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Il mio primo viaggio da solo con Leonardo, che oggi ha quattro anni e mezzo, è durato solo ventiquattr'ore ed una notte in mezzo, ma è stato emozionante. Non siamo andati molto lontano: sabato sera albergo a Castel San Pietro Terme, domenica ad Imola a veder correre un po' di quattro ruote, ché il mio eroe è già un piccolo fan, e poi a Maranello per salire su una vera Ferrari F1: Leonardo si è un po' arrabbiato perché non arrivava ai pedali, le formula uno le fanno un po' troppo lunghe per i bambini di quattro anni.
Un cucciolo felice, il suo papà in adorazione.
E' strano viaggiare con Leonardo. Ti accorgi che non se ne vedono di bambini soli in giro con il loro papà. Arriviamo in albergo, Leonardo ed io, lui con il suo zainetto riempito con quaderno e matite colorate, un paio di peluche, anzi tre; un robot smontato; un piccolo libro per leggere insieme la storia della sera, prima della nanna. Il pigiamino e lo spazzolino viaggiano nel mio trolley, insieme alla mia roba. Arriviamo in albergo e alla reception ci guardano incuriositi. - Siete solo voi due? Sì, siamo solo noi due. - Posso vedere per favore i documenti del bambino?
E' strano un papà che viaggia da solo con il figlio piccolo, non passa inosservato. I documenti sono a posto, la receptionist si allarga in un sorriso tutto per lui. - Ciao Leonardo, benvenuto, quanti anni hai?
Ci presentiamo al ristorante, è un po' tardi. - Avete prenotato? No, non abbiamo prenotato, siamo ospiti dell'albergo. - Mi spiace, non abbiamo posto stasera. Lo guardo, il cameriere. Sono le otto e mezza, è tutto il giorno che siamo in viaggio ed anche se Leonardo è di ottimo umore non durerà a lungo, prima o poi la nanna avrà il sopravvento. Scusi, ma secondo lei, di lui, cosa ne faccio? Non penserà che esca a quest'ora e mi metta a cercare un altro ristorante?
Mi guarda. Sorride. No di certo, ovvio. - Mi scusi, un attimo, si accomodi lì per favore. Le liberiamo subito un tavolo. Ecco qui piccolo, cosa possiamo fare per te? C'è qualcosa che ti piace e che vorresti subito? E' strano viaggiare con Leonardo, e bellissimo. Apre tutte le porte, è sempre straordinario vedere le cose attraverso i suoi occhi, è tutto così naturale per lui. - Papà, ma perché negli alberghi bisogna mettere il cartello "Non disturbare"?
Io vivo in albergo la metà della mia esistenza. E' così normale, per me, vivere negli alberghi, cambiare hotel, camera, racchiudere l'esistenza di ogni settimana dentro ad un trolley, spostarmi di stanza in stanza quasi senza farci caso, senza soluzione di continuità, ogni sera trasformare una camera d'albergo nella mia casa, navigare nella routine scandita dai tempi del check-in - camera - doccia - ristorante - camera - colazione - check-out; quasi ogni giorno, quasi ogni notte, ogni settimana, mese dopo mese. Li riconosci subito quelli che vivono di hotel in hotel. E' così normale, eppure lo sai che non è affatto normale, non te ne liberi di quella sensazione latente che viaggia con te, dentro al tuo trolley, di albergo in albergo.
Così guardo Leonardo aggirarsi per la camera, sedersi alla scrivania, tirar fuori il suo quaderno e le matite dallo zainetto e mettersi a disegnare come fosse tutto assolutamente normale. - Papà, faccio un coccodrillo. Io lo amo.
E' una normale camera doppia, abbiamo i letti affiancati, la tv davanti. Guardiamo insieme i cartoni. Non è abituato, Leonardo, a dormire in un letto di fianco a me. Ha sempre dormito nella sua cameretta fin da piccolissimo e quando siamo in viaggio con la mamma lui dorme nel suo letto, separato, pur nella stessa stanza. E' eccitato, vuole vedere i filmati dentro al mio iPod, di addormentarsi per il momento non se ne parla. Parliamo, molto. Ci raccontiamo cose. Gli racconto le storie - ultimamente ha una spiccata preferenza per le storie di pesci. Parliamo del mio lavoro, vuole sapere tutto. Gli racconto di quando lavoravo in Ferrari a Maranello. - Ma papà, non funzionavano nemmeno i loro computer?. Per Leonardo, io di lavoro "aggiusto computer", o qualche volta insegno alle persone ad usarli.
A Leonardo le auto piacciono molto. Le classifica in base al numero di tubi di scarico. Più tubi di scarico hanno, più vanno forte. I riferimenti per una corretta classificazione, comunque, sono la Ferrari e Saetta McQueen, il popolarissimo bolide inventato dalla Disney qualche anno fa. Soprattutto Saetta, naturalmente. All'inizio credevo che fosse solo spirito di emulazione - a me le auto piacciono molto e la Formula Uno è uno dei pochi sport che seguo con una certa costanza (peraltro, addormentandomi davanti ad ogni gran premio, come tutti). Poi ho scoperto che gli piacciono davvero: domenica, ad Imola, dopo qualche giro io mi ero bell'e che rotto le scatole e pensavo che anche Leonardo ne avesse abbastanza, ma invece lui ha voluto vedersi tutte le gare in programma e continuava a fare domande. Solo la prospettiva di andare a Maranello a vedere la Ferrari vera lo ha infine schiodato da quella tribuna fredda e ventosa. Abitare di fianco all'autodromo di Monza, in effetti, suppongo giochi la sua parte. E' stato lo stesso per me.
C'è coda in autostrada al rientro. Impieghiamo una mezza vita a tornare. Ma lui è tranquillo, seduto dietro nel suo seggiolino. E' tutto preso dal suo nuovo modellino di Ferrari comprato a Maranello. Ogni tanto mi chiede quanto manca, poi si rimette a giocare. Mi dà spesso indicazioni sulla musica da ascoltare in autoradio. Tom Petty va sempre per la maggiore, ma adesso gli piacciono molto anche Il pescatore di De André, nella versione dal vivo con la P.F.M. naturalmente, La mia banda suona il rock di Fossati, e Zucchero, che lo fa tanto ridere, soprattutto quando canta quando vedo te sento le campane, mi scappa la pipì. Occasionalmente vuole ascoltare i Coldplay, che però a me annoiano un po'.
Non c'è Carola al suo fianco. Non la nomina mai, ma credo ne avverta eccome la mancanza. In effetti, manca ad entrambi. Carola è il lato solare, immediato, socievole della coppia, Leonardo è introspettivo e riflessivo, ogni tanto si perde fra sé e sé e non sai bene dove stiano volando i suoi pensieri. A Carola le macchinine di Leonardo piacciono moltissimo. Che dici, Leonardo, quando è un po' più grande portiamo anche lei a vedere le gare, ok? - Sì papà, le spiego tutto io, perché lei è piccola. Sì, ci manca Carola. Fra un po' siamo da lei, Leonardo. |
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22.24 del 23 Settembre 2008
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