Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


05 Settantotto e uno
LUG The summit quest, Running
Questa sera avrei dunque dovuto essere ad affilare i ramponi sulla terrazza del Cosmique, e vabbè. In teoria il programma generale è stato solo ripianificato e del resto le previsioni per domani sono pessime. Il mio socio, poi, ha dovuto definitivamente dare forfait per il resto dell'estate e quindi addio nuova cordata prima ancora di vederla davvero in azione. Poi uno dice il destino. Ché evidentemente non basta la buona volontà e imporselo, di riprendere. La sfiga insegue, qualcosa che va storto continua ad esserci e francamente anche la mia motivazione se ne va pian piano a quel paese, com'è vero che nelle ultime tre settimane sono riuscito solo una volta a chiudere i miei dieci chilometri, peraltro con un tempo da latte alle ginocchia, vuoi per il caldo, vuoi per la stanchezza, vuoi per quel po' di solito male ai tendini, vuoi perché mi sto davvero iniziando a rompere. Non parliamo poi dell'andare in piscina, ché l'accappatoio è lì appeso a prender muffa e domenica scorsa, pur avendo fatto un mesto tentativo, ho lasciato immediatamente perdere quando ho visto la folla assediare la vasca manco fossimo in spiaggia a Rimini.

Perso dunque il socio, saltato il programma dell'anno, con la stagione che avanza inesorabilmente senza alcun progresso a parte la fiammata di fine giugno, ho deciso comunque di non arrendermi, e boia chi molla. Eccheccavolo, con tutto lo sbattimento che ci ho messo quest'inverno per allenarmi.
Ho quindi richiamato Mauro, che abbiamo conosciuto qui, e gli ho chiesto il suo capo della corda per tentare il tutto per tutto, almeno entro fine luglio. Continuare con una guida non sarà la stessa cosa, tanto pi se ripenso al fatto che l'obiettivo orginale di inizio anno era l'Elbrus con Massimo, ma pazienza, ormai l'importante è riprendere davvero, non buttar via tutto il lavoro fatto fin qui e chiudere almeno la partita con il Monte Bianco, una volta per tutte. Perlomeno provarci.
Mauro ha ovviamente accettato e abbiamo fatto un programma su tre uscite: altri due 4000 e poi, per la fine del mese, via sul Bianco come previsto. Resta però il fatto che sempre in balìa di Giove Pluvio ubriaco siamo.

Così, lo scorso weekend è saltato e amen. Rimandato. Saremmo dovuto ripartire domani, poi abbiamo spostato la partenza a lunedì, adesso le previsioni dicono martedì e mercoledì, ma non è che a me sia così facile cambiar programmi a seconda di come gli gira allo zio Eolo. Ché, come tutti gli esseri umani normali, avrei anche un lavoro, una famiglia, ed altre cosucce da fare, tipo. Lo zaino comunque è lì pronto, e stiamo a vedere.

Per combattere il crollo motivazionale, invece, e non demordere almeno dalle mie corse serali, mi sono rimesso a studiare a ho fatto una chiacchierata con qualche amico runner. Insomma, non ce n'è: per schiodarmi dai dieci chilometri in un'ora e briciole pare esista un solo modo, le ripetute.
Ora, dopo averle provate una volta, sono giunto alla conclusione che le ripetute siano contro la convenzione di Ginevra. Funzionano così: ti spari due minuti a rotta di collo seguiti da due minuti trotterellando per riprendere fiato, e vai avanti per dieci volte. Quaranta minuti complessivi, naturalmente senza fermarsi. Questa la teoria.

Sapete che sono cinque mesi da che ho iniziato a correre, ormai. Bene, questa la pratica al primo tentativo (e diciamo anche che faceva sì caldo, ma tutto sommato erano le otto di sera e c'era un bel venticello ad asciugare i ventotto gradi):

...soliti cinque minuti camminando per riscaldarsi (ahah, riscaldarsi, con 'sto clima!), poi pronti via, due minuti a rotta di collo, ehi ma quanto cazzo durano questi due minuti, aiuto, ho bisogno di una bombola, pulsazioni a centosettanta in men che non si dica, puff puff pant pant, ecco, per fortuna finiti, adesso due minuti trotterellando, quasi fermo va', puff puff, a momenti vomito, miii se è dura, ehi ma sono già passati i miei due minuti di calma, e vabbè, pronti via di nuovo, due minuti a rotta di collo, che già lo vedi che non è mica rotta di collo come quella di prima, gasp, aiut, puff puff, pant pant, miiii, ma quanto sono lunghi 'sti due minuti?, aiuto, vado in tachicardia, aaagh, finiti per fortuna, sì, vabbé, erano uno e cinquantanove, forse uno e cinquantotto, ma occhei, adesso due minuti di calma trotterellando, che quasi vomito per davvero, ma che è 'sta storia delle ripetute, questa è roba che ammazza, oddio sono già finiti i due minuti di calma, pronti via a rotta di collo, seee, se va bene sto andando alla metà della prima tornata, ma pi di così proprio non ce la faccio, mi gira la testa, adesso stramazzo al suolo, ma quanto accidenti manca?, ancora UN minuto?, diomio non ce la farò mai a finire la terza, pant pant, non respiro, non respiro, il cardio sta impazzendo e l'allarme suona che è un piacere, no no, mi fermo, non ce la faccio, svengo, stop, solo un minuto e mezzo, vabbé, mi fermo solo qualche secondo a riprendere fiato va bene?, lo so che dovrei trotterellare ma proprio non ce la faccio, devo assolutamente fermarmi o mi vien su anche la colazione di stamattina, ecco, sono già passati i due minuti di riposo e non ho nemmeno ripreso a muovermi, vabbè, facciamo due e mezzo occhei?, ecco, adesso provo a ripartire, pronti via di nuovo a rotta di collo, ehi ma stai a mala pena corricchiando come al solito, sì ma pi di così non ce la faccio, anzi, sto per svenire, devo rifermarmi, ma come?, sono passati solo cinquanta secondi, occhei facciamo almeno un minuto eh?, basta basta pietà, mi fermo, devo fermarmi, sob...

Ve la faccio breve. Dopo la terza ne ho inanellate altre quattro di un minuto scarso, scarsissimo, a ritmo vecchio cammello assetato, intervallate da tre minuti praticamente fermo in stato catatonico. Poi, dopo mezz'ora di 'sto Gòlgota, ho deciso di correre una quindicina di minuti blandi blandi, alla metà del mio solito ritmo, una cosa da cinque-sei chilometri l'ora per dire. giusto per non sentirmi una schifezza.
Alla fine di questa tragica uscita da quarantacinque minuti, metà dei quali passati fermo in mezzo a una strada ad annaspare e a cercar di non vomitare, sono tornato in camera, mi son fatto un doccia, mi sono aggregato a un gruppo di colleghi e sono finito in un agriturismo sulle colline del Barbaresco a chiudere la serata con salame fatto in casa affettato spesso quattro centimetri e calici di vino bianco ghiacciato.

Belle, eh, le ripetute. Magari la prossima settimana ci riprovo, va'.

[Comunque sono molto fiero di me: nuovo record a 78,1kg, ho stracciato anche i settantanove - mi sa anche grazie al caldo che fa sudare come bestie da soma. Due taglie in meno, quasi, cinque chili in cinque mesi. E massa grassa finalmente al 19%. Il salame casereccio ci sta, ci sta eccome.]
16.44 del 05 Luglio 2008  
 
Non ci sono commenti a questo post


Inserisci un commento
Nome
Commento
E-mail
Sito web
Controllo CAPTCHA Image
Altra immagine


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2017 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo