Orizzontintorno Carlo Paschetto
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19 Rome quickscan & go back
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Il taxi del Riccio è una specie di camera a gas, perché lui fuma come un turco e in effetti, ogni volta che sbarco a Roma, per qualche motivo a me viene in mente Istanbul. E Genova. Sono certo che esista un motivo occulto per cui molti genovesi amino Roma. Io non sono fra questi, e non saprei dire bene il perché. E poi secondo me Istanbul è una della città pių belle del mondo.

C'è che a Roma io mi sento irrimediabilmente calato nei panni del milanese naufragato nella capitale. Eppure mi è capitato anche di viverci parecchi mesi, anni fa. Sta di fatto che mentre scendo dall'aereo avverto immediata la sensazione di essere la caricatura di Massimo Boldi e mi sento addosso gli occhi di un paio di milionate di romani.

Er Riccio indossa un paio di RayBan a specchio anni '70, modello Milano spara, Roma risponde, la polizia si incazza, insomma. Del fatto che ci sia la tariffa fissa da Fiumicino a Roma se ne sbatte allegramente e fa partire il tassametro. Inforca il Raccordo, lato esterno. - Dottò, che facciamo? Deqquà o dellà? Vabbè, aò, facciamo dellà. Di solito dellà nun ce se move, ma oggi me sa che vabbene, cheddice?

Echennesò, io. Io ho sonno, mi sono svegliato alle 4.30 per essere a Roma in tempo per la riunione di questa mattina. Quindi, il mio obiettivo è arrivare in tempo alla riunione. Altrimenti potevo anche alzarmi alle sette.

Er Riccio inforca il Raccordo, lato esterno, fa un po' di slalom in corsia d'emergenza, guida senza cintura. Ascolta Radio Roma, nel senso della squadra di calcio. Insomma una radio giallorossa per intenderci. Strano, di solito becco quelli che ascoltano una qualunque Radio Lazio. Per fortuna evita di trascinarmi dentro a un dibattito sul pallone.

Non lo fa perché parla contemporaneamente con tre cellulari, tutti senza auricolare. Suonerie standard, non si segnalano derive patologiche in merito degne di blog. Cinque o sei chiamate sono con 'a Cla', perché devono mettersi d'accordo per incontrarsi cor cassamortaro. Mi par di capire che er cassamortaro non sia uno che ha a che fare con i funerali, così sarei curioso di conoscere il tipo che si porta dietro un soprannome del genere.
Er Riccio ha mal di schiena oggi e chiama la moglie per avvertirla de buttà pure gių 'a pasta che verso leddue sta accasa, cheppoi se butta sur divano, che nun ce sta dar mal di schiena, oggi.
Io mi sento come Massimo Boldi e un po' me ne vergogno, ma non riesco a liberarmi del transfer.

A Roma si mangia male. Io lo dico da almeno dieci anni e da almeno dieci anni prendo schiaffoni da tutti. Be', lo ribadisco: a Roma si mangia male. O meglio, si mangia sempre la stessa roba: abbacchio (che a me non piace) e piattate enormi di roba pesantissima e assolutamente ordinaria, tipo tavola standard da trattoria italiana, per cui con un piatto di fettuccine a pranzo ti puoi ammazzare di calorie per tre giorni, e se hai ordinato pure l'antipasto sono cavoli tuoi. Mi rendo conto di essere sempre pių inesorabilmente milanese minimal-insalatina-panino-evvia, e me ne vergogno. Ma il transfer non mi molla.

A Roma credono ci sia traffico. Non se ne può pių di 'sta storia che a Roma il traffico è il peggiore del mondo. Io vorrei prendere tutti i romani e trapiantarli per un giorno a Milano per insegnare loro cosa vuol dire traffico. E sai perché? Perché il numero delle auto in circolazione è lo stesso, ma Milano è uno sputo di città in confronto a Roma e, soprattutto, non ha i viali che ha Roma. Milano è un accidenti di buco rionale fatto di vicoli stretti e vicoli lunghi, e dove ci sono i viali a quattro corsie ci sono anche le macchine in terza fila che di corsie se ne portano via tre emmezzo. A Milano, semplicemente, non si circola e non si parcheggia. Amici romani, fatevene una ragione.
A Roma, poi, ci sono le auto blu. Questa cosa delle auto blu è un mistero. Perché a Roma le vedi davvero le auto blu, è pieno di auto blu, un romano su quattro ha una sirena blu sulla zucca, e mentre il fenomeno in sé mi sembra del tutto normale - tutto sommato siamo a Roma, Italia - mi chiedo come sia possibile che a Milano tutte queste auto blu non ci siano. Forse perché se a Milano ci metti pure le auto blu puoi anche fotterti definitivente, tu, il tuo monsterSUV e i tuoi appuntamenti in centro a qualunque ora siano. Forse perché il traffico di Milano non è permeabile nemmeno alle auto blu. O forse perché a Milano se provi a tirar fuori una sirena trovi immediatamente qualcuno in motorino che te la ciula al primo semaforo rosso, manco fosse un rolex.
E' così. Io a Roma mi sento la caricatura di Massimo Boldi in Fratelli d'Italia, e me ne vergogno davvero, credetemi. Ma, mortacci miei, il transfer è ineluttabile.

E' che per me Roma è un casino. Io non riesco a imparare a Roma, in alcun modo. Per quanto possa esserci vissuto, per quanto possa aver frequentato amici romani a Roma. E' che io non riesco ad adattarmi alle città dove c'è troppo da fotografare, e a Roma c'è davvero troppo da fotografare. E' che prendo la mappa di Roma e ancora non ci capisco, dopo anni, un tubo. Essì che me ne intendo di metropoli. Potrei girare a memoria Parigi, Mosca, Pechino, Delhi, Tehran, New York, Bangkok, poi arrivo a Roma e non so arrivare al Colosseo, non so dov'è Piazza di Spagna, non so di essere a due passi da San Pietro, non trovo pių Piazza Navona. Vedo i palazzi e non li distinguo, per cui il Quirinale potrebbe essere anche lo Sheraton, e viceversa. Perché Roma mi respinge? Non lo faccio apposta, il Boldi transfer non è colpa mia. Non sono nemmeno milanese, io.

Oggi poi, Roma, non mi sembra pių nemmeno bella come dieci anni fa. Perché è un dato di fatto che a Roma io abbia sempre riconosciuto una bellezza oggettiva che a Milano non riconosco, per quanto il mio rapporto con Milano sia molto pių sanguigno ed endemico.
Io mi stanco ad andare in giro per Roma. Non ho riferimenti spaziali, logistici, non ho uno schema che vi si adatti. Non ci capisco un cazzo (pardon), io, di Roma. Ci cammino perfino male e quasi mi prendo una storta.

L'hotel Grand Beverly Hills è esattamente la rappresentazione di Roma proiettata dal mio transfer. E' un hotel pių o meno in centro, meno in centro di quanto lo spaccino loro, comunque. Fra l'altro, io abitavo qui vicino al tempo della mia permanenza a Roma.
Quattro stelle, prezzo di listino per una camera singola: trecento euro. Trecento euro, quasi cinquecento dollari al cambio odierno, capite? Ma quale mai accidenti di hotel quattro stelle quasi in centro, in qualunque capitale al mondo, propone a listino camere singole base al prezzo di cinquecento dollari a notte? A Time Square, forse. Forse. Solo che lo standard è un pochetto diverso, perché le camere singole del Grand Beverly Hills sono davvero in uno stato ridicolo rispetto al rapporto stelle/prezzo. Vogliamo solo parlare della doccetta stretta stretta con scarico intasato, getto triste triste, tendina di plastica sporca, dentro a un bagno di un metro per un metro? O del tragico buffet che, per chi segue da un po' di tempo le trasferte del titolare qui, nemmeno quello dell'Arlux di Arlon?
Ma come fai a mettere l'accesso ad Internet in camera a 22 euro/giorno? Ventidue euro! Pių di quello che io pago per l'abbonamento mensile flat alla banda larga in wifi! Ma quale imbecille paga mai un prezzo del genere per connettersi da una camera d'albergo quando, se sono un turista, ancorché giapponese o americano, mi basta piuttosto uscire, fare due metri e pescare un Internet point? Quando è ovvio che se sono un un businessman in viaggio d'affari 99 su 100 ho il mio portatile con la connessione integrata che a) mi paga l'azienda e/o b) sicuramente mi costa infinitamente meno? Ma come ti viene in mente di proporre i canali satellitari a pagamento e la connessione Internet a 22 euro al giorno, nel 2008, in un albergo a quattro stelle in quasi centro a Roma? In un albergo, poi, che nemmeno è in grado di offrirti un bagno decente, una colazione come dio comanda, uno qualunque dei mille servizi che qualunque albergo di livello simile, in una qualunque capitale al mondo, ti viene messo a disposizione gratuitamente o al massimo con un piccolo supplemento?
Mi viene la curiosità di prenotarmi una camera in un qualunque hotel quattro stelle del quasi centro di Milano e fare un raffronto.

E infine: ma com'è che in centro a Roma - Roma caput mundi - il segnale UMTS va e viene e comunque non è mai al di sopra delle due tacche?

Rivoglio Warszawa. A me Roma mette tristezza. Risalgo sull'aereo e il transfer lentamente mi abbandona. Atterro a Milano e Milano mi fa di nuovo schifo. Come ieri. Tutto rientra nei parametri noti.
22.54 del 19 Marzo 2008  
 
1 commento pubblicato
il cassamortaro č anche un ristorante romano (ex locale di pompe funebri che comunque non ha mantenuto niente degli antiche funzioni, a parte il nome. Per dire, niente tavoli a forma di bara) dove tra l'altro si mangia molto bene.
L'ha detto Alessandra, 21 marzo 2008 alle 09.50


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