guns N'Roses sempre in cuffia, e c'è
anche un perché, penserò poi alla valigia.
Domani si parte. Non è da escludere che possa anche venirmi
da piangere per un istante, ma rimanga fra noi. Credo di aver detto
e fatto tutto.
Adesso sì, do widzenia Warszawa. Ci si sente.
|