Il mio amico Luso mi ha appena fatto notare che il nostro (nel senso, il suo, il mio e di una manciata di altri personaggi come noi che fra un paio di righe si riconosceranno immediatamente) è un universo inesorabilmente suddiviso in as-is e to-be, dal quale non c'è alcun modo per noi di evadere, indipendentemente dal tipo di lavoro, di business e di cliente con il quale abbiamo ed avremo a che fare per tutto il corso della nostra vita professionale.
E dunque mi appresto a passare le prossime notti guardando il soffitto, nel vano tentativo di rispondere al dubbio se, effettivamente, sia davvero possibile o meno uscire da questo schema e sviluppare una qualunque delle nostre presentazioni sulla base di regole esistenziali e filosofiche completamente differenti.
So di aver rovinato il pomeriggio a buona parte di voi. |