Orizzontintorno Carlo Paschetto
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17 Io sto con l'ippototamo (*)
MAR Segnalazioni, Cina e non solo, Prima pagina
Vero, verissimo, sacrosanto. Epperò rimane un ragionamento osceno, sostenuto con il bicarbonato.

Prova a digerirlo con questo.

(*) E' una cosa mia, lasciate perdere.
21.38 del 17 Marzo 2008  
 
4 commenti pubblicati
Non possiamo che dire: "Io sono Tibetano"
L'ha detto Ric, 18 marzo 2008 alle 08.52
E no Ric, è proprio quello il punto. Noi non siamo affatto tibetani, esattamente quanto non siamo birmani, non siamo iracheni, nè coreani, e puoi aggiungerci chi vuoi. Noi, come hanno scritto Leonardo e Sasaki da altre parti, siamo quelli che levano gli straccetti rossi dopo un paio di settimane, c'è poco da fare. Noi (io, perlomeno) siamo quelli che facciamo un post come questo e domani ne faremo uno di tono completamente diverso sulla mia briosa trasferta a Roma. Noi siamo quello che ieri la Birmania, oggi il Tibet, domani il Daghestan, l'importante è avere la bandiera arcobaleno attaccata al balcone (io non l'ho mai avuta, almeno quella). Loro, i tibetani, sono quelli che prendono le mazzate e vanno in giro sfigurati dal sangue. Loro, sfigurati dal sangue, ci andranno in giro anche domani, ma noi domani ci staremo "(pre)occupando" della prossima crisi internazionale e faremo un post su quello.

Quello che è "osceno", del ragionamento di Leonardo, è l'inesorabile principio che la democrazia non esiste, è un principio del tutto astratto buono per chi come me e te, il prossimo mese, andrà ad infilare una scheda dentro una scatola di cartone nella libertà e convinzione di seguire - attenzione - i propri interessi, e non quelli della collettività, qualunque dimensione si voglia dare al concetto di collettività stessa.
Noi non siamo tibetani, perchè abbiamo la libertà di infilare la scheda nella scatola senza prendere mazzate in faccia, ma il risultato finale, psaradosslamente, non si discosta molto. Di più: noi favoriamo inconsciamente un sistema che è esattamente quello che dà le mazzate in faccia ai tibetani e guarda bene, lo facciamo in assoluta buona fede e non potremmo farne a meno in alcun modo. A noi piacerebbe idealmente boicottare le olimpiadi domani, ben sapendo che è utopia pure: conta in questo momento esatto con quanti prodotti cinesi hai a che fare mentre leggi questo commento e immagina di farne a meno all'improvviso.

No, noi non siamo tibetani. Noi mettiamo fuori lo straccetto rosso per solidarietà individuale, perchè così ci dice (per fortuna, certo) la nostra coscienza, ma nostra la coscienza individuale domani guarderà le olimpiadi alla televisione e comprerà tutti quei prodotti che utilizzano le olimpiadi come veicolo pubblicitario e che le olimpiadi alla Cina finanziano.
E quindi no, non siamo tibetani. Siamo esattamente dall'altra parte. Purtroppo e con oscena rassegnazione.
L'ha detto Carlo, 18 marzo 2008 alle 09.44
Ciao Carlo
e grazie per il lungo commento. Nonostante trovi il tuo ragionamento un po' paradossale temo di condividerlo. Ma con un caveat: alla fine non riesco comunque a smettere di essere tibetano. Non ho mai messo straccetti ne' bandiere, sono un "integrato" (40 anni, famiglia tradizionale, dirigente di multinazionale, appassionati di viaggi e curioso di culture, do you know the type?) ma devo e voglio conservare la mia coerenza di pensiero.
Non possiamo accettare tutto, perchè tanto ci siamo già immersi. O solo perchè non possiamo cambiarlo da soli (o in tanti, comunque pochi). La nostra coscienza individuale magari domani NON guarderà le Olimpiadi e magari ci aiuterà a scegliere, a distinguere, a giudicare, dopo lo sforzo per capire. A prendere posizione ed educare i nostri figli a fare altrettanto. Se tanto non serve...perchè schierarsi dalla parte giusta? Perchè è giusto, semplicemente.
Stiamo attenti: smettere di essere tibetani (o provare modestamente ad esserlo)rischia di farci diventare cinesi. E tutto, davvero tutto, ma non questo. Senza nessuna rassegnazione.
A presto.
L'ha detto Ric, 19 marzo 2008 alle 09.25
Sì, sono sostanzialmente d'accordo. Nel senso di non rassegnato e con il mal di fegato costante. Il problema è che più invecchio, più ho mal di fegato, meno so che farmene del mal di fegato.
L'ha detto Carlo, 19 marzo 2008 alle 10.17


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