C'è il sole, è mattina presto e stai guidando come al solito verso Alba, viaggi lungo la A33 attraverso le Langhe con il Monviso innevato all'orizzonte (che è sempre un gran bel vedere e tutto sommato ti riconcilia con il mondo), ascolti alla radio Take it to the limit degli Eagles, rigorosamente nella versione del doppio album live (che è sempre un bell'ascoltare e tutto sommato ti riconcilia con il mondo), sono quindici mesi che ti spari quest'autostrada avanti e indietro almeno quattro volte a settimana, che fanno in media ottocento chilometri a botta, e francamente inizi anche ad averne un po' pieni i maroni, ti prepari ad essere più o meno fatto a pezzi per ragioni a te ignote nell'arco delle prossime quarantott'ore, ma consideri che quel che ti importa, tanto, è la traversata dei L. e dunque hai ben altro su cui concentrarti, e insomma a parte che ti ci vorrebbe un altro caffè per il resto le cose potrebbero anche andare peggio.
Ecco. Ricevi un sms dai tuoi che dice: "Sulla strada dallo Swaziland al Parco Kruger tutto ok, come va lì?"
Fissi il telefonino (che mentre guidi non è mai una buona cosa, comunque). Rispondi (che mentre guidi non è affatto una buona cosa, comunque): "Sulla strada da Villasanta ad Alba, due palle così."
Riconsideri tutto da capo, anche perché non ci sono più gli Eagles e una collina, ora, ti nasconde il Monviso. Pensi che a ben vedere tutto sommato questa giornata potrebbe anche essere migliore. |