Orizzontintorno Carlo Paschetto
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16 Prono, prono eccome
FEB The summit quest, Running
Puntata numero tre. Riassunto delle puntate precedenti: dopo essere stato vittima ad inizio anno dell'ennesimo disastroso colpo della strega, il titolare qui ha improvvisamente dato di testa ed è in preda ad un incontenibile rush adolescenziale. Da circa un mese (epperò, è già un mese?) si sbatte fra vasche in piscina e chilometri per le strade cittadine, nel vano tentativo di inseguire un obiettivo misterioso, non ancora dichiarato. Di conseguenza, questo blog ha (temporaneamente?) preso una insostenibile piega competitiva ed è stato aperto un nuovo thread. Resta inteso che, qualora il suddetto titolare dovesse vergognosamente alzare bandiera bianca e arrendersi inesorabilmente alla pancetta ed al colesterolo (ipotesi peraltro affatto remota), non saprete mai quale sarebbe stato l'obiettivo.

Ebbene: c'eravamo lasciati con questo. Ora, lipperlì pensavo di fare il bravo scolaro e seguire pedissequamente le istruzioni, giusto per non passare proprio proprio per il classico invasato quarantenne dell'ultima ora, ma poi, pensandoci bene, perché? In fondo - a questo punto - non è vero che parto da zero. Ho perfino il mio bel foglio Excel dove annoto scrupolosamente le mie performance e tengo traccia del calendario delle varie uscite (ad oggi una decina di misere righe). E dunque.
Ho deciso che potevo affrontare direttamente il livello quattro, la Fascia Rossa! Non solo: poiché ormai mi sono fissato con le sedute di un'ora, fatti due conti, per riempire sessanta minuti ho personalizzato il livello 4 portandolo a sette serie da 6' l'una, intervallate da pause di 3'. Una sfida epocale, insomma, altro che Pechino 2008.
E così, dopo la mia ormai usuale ora del lunedì trascorsa a far vasche in piscina (che ormai riesco a fare quasi non-stop senza fatica), martedì sera mi sono presentato puntuale con tutina e berretto di lana sul mio ormai noto circuito di Alba (CN), pronto per il livello 4 modificato.
Ho iniziato facendo il compitino corretto, camminando come da istruzioni per 5' (sarà che serve a riscaldarsi, ma la verità è che faceva un freddo porco ed io gelavo) e poi mi sono sparato la mia oretta di corsa divisa in sette serie da 6' regolarmente intervallate dalle pause di 3'. In cuffia, a titolo di cronaca, una compilation di Moby, che alla fin fine sembra essere l'ideale per dare il ritmo e per distrarmi da quella sensazione di inadeguatezza e stupidità che non riesco a scrollarmi di dosso, soprattutto quando mi sento addosso gli occhi dei passanti (ma che c'avete da guardare? Sciò, aria, pensate alle sigarette vostre, tsè).
Be', cari miei: mi sono (quasi) bevuto anche il livello 4 modificato. Ero così esaltato che ho salito di corsa anche le due rampe di scale che portano alla mia camera d'albergo, sotto lo sguardo sconcertato della receptionist, che ormai, abituata a vedermi uscire una sera sì ed una no nella mia fantozziana uniforme atletica balzellando come faceva Mohammed Alì quando entrava sul ring, si è rassegnata alla mia infermità mentale. Insomma: ho completato il mio livello 4 modificato e di San Sebastiano nemmeno l'ombra. Mi sono illuso al punto che, in piena crisi mistica, un'ora dopo al ristorante ho bevuto solo mezzo bicchiere di Malvirà e mi sono fatto portare mezza minerale naturale. Capite bene lo stato.

Però, però. Avevo sempre quel tarlo delle scarpette che mi aveva messo in testa Gianni nel commento a questo post. Così, giovedì mattina, dopo la visita finale dalla mia fisioterapista (- mi raccomando Paschetto, non esageri però adesso! - Nooo dottoressa, ma si figuri....), prima di mettermi in autostrada in direzione di Alba, sono passato dal leggendario Runner Store di Milano. Che è esattamente come lo ha descritto Gianni.
Ero in tenuta d'ordinanza da pinguino e mi vergognavo come un ladro. I due tipi del Runner Store, molto atletici, molto dinamici, molto in tuta, molto yeah, mi hanno squadrato per un istante.

- Si tolga le scarpe e le calze, e si arrotoli i pantaloni al polpaccio.
- Ecco, sì, scusate se sono venuto in giacca e cravatta, ma il fatto è che...
- Non si preoccupi, siete tutti così. Ne vediamo molti. Salga sul tapis roulant.
- Si, ecco, magari mi tolgo anche la giacca che...
- Lei lo sa che ha i piedi piatti?
- Err, sì, ecco io...
- Lei lo sa che prona? Vede come prona? Lei prona, prona, guardi qua!

Ora, io sono un povero ragazzo del '65. Ho fatto sport agonistico per una decina di anni e ai miei tempi compravi un paio di "scarp de tennis" e usavi quelle per tutto. Io ci giocavo a basket, le usavo per correre i cento metri e ci andavo pure a scuola. Adesso arrivano 'sti due tizi molto atletici, molto dinamici, molto in tuta, molto yeah, mi piazzano in giacca, cravatta, piedi nudi e pantaloni arrotolati al polpaccio su un tapis roulant circondato da monitor e sensori, e mi dicono che ho i piedi piatti e che prono come m'avessero trovato l'epatite. Capite che poi, uno, se non proprio un senso di inadeguatezza, una certa propensione al suicidio la sviluppa.
Comunque, io prono. Che mi hanno anche spiegato cosa vuol dire: sono stati lì dieci minuti a mimarmi il movimento dei miei piedi e a farmi una lezione dettagliatissima per spiegarmi che con le mie scarpette dozzinali, di lì a poco, sarei rimasto steso da tendiniti e infiammazioni che nemmeno Ronaldo. Però io non ci ho capito nulla. Sono rimasto attonito a pensare che pronavo e che forse, all'improvviso, alla tenera età di quarantatre anni, mi sentivo un po' complessato.
Ma il peggio doveva ancora venire.

- Lei quanto fa?
- In che senso, scusi?
- Quanto fa? Quanto corre?
- Ehm, be', sa, a dire il vero io ho appena iniziato, cioè, è un mesetto - ehm - tre settimane che cerco di correre regolarmente e più che altro lo faccio per mantenimento, perché sa, io vado in montagna alla domenica e...
- Quanto fa?
- Ecco io... diec... ott... sette chilometri [bugiardo!] in un'oretta, due o tre volte alla settimana...
- ...
- Ma vorrei arrivare a dieci, perché...
- ...
- Cioè, lo so che è poco, ma il fatto è che io vado in montagna e...
- ...
- Capisce?
- Capisco.

Lapidario. Gelido. Silenzio. Mi guardo attorno facendo finta di nulla. Mi chiede che numero porto. 44. Quello parte e torna con un paio di scarpette stellari, fosforescenti, corredate di un libretto di istruzioni alto come quello del mio pc. Taglia 46. Io non oso fiatare. Infilo. Mi spiega che quelle scarpe sono il massimo concentrato di tecnologia per quelli che pronano come me, perché è ormai evidente che io prono un casino, e quando si prona un casino non ce n'è, è tutta una faccenda di scarpe ipertecnologiche, che con quelle normali mica ci puoi correre, e saresti un pazzo a farlo.
Io penso alle mie scarpette da 29 euro comprate da Decathlon con le quali ho corso benissimo fino ad oggi e mi sono bevuto il mio livello 4 modificato, ma ormai è evidente che sono completamente plagiato dal tipo molto altletico, molto dinamico, ecc.
Faccio due passi per il negozio con l'Enterprise ai piedi chiedendomi se hanno anche l'ABS e l'ESP - in effetti, devo riconoscerlo, sono comodissime - quando quello mi dice: - Su, esca e corra.

- Come, esca e corra? Dove, scusi?
- Avanti, esca, le provi! Si faccia una corsa qua fuori.
- Ma... proprio qui fuori in mezzo alla strada?
- Sì, avanti, che devo vedere come corre! Vada fino al tombino e torni indietro!
- Deve vedere... come corro?

Così esco. Sono in camicia, cravatta, pantaloni del vestito bello arrotolati al polpaccio, scarpette fosforescenti stellari. Mi guardo rapidamente in giro, c'è un milione di passanti. Ma quello mi guarda. Io allora corro, fino al tombino e ritorno. E, credetemi, mi sento davvero pirla.

Ve la faccio breve. Le scarpette stellari vanno bene, ma lui dice che si vede che prono ancora. Così me ne porta un altro paio, io infilo di nuovo, e di nuovo vado fuori a correre. Quello dice che adesso non prono quasi più, ma non sono ancora perfetto. Nuove scarpe, nuova corsa, ma questa volta non si fermi al tombino, vada, vada fino in fondo alla strada, si faccia una bella corsa. Io vado, vado fino in fondo alla strada, tutti mi guardano, è evidente, io faccio finta di nulla, torno e sono un po' sudato, affaticato e mi sento pirla. Lui dice che ora sono perfetto, io dico Va bene, allora prendo queste. Mi dice Benissimo, vedrà che si troverà da dio adesso, e non costano nemmeno molto. Io tiro fuori la carta di credito, però è vero, non costano uno sproposito, ma non sono nemmeno regalate, ecco.
Salgo in macchina elettrizzato (e mi sento ancora un po' pirla), parto per Alba e non vedo l'ora di provare le nuove scarpette galattiche la sera stessa sul mio circuito, pronto a bermi nuovamente il mio livello 4 modificato, anzi, a volare questa volta, visto che finalmente non prono più, e chissà come ho fatto tutti questi anni ad andare avanti pronando in questa maniera.

Alle 19 sono pronto al via. La receptionist mi vede passare, scuote la testa e riprende a leggere la sua copia di Chi. Inizio con i famosi cinque minuti di camminata, fa sempre lo stesso freddo siberiano di due giorni prima e mi riscaldo 'na cippa, ma non prono, è evidente che non prono, sono troppo elettrizzato. Accendo Moby. E poi parto.

Un'ora dopo - perché comunque boia chi molla: in fondo alle mie sette serie da 6' ci sono arrivato - San Sebastiano in persona mi chiede se deve chiamare l'eliambulanza o se preferisco farmi tumulare nei pressi della rotonda di Corso Torino. Opto per la seconda ipotesi. L'allarme del cardiofrequenzimetro sta suonando allegramente da almeno venti minuti: credevo che fosse un nuovo arrangiamento di Moby. Mi trascino in camera sui gomiti, provando persino a fare la rampa di scale di corsa, ma solo per caso non inciampo e non picchio i denti contro il secondo gradino. La receptionist si gira dalla parte opposta con una smorfia di disgusto. Mi arrendo un'ora sotto la doccia bollente. Poi scendo al ristorante e ordino la mia mezza bottiglia di Malvirà. Praticamente non cammino più.
Ma non prono più, ah no.

Comunque aspetto un po' a passare al livello 5, va'.
01.15 del 16 Febbraio 2008  
 
10 commenti pubblicati
Che scarpe hai comprato?
L'ha detto gianni, 18 febbraio 2008 alle 14.25
Brookes, modello "Beast". Dice che è un brand ancora non non molto noto in Italia e per questo non costano cifre siderali... Mah.
L'ha detto Carlo, 18 febbraio 2008 alle 14.54
belli invasati è?
Tra un pochino mi parlerai come linus.
L'ha detto Gianluca, 18 febbraio 2008 alle 17.01
Mah, a me questi super espertoni mi fanno parecchio irritare, nutro sempre maggiore stima per quei mitici atleti kenioti o giu' di li' che corrono senza scarpe, vuoi mettere che poesia?
L'ha detto Lara, 18 febbraio 2008 alle 23.08
E ho capito, Lara, ma se corro a piedi nudi ad Alba a febbraio, oltre a pestare le cacche dei cani al buio, mi prendo anche i reumatismi :-D
L'ha detto Carlo, 18 febbraio 2008 alle 23.25
Cara Lara, macchè espertoni,
rimpiango anch'io la poesia di quando a 16 anni, senza andare in kenya, facevo le corse scalzo risalendo i fiumi di montagna saltando di sasso in sasso (vincevo quasi sempre...). Adesso se non metto le scarpe giuste per trotterellare piano piano su un terreno pianeggiante mi si infiamma ogni possibile muscolo (se ancora sono degni di essere chiamati con questo nome....).
ciao ciao
g.
L'ha detto gianni, 19 febbraio 2008 alle 12.31
Certo, certo, mi ero solo fatta prendere dalla vena poetica quindi non prendetemi alla lettera ;) era solo la reazione alla scena del commesso super-esperto che poi alla fine della fiera per ora ha fatto solo un gran danno se è vero che S.Sebastiano è riapparso al povero Carlo! Sarà che coi super-espertoni ho avuto solo esperienze cosi' cosi', per cui nutro una incontrollabile repulsione nei loro confronti? Abbiate pazienza...

Già che ci sono fomento anche il doping :) www.vinumalba.it
L'ha detto Lara, 19 febbraio 2008 alle 15.40
Lara,
non ce la prendiamo, è che hai colpito nel segno.....ci hai fatto scoprire anzianotti......
L'ha detto gianni, 19 febbraio 2008 alle 17.11
Comunque a me gambe e giunture fanno sempre più male. Ieri ho rifatto la mia serie 7x6' e sono arrivato in fondo a malapena e soffrendo, nonostante i 3 giorni di riposo (piscina a parte), dopodichè oggi quasi non camminavo. Non è un problema di fiato ormai, è proprio di gambe che fanno male e questa è la cosa che non mi torna molto.
Battute a parte, inizio davvero a guardare le scarpette cosmiche con sospetto. Giovedì quasi quasi riprovo con le vecchie scarpette. Delle due l'una: o le gambe continueranno a farmi male, e allora non è una questione di scarpette e semplicemente sto davvero caricando troppo per la mia età/peso vs. il mio stato di forma, o le gambe smettono improvvisamente di farmi male e allora le scarpette nuove sono un clamoroso pacco! In questo caso l'unica conclusione possibile è che nei miei quasi vent'anni passati di sport ho di fatto allenato il mio fisico a correre pronando, e adesso le scarpette nuove stanno forzando un movimento al quale i miei muscoli e i miei legamenti non sono affatto abituati.
L'ha detto Carlo, 19 febbraio 2008 alle 22.00
Questa storia me l'ero persa. Meravigliosa
L'ha detto Mario, 1 maggio 2009 alle 01.37


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