Orizzontintorno Carlo Paschetto
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21 Warning: challenge at risk!
MAR The summit quest, Running
Torniamo sull'argomento che più vi appassiona.

Succede che dovrò smettere davvero di correre per un bel po'. Mi ritrovo infatti con l'intero impianto legamenti-muscoli della gamba destra completamente infiammato. A quanto sostiene rassegnato il mio aggiustaossa di fiducia, un classico del quarantenne in pieno rush adolescenziale che si rimette a fare attività impegnativa dopo anni di vita sbracata su una sedia da ufficio.

E' accaduto che una decina di giorni fa, durante la mia prima sessione al (mio modificato, come di consueto) livello 5 (5 serie da 10', intervallate dalle solite pause di 3'), verso la fine, la gamba destra abbia iniziato a farmi parecchio male. Fiato ne avrei avuto da vendere ancora per un po', ma di fatto non riuscivo quasi più ad appoggiare il piede destro dal dolore. Un dolore, per gli esperti del caso, che secondo me ha origine in qualche punto del ginocchio, ma che si propaga dall'inguine fino al tallone, con un apparente cedimento vero e proprio dell'appoggio nella zona posteriore al ginocchio (dietro, insomma).

Sono comunque arrivato in fondo alla mia oretta di allenamento giusto per onor di bandiera, un po' zoppicando, un po' saltando qualche passo e appoggiando quasi solo sulla sinistra, ma poi non ho praticamente camminato per ventiquattr'ore.

Per la cronaca e per i passanti abituali: scarpette vecchie, naturalmente, ché quelle nuove adesso le uso solo per camminare normalmente, come suggerito dall'aggiustaossa di cui sopra e da qualcuno di voi.

Comunque: a quel punto mi è stato chiaro che avrei dovuto fermarmi del tutto qualche giorno, e ho iniziato a preoccuparmi. Capite bene che ormai sono del tutto preso da 'sta faccenda e il dover interrompere la mia escalation verso le vette (è il caso di dirlo) dell'alpinismo d'alta quota non era, né sarebbe, affatto contemplato.
Del resto, come peraltro si diceva poc'anzi, il parere comune, fisioterapista in testa, è che sia un fenomeno del tutto normale nella mia condizione, destinato a passare con il tempo.

Così ieri sera, dopo dieci giorni di inattività ed assenza totale di dolore da ormai tre-quattro giorni, sono ridisceso "in pista", con la mia solita tutina e le ormai affezionate scarpette vecchie. Niente cappellino di lana né guanti, ché ormai è quasi primavera.
Infatti mi sono congelato il cervello ed avevo i ghiaccioli che calavano dalle sopracciglia.

Insomma, dopo le prime tre serie da 10', nonostante avessi iniziato gasatissimo e fossi perfettamente in palla con i polmoni, ho dovuto mollare di schianto: quasi non riuscivo più nemmeno a camminare ed è stato evidente che qualunque tentativo di forzatura, anche ammesso di riuscirci, sarebbe stato davvero molto molto dannoso.
Amici miei e cari miei fans: un disastro.
Nonostante la nottata in mezzo, poi, oggi ancora non riesco nemmeno a salire le scale.

E dunque, che fare adesso? Mi sa che qui devo considerare l'idea di fermarmi davvero per almeno un mesetto, se non di più, che vorrebbe dire buttar via quasi tutto il lavoro fatto fino ad oggi, immagino. O no? Help me, miei esperti lettori e sostenitori di quest'audace impresa di ricostruzione fisica del vostro amato titolare.

La cosa interessante è che sabato scorso avevo comunque portato Leonardo a sciare ed avevamo trascorso tre orette tranquille su e giù per le piste, senza che io avessi avvertito alcun problema. Quindi, non tutti i movimenti evidentemente nuociono ai miei arrugginiti legamenti.
Fra l'altro, un po' per il meteo ballerino, un po' per altri impegni, dopo gli exploit iniziali qui non si batte più chiodo da ormai un mese e ancora per almeno un paio d'altre settimane non si batterà.

Siamo alle solite.

Non voglio mollare il mio obiettivo. Non ora. Non questa volta. No, no e poi no. Se mi (ri)fermo è la volta che lascio definitivamente perdere.

Qui ci vuole un'iniezione di fiducia e motivazione. E qualche suggerimento piazzato bene.
13.08 del 21 Marzo 2008  
 
3 commenti pubblicati
Carissimo,
non ti consolerà, ma in alcuni decenni di sci mi ero solo infortunato ad un pollice.
Nel 2008, su complessivi 9 giorni di sci:
- stiramento al polpaccio destro per mostrare a mia figlia come si testa la tenuta della talloniera degli attacchi (sospetto che siano anche cambiati da quando ne uscivo con due passi in avanti ...)
- distorsione del ginocchio sx (non ho ancora avuto tempo di esaminare i legamenti, ma non hanno urlato gioia) procuratami nel tentativo (fallito) di non uscire alla sesta porta della prima manche della gara Manageritalia
Che sia il caso di rassegnarmi - alle soglie dei 48 - al fatto che non basta camminare dalla stazione all'ufficio per avere una condizione accettabile?
Stammi bbene

M.
L'ha detto Mario Mantovani, 23 marzo 2008 alle 22.03
ma no... non mollare! prova a continuare con la piscina finchè non stai meglio!
L'ha detto Silvia, 26 marzo 2008 alle 11.15
Carlo, ci sono passato anche io, nel mio caso era "sindrome del tibiale anteriore", sei mesi per guarire.
Piano piano ho fatto riabilitiazione ed ho ripreso. Adesso faccio 10/11 km per volta e incremento molto gradualmente senza sforzare. Non mollare!!!!!!!
L'ha detto GIANNI, 26 marzo 2008 alle 18.56


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