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Che non ci si schiodava per ragioni di lavoro, da queste parti,
era ormai qualche mese eppiù. Ma rieccoci in pista per fortuna,
seppur per breve e per corto raggio, ma tant'è.
Insomma, qui Innsbruck. E siccome per un motivo o per l'altro è
luogo a me consueto da tempo immemorabile, per trovar di che variare
(e bloggare, vogliamo negarcelo?), e siccome si fa prima ad andare
a New York che a venire ad Innsbruck in aereo da Milano, e siccome
dunque tanto vale farsela in auto ché in poche ore ci siamo,
Giuseppe - mio nuovo socio di scampagnata - ed io l'abbiam fatta
diversa: invece di prenderla via Brennero l'abbiamo puntata (quasi)
tutta in statale, via Brianza, Lecco, Lago di Como, Val Chiavenna,
Engadina, Sankt Moritz e percorso integrale della Valle dell'Inn.
Che, per dire, fra parentesi da Milano l'accorcia di quasi settanta
chilometri, e avete un bel dire che sì però in autostrada
si va veloce. Provate le statali svizzere ed austriache e poi ne
riparliamo.
L'Engadina è quasi una seconda casa per me, credo sia una
delle regioni che meglio conosco al mondo e credo sappia bene chi
frequenta queste pagine da tempo, ma com'è come non è
non mi ero mai avventurato oltre Zernez, poco più a nord
di Sankt Moritz. E per certi versi è lì che inizia
il bello, perché di fatto si percorre un centinaio di chilometri
fra boschi e valli quasi completamente vergini, e picchi innevati
naturalmente, e mucche, e cavalli, ché altrimenti che Svizzera
sarebbe. Che poi, a un certo punto, si entra in Austria, e ti rendi
conto che anche la frontiera italiana ti insegue, ché l'alta
Val Venosta sta lì di fianco, e Prato allo Stelvio è
a un tiro di schioppo.
Insomma, se l'Alta Engadina è spettacolare, beh, la Bassa
non paga certo dazio.
Neve in abbondanza sopra i millecinque, anche sui versanti sud,
temperatura a zero ed anche sotto. Potete già tirar fuori
le pelli e sciolinare. Io quasi quasi un pensierino ce lo faccio
nel giro di una quindicina di giorni, ma poi chissà. Che
ne dici, Bruno?
E dunque, viaggio oltremodo piacevole e diversivo indovinato. La
sfanghiamo in cinque ore, sosta pranzo compresa, e peccato il mio
amato Crotto
Quartino ci abbia dato buca per pranzo: mercoledì
giorno di chiusura, 'tacci sua.
Io, quasi quasi, 'sto giro per venire in Tirolo lo adotto in via definitiva.
Be', certo, se devi pedalare - nel senso che hai poco tempo da perdere
con cime innevate e stambecchi (che poi qui son cervi) - forse non
fa al caso tuo, ma poi magari ti inchiodi in una coda di tre ore sull'Autobrennero,
o diventi matto sull'A4 fra Bergamo e Brescia e allora dimmi tu, non
era meglio scollinare il Maloja?
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Bassa Engadina
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Siamo qui,
per la cronaca. Pescato a caso sul web, più che altro perché
in centro e a due passi dall'ufficio. Connessione Internet gratuita,
non c'è nemmeno bisogno di dirlo. Ma che dico "connessione
Internet", wi-fi gratuito. Ma che dico "wi-fi", il
portatile intero vi danno gratuitamente, se per caso ve lo siete dimenticato.
Neve attorno vi so dire domani, ché siamo arrivati col buio.
In Austria ci son gli austriaci, come sempre, la birra non è
male, la temperatura è frescopiacevole e per le vie del centro
- deserto dopo le otto di sera, naturalmente - vi potete imbattere
anche nel dio del cinghiale. Gut! Morgen ist ein anderer
Tag. O giù di lì, suppongo.
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23.27 del 19 Novembre 2008
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