Orizzontintorno Carlo Paschetto
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21 Globāl (a.k.a. Arlon two years later)
GEN Spostamenti
Tipo, partire dalla stazione di Rouen Rive Droite alle 16.09, dopo aver lasciato l'auto a noleggio in evidente divieto di sosta per le prossime ventiquattr'ore perché anche il parcheggio a pagamento della stazione è al completo e non hai tempo da perdere, prendere l'intercity per Paris St. Lazare, arrivare a Paris St. Lazare puntuali come un orologio - pardon, treno - svizzero alle 17.44, scendere a Paris St. Lazare - che sono quindici anni almeno, no, sedici, dall'ultima volta che sei stato a Parigi, e fra l'altro anche allora eri venuto per lavoro, ma ti eri fermato qualche giornata e invece oggi - hai solo trentanove minuti di tempo per: capire in che punto di Parigi ti trovi, capire al volo come fare per raggiungere la Gare de l'Est, escludendo i taxi che sei in piena ora di punta e hai presente, no?, Parigi in ora di punta, così ti infili diretto senza nemmeno pensare nella metro, ché tanto a Parigi la metro porta comunque dappertutto, è un assioma, dodici secondi per studiare al volo la prima mappa che ti trovi davanti, due secondi per verificare che vous ete ici e che la Gare de l'Est est di là (italiano, di là intendo), devi prendere la linea E della RER, oui, segui i cartelli, ti infili nel tunnel della RER, ti fermi davanti alla biglietteria, c'è solo una tipa e una coda infinita - non vorrai bloccare tutta la coda dei pendolari parigini incazzati, vero - così quand'è il tuo turno ti avvicini allo sportello e, molto molto timidamente, chiedi excusez moi, parlez vous anglais, e così hai praticamente esaurito tutto il tuo peppiniano vocabolario di francese, ma quella naturalmente ti risponde sorridendo non non, così, come nulla fosse, ti ricordi che hai lavorato per sette mesi ad Arlon e, con estrema nonchalance (si scrive così?), dici che je doit aller a la Gare de l'Est (il francese non lo so, per cui è ovvio che a scriverlo invento, no?, non state a fare i pignoli che è tardi) e lei ti risponde che sei sulla via giusta e ti spara due biglietti da una corsa, perché tanto che ci sei ne prendi uno anche per domani quando farai il tragitto a ritroso verso Rouen e avrai ancora meno minuti a disposizione, e così, trascinando il tuo trolley compagno di mille battaglie, lo zainetto del pc, e contemporaneamente - contemporaneamente - rispondendo a una telefonata di lavoro che ti arriva proprio in quel momento - e naturalmente a Parigi il cellulare prende benissimo anche nei tunnel della metro - scendi ancora pių sottoterra e, sebbene tu abbia capito che da qui tutti i treni vadano verso la Gare de l'Est perché sei al capolinea della linea E e quindi puoi prendere quello che vuoi, ti chiedi se devi scendere verso la banchina di destra, vois 32 e 34, o quella di sinistra, vois 31 e 33, quando con la coda dell'occhio intercetti un tabellone luminoso e, continuando a telefonare e trascinandoti sempre dietro il trolley, il pc, ecc, ti sembra di capire che il prossimo treno stia partendo dal vois 31, così te la giochi, ché sei in pieno videogame e i minuti passano, prendi al volo il treno al vois 31 schiacciandoti in mezzo alla folla di pendolari e mentre sei al telefono riesci anche a chiedere al pendolare appiccicato al tuo naso, che stai prendendo a colpi di trolley sui menischi, se s'il vous plait, pour la Gare de l'Est on va bien, e lui ti sorride e ti dice che oui, devi sortir alla prochaine, e così attraversi mezza Parigi in un colpo con un'unica fermata e scendi a Magenta, e sopra la tua zucca c'è la Gare du Nord, ma i cartelli ti dicono che stai andando bene anche per la Gare de l'Est e quindi hai già vinto un bonus e vai forte dài che ce la fai, e fra parentesi per fortuna nel tunnel della metro fra una stazione e l'altra il segnale del cellulare è caduto bontà sua, e insomma schizzi fuori dalla metro e ti ritrovi in mezzo a Parigi, che non è esattamente come essere in centro a Villasanta, e vedi dall'altro della strada un cartello che indica Gare de l'Est, e per fortuna almeno ha smesso di piovere, guardi l'orologio, attraversi la strada, percorri a tempo maratona i trecento metri che ti separano dall'ingresso della gare, punti il tabellone, tutto in orario, ancora quindici minuti, abbastanza per a) comprare un panino al salame e una bottiglia d'acqua, b) renderti conto che hai sì il biglietto per il TGV per Lussemburgo ma non hai la prenotazione obbligatoria, c) fiondarti alla biglietteria, tre minuti di coda, parlez vous anglais, oui, ohcheculo, ma vai avanti in francese lo stesso perché ormai sei completamente in palla e non vuoi compromettere la prestazione da record, d) uscire sessanta secondi dopo con la tua prenotazione, così ti imbarchi sul TGV per Lussemburgo pronto al binario senza nemmeno aver bisogno di correre, osservi che sul TGV per Lussemburgo per fortuna c'è la presa di corrente ad ogni posto e quindi puoi attaccarti con il pc, perlomeno in prima classe, ti accorgi che hai scordato a Rouen il caricabatteria del cellulare porcaccio giuda e quindi fra un po' sei a secco, almeno fino a domani sera al tuo rientro, e vabbè, parti in perfetto orario per Lussemburgo, ti accorgi anche che il tuo abbonamento per dieci ore alla connessione Internet con Orange France qui non serve a una cippa perché prevede che ci sia un hotspot disponibile, e ovviamente sul treno non c'è, e quindi ti fotti tu e quelle dodici e-mail che dovevi inviare nel frattempo, anche perché se provi a inviarle con la tua scheda dati Vodafone ti costa un mutuo, arrivi a Lussemburgo spaccando il minuto alle 20.44, ti ricordi che l'ultima volta che sei venuto a Lussemburgo in treno è stato nel 1993 ed anche allora, guarda un po', c'eri venuto per lavoro, ma la volta prima in treno a Lussemburgo è stato nel 1983, quando te ne andavi a zonzo per l'Europa con lo zaino e il sacco a pelo e il tuo primo Interrail e, oh, son passati ventisei anni, non so se mi spiego (minchia!) e insomma sta di fatto che il treno per Arlon parte alle 21.24 e tu non hai il biglietto, quindi nuova biglietteria, ormai tu e il francese siete come tu e l'occitano, e quindi in pochi minuti esci dalla biglietteria felice possessore di un biglietto andata e ritorno Lussemburgo - Arlon - Lussemburgo, ché domani pomeriggio alé, videogame a rovescio, e parti pacifico e puntuale per Arlon alle 21.24, spaccando il secondo questa volta, ed alle 21.44 il treno, in questa fredda serata di gennaio, a quasi due anni di distanza, ti risbarca nella tua Arlon, dove a prenderti alla stazione c'è l'immancabile Gianluca, appena arrivato da Francoforte con una macchina a noleggio targata quindi D, che siccome sei in Belgio e sei reduce da una giornata così capisci che è proprio la ciliegina sulla torta, e Gianluca e la macchina targata D ti accompagnano infine all'Arlux.

Buon compleanno C. E welcome back in Arlon, ché tanto lo so che le vuoi bene.

P.S. All'Arlux hanno cambiato la moquette, da verde acido a marrone cacca. Adesso è un Best Western...

Paris, Gare de l'Est
02.00 del 21 Gennaio 2009  
 
5 commenti pubblicati
A U G U R I
L'ha detto cecco, 21 gennaio 2009 alle 11.27
Anche da parte mia!
L'ha detto Massimo, 21 gennaio 2009 alle 17.04
checculo (si puō dire checculo?) passare il 44Ž? compleanno all'Arlux di Arlon con Gianluca! ...Ora che ci penso ho passato il mio 43Ž? all'Hotel Villa Spada, un 2 stelle ed 1/4 alla periferia nord di Roma, ed ero solo.
L'ha detto Simone, 21 gennaio 2009 alle 22.44
per la precisione, č il secondo compleanno che passo all'Arlux... dimentichi quello del 2007 :-)
L'ha detto Carlo, 21 gennaio 2009 alle 22.56
oddio.. ho il fiatone.
Auguri!
L'ha detto Silvia, 23 gennaio 2009 alle 21.34


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