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La casa è appena lì sotto, lato a valle rispetto alla strada statale che attraversa il paese. La serata è fresca ma serena, si annuncia una bella stellata sull'Appennino.
Semplicemente, funziona che scendiamo lungo il vialetto di ghiaia, arriviamo davanti alla porta, la luce di una finestra è accesa. Gianni afferra il pesante batacchio di ferro e bussa alla porta: "Oh, Francescoooo, ci sei? Sono Gianni!"
Si accende la luce di un'altra finestra. Si apre la porta. Lui è esattamente come te lo aspetti, un po' curvato dagli anni, la barba bianca. Il timbro della voce, be', quello è il marchio di fabbrica, ed è lui, non c'è dubbio. Alle spalle si intravvedono montagne di libri accatastati su un tavolo, dietro altri scaffali pieni.
Ed è così che mi trovo sulla soglia di casa Guccini.
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19.58 del 23 Ottobre 2009
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