Orizzontintorno Carlo Paschetto
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06 21 (and 097...) shots and some lessons learned
APR Running
1) E' inutile arrivare al punto di ritrovo con due ore di anticipo, anche se c'è scritto sulle istruzioni che ti hanno consegnato: a quell'ora ci sono solo i fanatici e quelli con il pettorale fino al n. 500. E' gente di un altro pianeta, che corre con tempi siderali. Per te è la prima volta e tutto questo non lo puoi sapere: dal tuo punto di vista di pivello questi sono i tuoi avversari, sono lì per correre con e contro di te. Non è così, come scoprirai fra due ore. Questi partono cinquecento metri avanti a te, è quasi come se facessero un'altra gara, certo non la tua. Quelli come te arriveranno con calma verso le dieci, trascinandosi la pancetta e una bottiglietta di Coca Cola: molti di loro faranno colazione con cornetti caldi e cappuccino direttamente al chiosco sistemato sulla linea di partenza. Tu, totalmente nel pallone, l'hai fatta a casa alle sei e venti con un Actimel e un caffè, e alle otto del mattino sei già in calo di zuccheri peggio dei naufraghi di Lost.

2) Per dire, Linus alle nove era ancora a casa in pigiama, davanti allo specchio del bagno a grattarsi.

3) Invece, guarda: alle otto e trenta 'sti marziani son già lì che corrono al parco, attorno all'arena, oppure si cambiano in mezzo al prato seguendo riti propiziatori inca. Indossano cerotti sul naso, sui capezzoli (?), fra le dita dei piedi, si spalmano creme, si allacciano le scarpette da tremila euro otto volte di fila e qualcuno ne ha anche tre o quattro paia fra cui scegliere. Tu guardi sconsolato le tue vecchie scarpe comprate due anni fa pescandole a caso dalla cesta davanti alle casse, in supersconto a venticinque euro: nemmeno te lo pensavi lontanamente, allora, che in capo a un paio d'anni ti saresti messo a correre davvero, né certo che ti saresti trovato proprio qui ora. In questi mesi, con queste scarpette (pezzente!) ti sei sparato (sciagurato!) oltre mille chilometri: sono sfondate, rotte ed ancora infangate dal corto di giovedì sera. E il bello è che non ne hai portato nemmeno un paio di ricambio per il dopo gara, perché te ne sei dimenticato.
Ti riprometti di regalartene domani un paio nuove, ché forse è giunta l'ora. Se però oggi riuscirai ad arrivare al traguardo.

4) Alla partenza i senegalesi vogliono venderti cose, come tu fossi un passante qualunque, e ti assediano anzichenò. Ora, a parte che è fin troppo evidente che siam tutti lì per la gara e non abbiamo dietro una lira, ma poi, secondo loro: ammesso di comprare qualcosa, dove dovremmo mettere gli acquisti, poi, di grazia, durante la corsa?

5) Se parti con il pettorale 6159 sappi che per quanto ti riguarda il nastro di partenza ufficiale con kenioti e tanzaniani (e Linus) annessi sta almeno mezzo chilometro avanti a te. Quindi tu, comunque vada, dovrai fare molta pi strada di loro.
Per dire: da quando il colpo di cannone dà il via alla gara, al momento effettivo in cui tu transiti sotto alla linea di partenza passano almeno cinque minuti buoni, camminando pigiato in mezzo alla folla. Poi ce ne metti almeno altri venti a liberarti della gente attorno e a prendere un ritmo di gara passabile, senza sgomitare e pestarti i piedi con tutti gli altri concorrenti. Risultato: tutti i tuoi tempi di riferimento saltano immediatamente già ad inizio gara e puoi scordarti da subito qualunque record personale, ché correre al parco da solo o ad Alba alle dieci di sera è tutta un'altra storia. E va già bene se tutti quei cambi di ritmo e quel casino iniziale non ti ammazzano subito il fiato.

6) Poi, finalmente, il cannone spara. Ed è una liberazione, dopo settimane di attesa e preparazione. Prima ti incammini in mezzo al fiume di concorrenti, poi piano piano inizi finalmente a correre. E da lì in poi sei in ballo, solo con te stesso e perso dietro ai tuoi soliti pensieri. Basta non pensare alla mappa di Milano e a quanto ti manca davanti.

7) Personaggi: i tre kenioti stanno percorrendo corso Sempione già in senso contrario mentre tutti noi lo stiamo ancora risalendo. Leggi: dopo dieci minuti di gara sono già avanti due chilometri almeno.

8) E comunque, "pianeggiante" un cazzo: il cavalcavia che dai Bastioni immette in Melchiorre Gioia è in salita secca. 'Mortacci loro. (Secondo me anche via Washington è in salita, oltre che lunga un'eternità).

9) Personaggi: i due vestiti da pagliaccio ti sorpassano al quinto chilometro suonandoti pure la trombetta. Al traguardo arriveranno almeno mezz'ora prima di te. Secondo me han barato.

10) Personaggi: quello vestito da Batman, con mantello e maschera d'ordinanza, è partito insieme a te. Ma è arrivato molto prima. Per forza, lui è Batman. Non vale.

11) Personaggi: quello steso al 12º km, circondato dalla croce rossa e con la maschera d'ossigeno piantata sul naso, lo hai battuto. Però fino al 12º era in vantaggio lui.

12) Personaggi: quello che ha lasciato un attimo la moglie in ospedale e adesso deve chiudere in meno di due ore, ché sennò rischia di arrivare dopo il parto. Dice che però son due notti che non dorme, non sa se ce la fa.

13) Personaggi: la sciura con il SUV, fermata al semaforo dai vigili che bloccano il traffico per far passare la gara. Sbraita come un'ossessa, ci insulta e ce l'ha con noi perché una volta all'anno "le blocchiamo completamente la città per questa gara idiota". Siamo un plotone di reduci disfatti dalla stanchezza e dal caldo al 19º km, epperò da un gruppetto avanti parte lo stesso un coro affiatato e ben intonato: "Zoccola, zoccolaaaaa! Vaf-fan-cu-lo!" Qualcuno sottovaluta la faccenda e dopo aver partecipato al coro schiatta per mancanza di ossigeno.

14) Personaggi: per la verità, attorno al 10º c'era stata una scena analoga al rovescio. Un atleta che correva davanti a me ha iniziato a mandare a fare in culo gli spettatori, urlandogli che son trent'anni che c'è la Stramilano e sarebbe ora che alzassero il sedere, scendessero dal letto e venissero a correre anche loro. Uno spettatore gli tira una spugna in faccia, altri intonano un vaffanculo a rovescio, tipo quello del punto precedente. Son cose.

15) I chilometri di una gara agonistica ufficiale non sono affatto i chilometri del GPS che porti al polso e con il quale ti alleni da mesi, bensì maledettamente pi lunghi. Questo perché - e te ne rendi conto troppo in ritardo - il percorso di gara viene misurato sul punto di corda delle curve e sul tracciato di minor percorrenza assoluta, ovvero quello che faranno i primi tre atleti kenioti di cui sopra per cercare di stabilire il record del mondo. Tu invece corri in mezzo ad una folla di seimila altri peones come te (no, corrono quasi tutti pi veloci di te), lungo viali enormi, e ogni volta che affronti una curva stai perdendo decine di metri rispetto alla misurazione ufficiale. Se poi passi pure all'esterno della curva, altroché. In altre parole, a metà gara stai già pagando quasi 400 metri sulla misurazione effettiva e al traguardo il tuo GPS ti darà 21,6km contro i 21,097km ufficiali del percorso.
Per la cronaca, alla mia andatura dopo due ore di corsa, seicento metri sono quasi quattro minuti. Un'eternità.

16) Tutto sommato, cercare di bere ai punti di ristoro - se non è strettamente necessario - è inutile e dannoso, perlomeno se stai puntando al tempo. Soprattutto tentare di farlo già al quinto chilometro. Sei abituato a correre senza bere fino all'arrivo, e dunque, perché farsi prendere da questa frenesia solo perché le bottiglie d'acqua e i bicchieri pieni di Gatorade sono lì a lato della strada a portata di mano?
Fra l'altro, è esattamente come state pensando: è impossibile bere da un bicchiere di carta correndo. In realtà afferrate il bicchiere, vi tirate il Gatorade in faccia creando un impasto devastante di sudore, zucchero, sale e succo di limone che vi cola lungo il collo e dentro alla maglietta, e poi scaraventate il bicchiere ancora mezzo pieno in faccia al primo spettatore che vi capita a tiro. Inutile dire come siete conciati all'arrivo.

17) E comunque, senza il Gatorade al sedicesimo sarei crollato del tutto. Sono partito una trentina di secondi al chilometro sopra alla mia media record, per conservare energie e non strafare, cercando di capire come mi sentivo. Secondo il mio GPS (che, come detto, la pensa diversamente dall'organizzazione ufficiale internazionale), al decimo sono passato a poco pi di 55', tranquillamente in media sotto le due ore e in progressione: viaggiavo ormai sui 5'30" e non ero stanco. Ho corso bene fino al 13º, poi un primo mini-cedimento dovuto al caldo inatteso. Al sedicesimo ho finito la benzina di colpo: proprio di colpo, eh?, nel senso che mi sono fermato di botto e quasi senza preavviso, come poche volte in allenamento mi è successo. Ho dovuto riprendermi per qualche minuto, ho bevuto una bicchierata di Gatorade al limone strappata a un punto di ristoro, rovesciarmi in testa una bottiglia di naturale, e poi sono ripartito. Ma, a quel punto, con un ritmo da camminata in spiaggia con infradito. Almeno cinquecento fra i mille che avevo superato fino a quel momento mi hanno ripreso e si sono fatti beffe di me, volando (si fa per dire, sempre peones della domenica erano) verso il traguardo. Fra questi, un nano, una vecchietta ottantenne con fascia di spugna attorno ai capelli, uno con le stampelle ed un bambino di tre anni.
Da lì in poi credo di essermi fermato almeno altre quattro o cinque volte, e per un istante son certo di aver visto Dorando Pietri che mi incitava e mi tirava la maglietta.

18) L'emozione pi grande sono le file di bambini fra il pubblico ai lati della strada che ti tendono le mani per farsi battere il cinque. Io gliel'ho battuto a tutti, e vi dirò: non me ne fregava un accidente se perdevo tempo.

19) No, l'emozione pi grande è arrivare all'Arena, entrare dall'arco in mezzo alla folla, inforcare la pista e vedere il traguardo a cento metri da te, qualunque tempo stia segnando l'orologio ufficiale di gara in fondo al rettilineo finale. A quel punto sai che ce l'hai fatta, tutta Milano è alle tue spalle e la felicità ti travolge.

20 ) Sì, le statistiche da restituire alla storia. Partecipanti: pi di seimila; posizione: 4765º assoluto, 4288º MW (non so cosa significhi), 1034º di categoria (questo, non un granché); tempo di gara: 2h11'10" (è il tempo fra lo sparo del cannone e il taglio della linea di arrivo); tempo reale: 2h09'02" (è il tempo fra il momento in cui ho tagliato davvero la linea di partenza e quello di arrivo, insomma, il mio primo tempo ufficiale sulla distanza della mezza maratona); tempo registrato dal mio GPS sulla distanza di 21km, secondo lui: 2h05'15". Una bella differenza, dunque.

21) Ci sarà una prossima volta? Ci potete scommettere. Anche pi di una, mi sa. Primo, perché c'è da scendere sotto alle due ore. Secondo, perché siamo solo a metà dell'opera... ;-)

Partenza (foto da Corriere.it)
L'abbraccio di Leonardo al traguardo... la giusta motivazione!
19.59 del 06 Aprile 2009  
 
3 commenti pubblicati
mah, mesi d'allenamento per scoppiare comunque: c'e' qualcosa che non torna :-)
Certo queste cose si fanno per partecipare pero'......
L'ha detto cecco, 7 aprile 2009 alle 12.42
mi venuta voglia di correre....
L'ha detto marco, 7 aprile 2009 alle 15.33
Congratulazioni. Per me la mezza ancora un obiettivo lontano......in bocca al lupo per i prossimi obiettivi
PS: tutti prendono il Gatorade semplicemente perch gratis......
L'ha detto gianni, 7 aprile 2009 alle 21.22


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