Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


18 Exhausted batteries
GIU Running
Per qualche motivo non vanno pi. Da quasi un mese, ormai. Oggi, poi, ho davvero toccato il fondo e al quinto ho gettato la spugna. Ad occhio non mi succedeva dallo scorso anno. Le gambe hanno ceduto, inesorabilmente. La testa anche. La motivazione a ruota. Non so chi per prima fra le tre.

Sarà il caldo - implacabile, anche stasera alle otto; sarà che la testa queste settimane è totalmente altrove per mille ed una ragioni; sarà che hanno cancellato la maratona di Milano a novembre e all'improvviso mi è così venuto meno l'obiettivo, la vera grande sfida alla quale avevo iniziato a prepararmi (e a proposito, chi me li ridà, adesso, i soldi dell'iscrizione?).
Io non so, ma certo giugno è in caduta libera, quasi come fossi tornato indietro di un anno, sei mesi tutti.

E pensare che da gennaio ne ho messi insieme quasi novecento, con una progressione costante e inarrestabile. Dopo la Stramilano ad inizio aprile ho corso altre sei volte la distanza della mezza maratona, arrivando ad una media di quattro uscite a settimana, con punte fino a sessanta chilometri totali; sessioni di minimo dodici chilometri per volta, ma spesso quindici, diciotto, fino a ventitre chilometri filati in un paio d'ore.
Per battere il caldo ho anche cominciato ad andare a correre all'alba invece che alla sera tardi, svegliandomi qualche volta addirittura alle cinque (una fatica!) per riuscire ad essere in ufficio in orario.

Così, sui dieci chilometri sono sceso fino a cinquanta minuti tondi (ma il maledetto muro, fino ad oggi, non sono riuscito a batterlo: per un solo secondo!) e ai cinque sono transitato ormai pi di una volta ben sotto ai venticinque minuti. Una sera sono anche riuscito a correre la mezza maratona tenendo una media di cinque minuti a chilometro, un tempo che ancora quattro mesi fa pensavo essere un miraggio.

Insomma, solo a maggio ho messo insieme ben pi di duecento chilometri.
Poi, il crollo. Di colpo.
Ho l'impressione di essere andato in sovraccarico. Può essere?

Ho iniziato giugno ritornando su tempi piuttosto alti, attorno ai 5'30" - 5'40"/km. A inizio anno ci avrei messo la firma a correre dodici chilometri mantenendo queste medie, ma ormai da settimane correvo tranquillamente trenta secondi sotto. Non me ne sono fatto troppo un problema, pensando invece di approfittarne per provare ad allungare le distanze fino a venticinque - trenta chilometri a botta, avvicinandomi così alla maratona. Ma non solo a quelle distanze non sono pi riuscito ad arrivare, anzi! Piano piano ho cominciato a ridurre i carichi, cercando tuttavia di rimanere almeno sempre sopra ai dodici chilometri per uscita.

Macché. Anche la testa ha iniziato a venir meno, quella forza di volontà che in un anno e mezzo mi ha portato da zero fino a qua, e pure le uscite settimanali hanno iniziato a diradarsi.
Ne salti una la prima volta, dicendoti che fa troppo caldo e che la recuperi il mattino dopo; poi invece il mattino dopo non ce la fai ad alzarti e ti dici che vabbè, pazienza, una la puoi anche saltare. Solo che poi salti anche quella successiva e ti dici ok, in effetti qualche giorno di riposo non può che farti bene. Così arrivi in fondo alla settimana e sei andato solo un paio di volte scarse, correndo la metà dei chilometri soliti e pure con tempi da lumaca.
La settimana dopo, peggio: i tempi si alzano ancora e fai proprio fatica a motivarti. La verità è che non ne hai assolutamente voglia, zero. E intanto ti prendi subito un chilo, un chilo e mezzo. Anche i soliti dodici chilometri tornano ad essere un obiettivo non facile, ogni volta pi faticoso da completare.
La scorsa settimana sono transitato al dodicesimo addirittura undici minuti sopra al mio tempo migliore! Assurdo.

Sabato mattina ho corso una ventina di chilometri, ma fermandomi al diciassettesimo, completamente cotto, per giunta con una media oltre i 6'/km, roba da dodici mesi fa.
Quindi, di nuovo cinque giorni di stop.
E infine, stasera bandiera bianca al quinto chilometro. Ho corso i primi due piuttosto velocemente, 4'50"/km, ma poi sono miseramente crollato e ai cinque sono transitato oltre i ventisei minuti. Inutile proseguire.

Mi sono fermato. Fradicio. Annaspante. Vuoto. Demotivato.
Che mi succede?

Il caldo, sì. La stanchezza, di testa soprattutto. Se manca la testa, le gambe non vanno, lo so bene, la montagna me lo insegna da una vita.
La noia, forse, anche. Sempre gli stessi percorsi: il giro ad Alba lungo il Tanaro e la circonvallazione, e l'anello del Parco di Monza. Ogni volta qualche piccola variante, ma ormai anche quelle sono esaurite e conosco ogni metro dei miei percorsi, potrei correre senza GPS e senza cronometro e indovinerei lo stesso esattamente distanze e tempi quasi al metro ed al secondo.

Il tempo necessario agli allenamenti, poi. Per mantenere le prestazioni, preparare una maratona, dovrei continuare a tenere la media delle quattro uscite a settimana, per mesi, e correre almeno sessanta chilometri a settimana. Ma questo significa tempo, tempo, tempo da trovare e tempo che se ne va, nella migliore delle ipotesi rubato a quel minimo di tempo libero che mi rimane alla sera tardi, oppure al sonno del mattino, e già dormo pochissimo di mio.

Che sia alzarsi alle sei del mattino, o andare alle otto, alle nove di sera, una sessione da dodici chilometri mi porta via almeno un'ora, pi il riscaldamento iniziale, lo stretching finale, i tempi per uscire e rientrare a casa, la doccia, ecc. Risultato, minimo due ore in ballo.
Se poi ne voglio fare diciotto, ventuno, siamo a ben oltre le due ore e mezza necessarie, fra una cosa e l'altra.
Per arrivare a correre una sessione di trenta chilometri mi servirebbero di fatto quattro ore almeno, tutto compreso. Se iniziassi alle sette di sera, finirei il tutto alle undici. Se iniziassi alle sei del mattino (che vorrebbe dire svegliarsi alle cinque), dovrei stare in ballo fino alle dieci. Con il risultato, fra l'altro, che a quel punto sarei completamente distrutto e fuori combattimento per il resto della giornata.

Non voglio mollare. Solo, devo riprendere fiato. Devo forse riorganizzarmi un po', ridurre qualcosa, ripartire da un po' indietro. Non si può fare sempre il record, andare ogni volta al massimo, dare tutto. E invece temo sia quello che ho cercato di fare pi o meno inconsciamente negli ultimi due mesi, con il risultato di essermi al contrario definitivamente svuotato.

Pazienza, devo ritornare alla pazienza. Devo ritrovare la testa, la motivazione. Ripartire con calma. La maratona, prima o poi, arriverà.

Solo non so bene. Che faccio, riduco nuovamente le distanze e provo a concentrare gli sforzi per abbattere il muro dei cinquanta minuti sui dieci chilometri, o al contrario riduco le sessioni e me ne prendo due, massimo tre a settimana, con l'obiettivo di farne due brevi ed una lunghissima per avvicinarmi davvero almeno ai trenta chilometri, fregandomene completamente dei tempi?

Ma invece, la Playstation ad esempio?
21.18 del 18 Giugno 2009  
 
2 commenti pubblicati
Secondo me il caldo. Io alleggerirei il carico, due volte la settimana magari cambiando percorso, io per esempio mi stavo annoiando e soffrendo il caldo, ho corso un paio di volte in montagna e immediatamente ho ritrovato lo spirito giusto. Questa la mia modestissima esperienza. Sul tempo da trovare hai perfettamente ragione ma credo che ci sia davvero poco da fare, almeno per chi a lavorare ci deve comunque andare... Auguri.
L'ha detto marco, 19 giugno 2009 alle 09.56
Grazie! C' bisogno di nuovo incoraggiamento da queste parti :-)
L'ha detto Carlo, 19 giugno 2009 alle 11.23


Inserisci un commento
Nome
Commento
E-mail
Sito web
Controllo CAPTCHA Image
Altra immagine


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2017 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo