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Sia ieri, sia oggi. Crollato al quinto chilometro. Esaurito. Sfatto. Stanco. Senza più fiato e con le gambe tagliate. E peraltro con tempi abissali: ieri trenta e undici, oggi ho addirittura sfondato i trentatre. Normalmente percorro i primi cinque chilometri in ventotto minuti o qualcosina in più.
Sono arrivato in fondo, mi sa. Sarà che i tendini mi fanno ancora un po' male, ma nemmeno tanto. Sarà che correre a ventinove gradi e con questa umidità non è come correre a quindici. Sarà che non mi è ancora passato del tutto il raffreddore, o che la playlist ormai mi ha stufato e quasi preferisco correre in silenzio, o che ieri ho tirato troppo il primo giro e sono scoppiato, o che oggi sudavo come nemmeno nella foresta cambogiana con il monsone, o che tutto sommato, alla fine, ormai mi rompo da morire a completare tutti i cinque giri del mio circuito di Alba e dopo due soli ne ho le tasche piene.
Sarà che la motivazione è davvero arrivata in fondo. E sono stanco ora. Svuotato. Sono cinque mesi che va avanti 'sta storia, fa caldo adesso, non ne ho più voglia, mi annoio, ebbasta.
Sarà che comunque, in ogni caso, direi che quella di oggi dovrebbe essere stata l'ultima volta a correre, almeno per questa stagione.
E' venuto il momento di riposare per qualche giorno e iniziare a prendere fiato. Da lunedì, e per le prossime tre o quattro settimane, si va finalmente a fare sul serio, sperando che Giove Pluvio non ci metta ancora del suo.
Ci si sente in discesa. Fate il tifo e stay tuned. |
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