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Questa sera avrei dunque dovuto essere ad affilare i ramponi sulla
terrazza del Cosmique,
e vabbè. In teoria il programma
generale è stato solo ripianificato e del resto le
previsioni per domani sono pessime. Il mio socio, poi, ha dovuto
definitivamente dare forfait per il resto dell'estate e quindi addio
nuova cordata prima ancora di vederla davvero in azione. Poi uno
dice il destino. Ché evidentemente non basta la buona volontà
e imporselo, di riprendere. La sfiga insegue, qualcosa che va storto
continua ad esserci e francamente anche la mia motivazione se ne
va pian piano a quel paese, com'è vero che nelle ultime tre
settimane sono riuscito solo una volta a chiudere i miei dieci chilometri,
peraltro con un tempo da latte alle ginocchia, vuoi per il caldo,
vuoi per la stanchezza, vuoi per quel po' di solito male ai tendini,
vuoi perché mi sto davvero iniziando a rompere. Non parliamo
poi dell'andare in piscina, ché l'accappatoio è lì
appeso a prender muffa e domenica scorsa, pur avendo fatto un mesto
tentativo, ho lasciato immediatamente perdere quando ho visto la
folla assediare la vasca manco fossimo in spiaggia a Rimini.
Perso dunque il socio, saltato il programma dell'anno, con la stagione
che avanza inesorabilmente senza alcun progresso a parte la fiammata
di fine giugno, ho deciso comunque di non arrendermi, e
boia chi molla. Eccheccavolo, con tutto lo sbattimento che ci ho
messo quest'inverno per allenarmi.
Ho quindi richiamato Mauro, che abbiamo conosciuto qui,
e gli ho chiesto il suo capo della corda per tentare il tutto per
tutto, almeno entro fine luglio. Continuare con una guida non sarà
la stessa cosa, tanto più se ripenso al fatto che l'obiettivo
orginale di inizio anno era l'Elbrus con Massimo, ma pazienza, ormai
l'importante è riprendere davvero, non buttar via tutto il
lavoro fatto fin qui e chiudere almeno la partita con il Monte Bianco,
una volta per tutte. Perlomeno provarci.
Mauro ha ovviamente accettato e abbiamo fatto un programma su tre
uscite: altri due 4000 e poi, per la fine del mese, via sul Bianco
come previsto. Resta però il fatto che sempre in balìa
di Giove Pluvio ubriaco siamo.
Così, lo scorso weekend è saltato e amen. Rimandato.
Saremmo dovuto ripartire domani, poi abbiamo spostato la partenza
a lunedì, adesso le previsioni dicono martedì e mercoledì,
ma non è che a me sia così facile cambiar programmi
a seconda di come gli gira allo zio Eolo. Ché, come tutti
gli esseri umani normali, avrei anche un lavoro, una famiglia, ed
altre cosucce da fare, tipo. Lo zaino comunque è lì
pronto, e stiamo a vedere.
Per combattere il crollo motivazionale, invece, e non demordere
almeno dalle mie corse serali, mi sono rimesso a studiare a ho fatto
una chiacchierata con qualche amico runner. Insomma, non
ce n'è: per schiodarmi dai dieci chilometri in un'ora e briciole
pare esista un solo modo, le ripetute.
Ora, dopo averle provate una volta, sono giunto alla conclusione
che le ripetute siano contro la convenzione di Ginevra. Funzionano
così: ti spari due minuti a rotta di collo seguiti da due
minuti trotterellando per riprendere fiato, e vai avanti per dieci
volte. Quaranta minuti complessivi, naturalmente senza fermarsi.
Questa la teoria.
Sapete che sono cinque mesi da che ho iniziato a correre, ormai.
Bene, questa la pratica al primo tentativo (e diciamo anche che
faceva sì caldo, ma tutto sommato erano le otto di sera e
c'era un bel venticello ad asciugare i ventotto gradi):
...soliti cinque minuti camminando per riscaldarsi (ahah, riscaldarsi,
con 'sto clima!), poi pronti via, due minuti a rotta di collo, ehi
ma quanto cazzo durano questi due minuti, aiuto, ho bisogno di una
bombola, pulsazioni a centosettanta in men che non si dica, puff
puff pant pant, ecco, per fortuna finiti, adesso due minuti trotterellando,
quasi fermo va', puff puff, a momenti vomito, miii se è dura,
ehi ma sono già passati i miei due minuti di calma, e vabbè,
pronti via di nuovo, due minuti a rotta di collo, che già
lo vedi che non è mica rotta di collo come quella di prima,
gasp, aiut, puff puff, pant pant, miiii, ma quanto sono lunghi 'sti
due minuti?, aiuto, vado in tachicardia, aaagh, finiti per fortuna,
sì, vabbé, erano uno e cinquantanove, forse uno e
cinquantotto, ma occhei, adesso due minuti di calma trotterellando,
che quasi vomito per davvero, ma che è 'sta storia delle ripetute,
questa è roba che ammazza, oddio sono già finiti i
due minuti di calma, pronti via a rotta di collo, seee, se va bene
sto andando alla metà della prima tornata, ma più
di così proprio non ce la faccio, mi gira la testa, adesso
stramazzo al suolo, ma quanto accidenti manca?, ancora UN minuto?,
diomio non ce la farò mai a finire la terza, pant pant, non
respiro, non respiro, il cardio sta impazzendo e l'allarme suona
che è un piacere, no no, mi fermo, non ce la faccio, svengo,
stop, solo un minuto e mezzo, vabbé, mi fermo solo qualche
secondo a riprendere fiato va bene?, lo so che dovrei trotterellare
ma proprio non ce la faccio, devo assolutamente fermarmi o mi vien
su anche la colazione di stamattina, ecco, sono già passati
i due minuti di riposo e non ho nemmeno ripreso a muovermi, vabbè,
facciamo due e mezzo occhei?, ecco, adesso provo a ripartire, pronti
via di nuovo a rotta di collo, ehi ma stai a mala pena corricchiando
come al solito, sì ma più di così non ce la
faccio, anzi, sto per svenire, devo rifermarmi, ma come?, sono passati
solo cinquanta secondi, occhei facciamo almeno un minuto eh?, basta
basta pietà, mi fermo, devo fermarmi, sob...
Ve la faccio breve. Dopo la terza ne ho inanellate altre quattro
di un minuto scarso, scarsissimo, a ritmo vecchio cammello assetato,
intervallate da tre minuti praticamente fermo in stato catatonico.
Poi, dopo mezz'ora di 'sto Gòlgota, ho deciso di correre
una quindicina di minuti blandi blandi, alla metà del mio
solito ritmo, una cosa da cinque-sei chilometri l'ora per dire.
giusto per non sentirmi una schifezza.
Alla fine di questa tragica uscita da quarantacinque minuti, metà
dei quali passati fermo in mezzo a una strada ad annaspare e a cercar
di non vomitare, sono tornato in camera, mi son fatto un doccia,
mi sono aggregato a un gruppo di colleghi e sono finito in un agriturismo
sulle colline del Barbaresco a chiudere la serata con salame fatto
in casa affettato spesso quattro centimetri e calici di vino bianco
ghiacciato.
Belle, eh, le ripetute. Magari la prossima settimana ci riprovo,
va'.
[Comunque sono molto fiero di me: nuovo record a 78,1kg, ho stracciato
anche i settantanove - mi sa anche grazie al caldo che fa sudare
come bestie da soma. Due taglie in meno, quasi, cinque chili in
cinque mesi. E massa grassa finalmente al 19%. Il salame casereccio
ci sta, ci sta eccome.] |
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