Orizzontintorno Carlo Paschetto
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04 Sretna nova godina
GEN Diario
Niente viaggio di Natale per quest'anno, siamo ormai in allarme rosso: noi sì, altro che Bush... Ormai manca poco, da un giorno all'altro Zuz salterà fuori dal pancione della mamma. Magari questa notte stessa. Nella cameretta lo aspetta già la sua culla e anche i pannolini sono pronti nell'armadio.

Il 31 ce lo siamo fatti da soli in trattoria, sui Navigli, in compagnia di una famiglia allargata di esuli russi/ungheresi/croati che, involontariamente, non ci hanno fatto mancare quell'atmosfera di San Silvestro un po' off-shore, tipo "checifaccioqui?", alla quale siamo ormai affezionati e che abitualmente accompagna il nostro giro di calendario.
In fondo Capodanno sui Navigli può anche assomigliare molto a un Capodanno a Beirut, o nelle tempeste della Manica, se una cinquantenne bionda, avvolta da code di visone comprate all'Oviesse, ti stritola in un festoso abbraccio augurale rovesciandoti adosso il suo bicchiere di vodka al grido di "Sretna nova godina!"

Il viaggio che ci aspetta, quello sì, durerà una vita intera e forse dovrei iniziare a pensare di passare al digitale.

Zuz crescerà all'ombra di un planisfero con tante bandierine a spillo infilate un po' dappertutto. Guardo la pancia di Emanuela e penso che lui non sa niente di quelle bandierine e anzi, non sa un bel niente di niente, bisognerà insegnargli tutto. Mamma, papà, pappa, pipì e passaporto. Magari quando sarà grande il passaporto non esisterà nemmeno più e ad ogni check in verremo scannerizzati da un Telepass che rileverà la nostra retina.
Crescerà in un'Europa che non assomiglierà per niente a quella nella quale viaggiavamo noi vent'anni fa, dove si usavano mille monete diverse (e il gettone del telefono), passavi ore alle frontiere, addirittura in qualche caso ci voleva il visto, mentre adesso si vola dappertutto con 99 Euro (anche con 9, ma agitando le braccia) e si passa sotto alla Manica con un tunnel. Per fortuna si prende ancora il traghetto per attraversare lo Stretto di Messina. Ho il sospetto che, checché ne dica qualcuno, lo Stretto lo navigheremo ancora a lungo, almeno tanto quanto dovremo prendere l'autobus per andare al Filaforum, che il prolungamento della metro addavenì...

Comunque, vaglielo a raccontare che in Grecia, nell'86 - mica all'inizio del XX secolo -, mi timbrarono tre pagine di passaporto per farmi entrare, e che nel '77 alla frontiera bulgara c'erano i carri armati e ti smontavano la macchina.
Adesso te la vendono, la macchina. Se non stai attento ti vendono la tua.

Forse Zuz a Lhasa ci andrà in treno, in Australia ci volerà in sei ore. Ci videotelefonerà dalla foresta del Burundi per farci vedere un gorilla in diretta, o dormirà in un rifugio al Colle Sud sull'Everest, dopo avere visto le previsioni meteo in diretta satellitare sul suo monitor da polso.
O magari, come dice un nostro amico, ci manderà una olovideomail da Gabicce, perché cheppalle, mamma e papà, delle vostre storie di viaggio non ne posso più e poi ciao, io me ne vado al mare con i miei amici e del Burundi non me me può fregare di meno, che i gorilla puzzano e i burundesi ce li ho già in classe e corrono pure più forte di me.

Avremmo voglia di tornare in Romania con calma, e fare un giro in Moldova. C'è una mezza idea per le isole Cook che galleggia nei cassetti da un po', e quelle tre settimane in Giappone che teniamo sempre come piano B. All'improvviso guardiamo entrambi la pancia, Emanuela dall'alto ed io dal davanti, e ci scopriamo a chiederle: - Ma Zuz, hai voglia di venire in Giappone con noi?? -

- Glu glu glu? [Cos'è il Giappone?]
- Il Giappone è quel mondo che sta di là dove ci sono i bambini giapponesi...
- Glu glu glu? [Cos'è il mondo?]
- Il mondo è una palla un po' schiacciata che sta sospesa da qualche parte e vabbè, lasciamo perdere va'...
- Glu glu glu? [Cos'è una palla?]

Oddio, bisogna proprio insegnargli tutto daccapo a questo qua...

A noi toccava andare in cartoleria, comprare "l'Album delle mie ricerche", ritagliare con pazienza le figurine e attaccarle sui fogli di protocollo a quadretti per fare i compiti: così imparavamo "gli antichi egizi", "gli animali d'Africa", "i popoli del deserto".

Oggi basta un bel clic in rete o una bella scorribanda televisiva e si imparano tante cose interessanti. Ad esempio, a leggere dietro tante immagini ad effetto (comprese - diciamolo? - alcune nostre pubblicate in questo sito...).


fonte qui

Mi chiedo dove stia la verità che dovrei imparare: sopra, o sotto? Ho l'impressione che il mondo, visto attraverso l'Album delle mie ricerche, fosse più semplice (e, certamente, il Vietnam era molto più lontano dalle nostre case di quanto non lo sia oggi l'Iraq).

Riusciremo a far vincere Paperino sui Pokemon? Glu, glu, glu…

16.45 del 04 Gennaio 2004  
 
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