Orizzontintorno Carlo Paschetto
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29 La recherche/5: metti un lunedě
MAR Viaggi verticali
L'ultima volta è stata quattro anni fa tondi tondi. Anche in questa occasione non può mancare Bruno e si aggrega pure Roberto. Previsioni eccellenti, freddo e vento forte in alta quota, ma la giornata terrà fino a sera. L'obiettivo, a dire il vero, sarebbe la discesa dei Petit Envers, ma all'ultimo momento ci vengono a mancare i soci chamoniard che conoscono l'itinerario e dunque si piega per il tracciato classico.
Che comunque come sempre è fantastico, per non dire che quest'anno - fra condizioni meteo ed innevamento eccezionale - è da urlo.

Sveglia alle quattro, alle otto siamo a Chamonix. Alle nove la cresta dell'Aiguille du Midi è già più affollata di una spiaggia adriatica ad agosto. Poi però la Vallée è quasi tutta per noi.

Annoto che le guide chamoniard che accompagnano giù dalla cresta cordate di dodici - DODICI! - persone, tutte con gli scarponi da sci, senza ramponi ed evidentemente alla prima esperienza in situazioni simili, andrebbero semplicemente abbattute a colpi di fucile. Oppure basterebbe semplicemente aspettare che uno qualunque di questi disgraziati scivolasse senza riuscire a trattenersi e si tirasse dietro a domino giù dall'Aiguille una di queste sciagurate cordate da cento euro tutto compreso (vedi foto qua sotto, per intenderci...).

In effetti, mentre sorpasso all'esterno in parete una fila intera di questi kamikaze per togliermi rapidamente dai guai, uno ci prova ad uccidermi: gli sfuggono dalle mani gli sci e mi si abbattono tipo sciabolata sui polpacci, proprio addosso a me, sospeso nel vuoto, in equilibrio sul pendio venti metri più in basso.

Desoleé, monsieur, mi urla. Desoleé un cazzo, direi. Per qualche secondo rimango congelato fra le raffiche di vento teso e i dieci sotto zero che vibrano sul filo di cresta. Sono immobile. Mi asciugo la goccia di sudore che alla faccia del gelo artico mi è scesa lungo la fronte, controllo di essere ancora bello saldo sui ramponi e mi levo di corsa dalle scatole.

Poi, è la fine del mondo per le successive cinque ore e per venticinque chilometri.

Monte Bianco, Aiguille du Midi, 3.842 metri
La fila di gente in discesa lungo la cresta dell'Aiguille du Midi
Grandes Jorasses, parete nord, dall'Aiguille du Midi
Il Dente del Gigante nella bufera di vento
La valle di Chamonix dalla vetta dell'Aiguille du Midi
Il titolare qui e Bruno, socio storico, all'Aiguille du Midi
Scene di ordinaria follia in discesa dall'Aiguille du Midi
Alla base della cresta, ultimo sguardo in alto
Il gruppo di Rochefort e delle Grandes Jorasses
Si parte!
Neve dura ventata e raffiche gelate in quota!
La funivia del Monte Bianco, contro il Dente del Gigante
Bruno e Roberto
Mont Blanc du Tacul
Il Grand Capucin
Sono a casa...
Scendendo lungo la Mer de Glace
Dente del Gigante
Il Dru sfigurato dalle colossali frane del 1997 e del 2005
E anche questa volta è andata...
03.38 del 29 Marzo 2009  
 
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