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04 Fiji late night dreaming
FEB Running
Cioè, questo sarebbe un pezzo del mio anello abituale da dieci chilometri al Parco di Monza, l'unico peraltro aperto (solo nei giorni feriali) al traffico, quindi, almeno in teoria, il pių scorrevole, pulito e regolare dell'intero percorso, due chilometri e mezzo di rettilineo (in salita) così monotoni e noiosi che l'unico modo di sopravvivere, mentre corri, è concentrarti sulla linea bianca continua a bordo sede stradale e cercare di seguirla dall'inizio alla fine, perché in condizioni normali ci sarebbe appunto una linea bianca continua a bordo sede stradale, ed una anche in mezzo alla carreggiata a dirla tutta, a separare le corsie, e asfalto lucido e piallato da milioni di passaggi, ché siamo al Parco di Monza, latitudine quarantacinque e spiccioli, mica a Rovaniemi, hai presente Rovaniemi, no?, dove è normale che sei mesi all'anno le strade siano ricoperte da uno strato di ghiaccio e neve battuta spesso dieci e pių centimetri, cioè, Rovaniemi dico, mica il Parco di Monza, non so se mi spiego, perché ormai è da fine novembre che il Parco è pių facile trovarlo così che in condizioni normali da latitudine quarantacinque con riscaldamento globale e buco nell'ozono come da norma, ed io mi sarei anche un pochetto rotto di correre ogni volta con le scarpette fradicie, inzuppate di neve, passando la mia oretta da temprato corridore pių che altro a cercare di non scivolare e farmi l'osso sacro, invece di concentrarmi tranquillamente solo sul cronometro, ché diciamolo, farebbe anche un pochino freddo eh?, poco poco per carità, ma correre perennemente a zero o poco pių gių, dopo un po', romperebbe le scatole anche al santo patrono dei runner, non che preferisca correre d'estate a pių trentacinque, questo no, ma ecco, non si potrebbe avere solo per qualche settimana, diciamo, un pacifico pių dieci-dodici, umidità al cinquanta per cento, no brezza, fondo stradale (e sterrato, dove occorre) perfettamente asciutto, secco e adatto alla trazione, raggio di sole appena appena riscaldante e non troppo basso sull'orizzonte ché il rettilineo qua sotto è perennemente controsole al primo pomeriggio e si sa che io di mattina proprio non ce n'ho di andare a correre, e tuttavia è pur vero che anche ieri sera ad Alba ho corso sotto una fittissima nevicata pesante e fradicia che aveva reso tutto il fondo stradale pių insidioso di una pista da slittino, e tant'è sono rientrato con le solite scarpette fradicie zuppe, per non parlare di tutto il resto, che quando mi sono messo infine sotto alla doccia non ho avvertito alcuna differenza non fosse per la temperatura dell'acqua, che da neve fradicia zero gradi è passata di colpo a tremila piombo fuso (il solito rubinetto o tutto o niente).

E insomma, ci deve essere un modo meno stressante di vivere il proprio inesorabile decadimento fisico. Intanto mi ci faccio mezzo barattolo di Nutella a cucchiaiate e ci penso su.

Parco di Monza, 2 febbraio 2009
00.31 del 04 Febbraio 2009  
 
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