Orizzontintorno Carlo Paschetto
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16 Post-it reloaded
GIU Prima pagina, Segnalazioni, Cina e non solo
Ed eccoci alla consueta rassegna stampa di Orizzontintorno, che ormai da un po' di tempo mancava da questo blog. Come sempre, buona parte delle segnalazioni mi arrivano da Francesco, ma anche il contributo della gentil consorte si fa sentire. Qualche link è ormai vecchiotto, ma al solito ciò che conta è il contenuto. E a proposito: càpito casualmente proprio a ruota del fondo di Gianni Riotta. Del quale condivido ogni parola - anche perché, tra parentesi, non esistono i blogger in quanto categoria.

Tanto per cambiare iniziamo con la Cina, ma non solo: la BBC ci fa sapere che la censura sul web non è una prerogativa solamente dei nostri amici di Pechino, che peraltro continuano a praticarla alla grande con la pacifica collaborazione delle grandi e democratiche compagnie occidentali. Quello però che l'articolo della BBC non dice è che anche in Italia la censura sul web viene tranquillamente applicata grazie alla solita devastante disinformazione e senza che i Media osino occuparsi un po' seriamente della questione, magari al posto di un articoletto sulla prova costume da bagno. Vale la pena osservare che, almeno nell'applicazione del principio in quanto tale, siamo in buona compagnia, con la Corea del Nord ed il Turkmenistan. Tanto per dire.
E per rimanere sempre in Cina, il Mail on Sunday ha pubblicato un interessante reportage sulla vita nelle fabbriche dove vengono prodotti gli iPod - perché lo sapevate, vero, che il vostro oggettino designed in California è prodotto in Cina. L'articolo non è disponibile on line, ma Macworld e il Guardian Unlimited ne fanno un sunto quanto basta.
Ancora Cina e ancora BBC news: della ferrovia del Tibet si è parlato a lungo in questo blog. Il completamento dell'opera è ormai una triste realtà. Il mio pensiero in merito, romanticamente filtrato da qualunque opinione di tutt'altro profilo io abbia già espresso abbondantemente sulla questione, rimane questo.

Anche del Turkmenistan si è già dissertato fra queste pagine. Vorrei ricordare in proposito un post al quale sono particolarmente affezionato. A quanto segnala il Corrierone, le comiche continuano, naturalmente nell'indifferenza globale dell'altra metà del cielo che invece continua a sparacchiare in Iraq ed Afghanistan. E già, ma lì ci sono i cattivoni, mentre in Turkmenistan ci sono i nostri.
E visto che siamo dalle parti degli Stan, vi segnalo questo interessante articolo della BBC che a distanza di un anno ritorna sulla rivolta in Kyrgyzstan.

Ce n'è anche per l'Australia, ebbene sì. Date un po' un'occhiata a questi due articoli del Corriere on line: prima questo, poi questo. Recentissimo invece questo pezzo sulla Birmania, il primo di un reportage completo che verrà pubblicato da BBC news.

Io non amo particolarmente né Beppe Grillo (ultima versione), né il suo blog. Intendiamoci: è in assoluto un bene che in questo paese circolino (ancora) opinioni forti come le sue. Sarebbe altrettanto bene informarsi meglio prima di cadere nella facile demagogia dei comici improvvisatisi santoni (tipo la bufala del carburante dall'olio di colza, per intenderci). In altre parole: come è stato già sottolineato da altri, se abbiamo bisogno di un comico come nostro portavoce, siamo messi davvero male.
Ma, a parte questo, è proprio dal blog di Beppe Grillo che arrivano queste due segnalazioni, una e due, sull'ennesima polemica che ha visto coinvolto Gino Strada ed Emergency. Fra parentesi, prima o poi un post su Emergency lo faccio anche io (che comunque - a scanso di equivoci - rimango un sostenitore di Strada, pur se forse, ultimamente, con qualche ma).

E poi: voi lo sapevate, vero, che esiste la Transnistria, altrimenti detta Transdniester. Noi sì, e infatti l'abbiamo già segnata sul taccuino. Abbiate fede, che prima o poi vi bloggo anche da lì.

Infine: visto che si è parlato di Transdniester e che di questi tempi va di moda occuparsi di Seborga, salto (quasi) di palo in frasca. Le due questioni, pur molto differenti fra loro, danno lo spunto per approfondire un tema molto interessante di diritto internazionale, ossia: cos'è che determina ed è la base affinché sia riconosciuta ad un territorio qualunque la condizione di Stato?
Senza voler entrare nel merito (ma mi piacerebbe che qualche lettore esperto in materia contribuisse con un commento al dibattito), se vi interessa il tema, potete iniziare da Wikipedia occupandovi di micronazioni e di Sealand. Credetemi: è interessante. A proposito: Wikipedia, su Seborga, la pensa così.

00.05 del 16 Giugno 2006  
 
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