Appunti sparsi. Ho preso una multa per divieto di sosta. A parte
che sta diventando un'abitudine, perlomeno all'estero (Jersey 2003,
Copenhagen 2006, Lussemburgo 2007, Innsbruck 2008...), segnalo che
ho parcheggiato la macchina davanti all'hotel alle ore 18.33, sulle
strisce blu, per scaricare. L'orario di pagamento della tariffa
terminava alle 19.00. Non avevo la monetina e poi checcavolo, chissenefrega,
sono straniero, sono appena arrivato, sono davanti all'hotel ed
è evidente che sto scaricando la macchina, devo fare il check-in,
fra ventisette minuti è parcheggio libero, in giro non c'è
un'anima, è buio, fa freddo e il parcheggio è pure
mezzo vuoto.
No, il ghisa austriaco mi ha piazzato la multa alle 18.53, ventuno
euro per la precisione. Fanculo.
Io odio dover lavorare in una città dove quando esco dall'ufficio
sono circondato da gente che se ne va in giro tranquillamente con
gli sci in spalla dopo una bella giornata di neve e sole trascorsa
sulle montagne circostanti. Metà della folla serale, soprattutto
i giovani, ha evidentemente trascorso il giovedì pomeriggio
così. Io no. L'ho trascorso in riunione, con una cravatta.
Dovrebbe essere vietato lavorare in posti del genere, devo controllare
il regolamento.
Com'è che per quanto io torni e ritorni in un luogo, la volta
successiva non riesco *mai* ad orientarmi e a ritrovare i miei punti
di riferimento? Per non dire che non riconosco affatto i posti a
distanza di breve tempo.
Ora, per capirci: Innsbruck è grande come Monza e forse nemmeno.
Ci sono stato almeno dieci volte, l'ultima non più di tre
anni fa e ricordo benissimo le vie del centro, i negozi, i caffè
che abbiamo visitato. Ecco, per dire: dove accidenti è andato
a finire, tutto?
L'arco romano di Innsbruck è una ciofeca.
Il mercato natalizio di Innsbruck non è male, se non altro
perché alle otto di sera c'è una gran bella folla
di giovani, qualche ubriaco che vomita in mezzo alla folla di giovani,
un giovane duo su un palchetto che improvvisa musichette tirolesi
con una strumentazione che nemmeno i Sex Pistols, giovani con il
boccale in mano che cantano e ballano a tempo musichette tirolesi
davanti al giovane duo che suona con una strumentazione che nemmeno
i Sex Pistols e, soprattutto, le bancarelle di frittelle e punch
all'arancia, che a pochi gradi sopra zero e a stomaco vuoto sono
sempre una gran bella accoppiata.
Mi metto ordinatamente in coda per avere la mia frittella dolce
e il mio punch caldo all'arancia. Naturalmente chiedo alla signora
che sopra alla mia frittella dolce mi spari una bella spolverata
di zucchero a velo. Ed è esattamente nell'istante successivo
che mi rendo conto di essere solo un maledetto intruso ed il solito
turista burino: loro la ordinano tutti con sopra una bella padellata
di crauti bolliti.
Stasera al Brennero nevicava che Giove la mandava giù a vagonate
e siamo transitati per un pelo, prima che ci chiudessero l'autostrada
alle spalle per far salire gli spazzaneve.
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