Orizzontintorno Carlo Paschetto
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02 Una candelina per un buon proposito
FEB Running
Ho compiuto un anno tre o quattro giorni fa, e chi lo avrebbe mai detto. E' diventata una tale abitudine che, chiusa la stagione estiva 2008 che mi ha visto infine tornare in quota dopo anni, ho praticamente smesso di raccontarvela.
Già, chi lo avebbe mai detto quella sera del 29 gennaio 2008 quando, illuminato dal sacro fuoco del mens sana in corpore sano, o, per meglio dire, ripetutamente scottato dal degrado fisico dell'ultraquarantenne pancettato over ottantatre chilogrammi quasi ottantaquattro con schiena a novanta, mi sono infine deciso e presentato in strada, alle otto di sera, alla luce dei lampioni, con temperatura prossima a zero, tutina supersconto Decathlon, scarpette da tennis modello quindici euro per attività "esco la domenica per andare a comprare il giornale", e l'ho fatto: mi sono messo a correre dopo - suppergiù - ventisei anni.
Stramazzando peraltro al suolo dopo più o meno ottocento metri, una manciata scarsa di minuti. Suppongo qualche affezionato lettore ricordi.

Mi fa un po' impressione pensare che nelle scarpette, un anno dopo, ci sono più di ottocento chilometri (la piscina no: ve lo dico subito, l'ho abbandonata a inizio estate e avrei ancora cinque entrate che mi avanzano nella tessera, ma ormai qui si vive di running, e poi lo sapete che la piscina mi fa schifo; comunque magari ci tornerò qualche volta, perlomeno a finire la tessera, va') - ottocento, dicevo, e scarpette vecchie naturalmente, che quelle nuove quotate in borsa, alla fine, dopo le disavventure con le tendiniti di cui si è ampiamente dibattuto a queste latitudini, le ho definitivamente retrocesse alla funzione di "esco la domenica per andare a comprare il giornale", appunto.
Da inizio 2009, poi, sono già ben più di cento chilometri, ormai con qualunque meteo e fondo: neve compatta o ghiacciata al suolo, neve fitta o pioggia battente, ma anche caldo torrido la scorsa estate (una volta ho persino provato a correre con una bottiglietta di integratore in mano, ma non sono andato molto lontano con quel metodo); spesso di sera tardi, anche ben oltre le ventuno, all'ora di pranzo nei weekend, praticamente mai di mattina, però, ché il mio metabolismo proprio non mi sostiene: correre al mattino mi richiederebbe un'energia pari a quella per un ottomila, suppongo. E' anche il motivo per cui, fino ad oggi, non mi sono ancora azzardato a provare a misurarmi in qualche garetta amatoriale: sono sempre al mattino presto, un incubo per me.

Così non ho smesso, insomma: continuo a correre. Per dirvi la verità, da qualche mese mi sono un po' asseestato, non riesco più a migliorarmi un granché: ormai corro di fisso i dieci chilometri attorno ai 56'-57', ho un personale a 55' netti, che in effetti non è che sia questa gran prestazione. Ho un paio di colleghi, per dire, che stanno attorno ai 45', roba che mi danno un minuto a chilometro, mica pizzi e fichi. Però ho anche corso i dodici tenendomi sotto ai sei minuti al chilometro, e una sera i quindici.
Insomma, se mi decidessi a provare (e trovassi il tempo per farlo...), ormai la mezza maratona nelle gambe dovrei averla, magari non con chissà che tempo, anzi, ma diciamo che potrei stare più o meno tranquillamente nelle due ore e dieci. E se penso a un anno fa...

E chi l'avrebbe detto allora, mentre cercavo di mimetizzarmi alla luce dei lampioni, con addosso la mia tutina da supermercato: oggi ho un guardaroba completo adatto per qualunque meteo, un paio di quelle tutine termiche aderenti che non molto tempo fa trovavo davvero ridicole ed imbecilli, un cronometro con gps da polso che mi traccia il percorso interfacciandosi con Google Earth, un cardiofrequenzimetro che combatte con gli alieni, e il mio pc infarcito di dati, statistiche, software speciali che analizzano le mie "prestazioni" e mi tengono aggiornato l'archivio delle performance, scodellandomi tabelle, confronti, report tridimensionali e chissà quanti altri bla bla bla che ancora non ho avuto il tempo di approfondire.

Ed io, come sto, tutine a parte? In media otto chili in meno di un anno fa, con una punta a meno dieci, e comunque tre taglie in meno. E meglio, molto meglio, facile ironia a parte. Diciamo anche che non mi infarcisco più (solo) di panini al salame o wursterl, o quanto meno cerco di farci un po' attenzione. La mia bilancia dice che ho perso cinque punti percentuali di massa grassa e ho anche recuperato un bel po' d'acqua. Be', in effetti l'acqua era un concetto a me quasi totalmente sconosciuto. La cosa meno alcolica e più vicina all'acqua che fossi solito bere era la Coca Cola, ma un paio di birre al giorno non me le levava nessuno.
Insomma, dopo aver smesso di fumare definitivamente, la nuova fase di ricostruzione fisica mi sembra che dia risultati apprezzabili. Così si va avanti, anche se magari ogni tanto, alla sera, proprio non ne ho voglia, e c'è sempre quella volta al mese che la mia testa si ribella e salto il giro. Però poi mi rode. Cerco comunque di tenere una media fra i venti e i trenta chilometri alla settimana, che poi vuol dire costringersi ad andare almeno due o tre volte.
Ah, da qualche settimana ho abbandonato l'iPod: ho deciso che mi distraeva troppo e non mi permetteva più di migliorare, ancorandomi troppo ai ritmi della playlist e facendomi peraltro cambiare passo in continuazione, ad ogni nuovo brano. Adesso mi concentro solo sul mio respiro e riesco, se non altro, a tenere un ritmo molto più regolare per tutti i dieci chilometri: oggi, per esempio, ho corso a media quasi costante 5'40" al chilometro e 160 battiti, con una punta massima a 166, contro i 177-178 a cui arrivavo ancora qualche mese fa. Il fisico si sta abituando a reggere i dieci chilometri come una prestazione normale, che poi era il mio obiettivo di un anno fa.

Magari un pensierino ad una gara amatoriale, per la primavera, lo faccio davvero. Davanti, per l'estate, ci metto di nuovo i medesimi obiettivi dello scorso anno, quelli non dichiarati, ma nemmeno realizzati. Questa volta, anche se a differenza del 2008 non ho ancora aperto la stagione scialpinistica e sono dunque indietro sui tempi previsti, eccoli qui, tanto per sfidarmi un po' di più e scolpirmi la motivazione a non cedere: quell'accidenti di cima del Bernina, già mancata due volte; la traversata dei Lyskamm; il Bianco, checcavolo: il Bianco, il dannatissimo Monte Bianco; e infine, l'obiettivo vero, quello meno credibile, almeno (ancora) per quest'anno: l'Elbrus.

Diciamo che centrare i primi due già varrebbe abbondantemente l'intera stagione realizzata.

E' che a pensarci, a pensarci davvero bene bene, a scavare un po' in fondo...
01.53 del 02 Febbraio 2009  
 
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