Orizzontintorno Carlo Paschetto
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26 Obiettivo centodieci
OTT Spostamenti, Centodieci
A differenza degli anni scorsi, invece che fra un aereo e l'altro, quest'anno ho trascorso buona parte del mio tempo seduto in macchina a macinar chilometri su e gi per la rete autostradale italiana, che ormai posso dire di conoscere autogrill per autogrill (ad occhio mi mancano solo la A16, la A24, la A25 e la A30: le altre le ho percorse tutte, peduncoli e diramazioni varie comprese, perlomeno al di sopra di Roma).
In questi casi, a parte farsi accompagnare da una playlist di venticinquemila brani, uno inganna il tempo come può, soprattutto quando ha davanti tratte da quattro-cinquecento chilometri e il tutor non dà scampo (a credere all'esistenza del tutor, naturalmente - io sono fra quelli che preferiscono non sfidare la sorte, ma provate a pensarci: a parte leggerlo sui giornali, voi avete mai conosciuto davvero qualcuno che abbia preso una multa per colpa del tutor?).

Qualche tempo fa, in mezzo ad una sequenza tipo A33-A21-A7-A51-A4, ho iniziato a contare le province italiane che stavo attraversando (dozzine) e pensavo fra me e me quello che in realtà penso ad ogni viaggio, e cioè che è un peccato non fermarsi in ogni posto per dare almeno un'occhiata. Anche brevissima per carità, ma càspita, almeno un'occhiata.
Tipo la piazza centrale di ogni città, o almeno quella del capoluogo di ogni provincia attraversata. Perché alla fine, a pensarci, se c'è una cosa comune a tutta l'Italia è che qualunque città ha una sua piazza del duomo. Non si scappa.
In effetti, ho iniziato a rendermi conto che in questi anni mi è capitato di transitare da almeno l'ottanta per cento delle centodieci province italiane ma, se ci penso, i centri città che ho visitato davvero sono molti di meno. In tema di fotografie, poi, non ho nulla in archivio.

E insomma, questo pensiero mi si è appiccicato addosso per settimane fra un'autostrada e l'altra, presentandosi puntuale ad ogni indicazione di uscita autostradale. Ad esempio: ma quante accidenti volte sono uscito ad Asti est in questi mesi e non ho la minima idea di come sia il centro di Asti? Ecco: secondo me non è ammissibile.
Finché qualche settimana fa mi sono detto embè, perché no? Andiamo a vedere dunque! E così, dovendo peraltro cenare, invece di tirar dritto verso l'autogrill pi vicino ho inforcato l'uscita di Vicenza. Non che si possa farne una consuetudine, mica uno ha sempre il tempo, e sennò per ogni viaggio ci si impiega il doppio, ma almeno una deviazione ogni tanto per boicottare la rustichella, suvvìa.

Da lì alla nuova manìa il passo è brevissimo: collezionare tutte le piazze centrali dei capoluoghi di provincia italiani o, per meglio dire, i loro duomi, cattedrali, quel che l'è, fotografandoli/e per di pi esclusivamente con il cellulare.
Per intenderci: una cosa del tutto improvvisata, tipo niente guida, niente mappa, nessuna minima idea di cosa vedere o cercare. Semplicemente, inforchi l'uscita dell'autostrada, segui i cartelli "centro" - quelli bianchi col bersaglio nero: in questo gioco non vale usare il navigatore - arrivi, parcheggi dove càpita, scendi, ti guardi in giro, controlli su Google Maps (il regolamento lo consente solo dopo aver parcheggiato) via smartphone di essere davvero in centro (sì, è tremendo, lo so), fotografi al volo - sempre con lo smartphone - la prima chiesa grossa che hai a tiro sperando che sia davvero la tua basilica o il tuo duomo (magari dai una rapida occhiata al tipico cartello giallo turistico - se c'è - giusto per appuntarti come si chiama), se è l'ora giusta e hai tempo ti infili nella trattoria pi vicina per pranzare o cenare (se sei davvero geek ti attacchi di nuovo allo smartphone e la fai cercare ancora a Google Maps, dove puoi pure leggere le recensioni), risali in macchina e riparti.
L'unico vero inconveniente è che non puoi intrattenerti quanto vorresti con i vini locali e ti tocca al massimo accontentarti del singolo bicchiere.

Comunque.

E' così che ho appunto cenato a Vicenza alla Trattoria Ponte delle Bele, che non dovete assolutamente perdere, e che posso dirvi che a Pistoia di fame non morirete di certo (cioè, Pistoia: ma quando mai mi sarebbe capitato altrimenti di fermarmi a Pistoia?), ma nemmeno a Lucca (dove in realtà ero già stato in visita cultural-turistica diciotto anni fa, ma senza macchina fotografica).
Per Asti centro no, non ho ancora deviato. Ma un giorno delle prossime settimane non mi scappa. Senza contare che sul mio abituale tragitto passo anche da Novara, Vercelli, Pavia ed Alessandria.

Magari prima o poi organizzo anche una sezione apposta dell'archivio fotografico dentro a Orizzontintorno, tipo album delle figurine Panini. Adesso ci penso su.

Pistoia, piazza del Duomo
Lucca, Duomo di San Martino
Lucca, San Michele in Foro
Vicenza, San Lorenzo
Vicenza, Cattedrale di Santa Maria Annunciata (Duomo)
15.41 del 26 Ottobre 2009  
 
3 commenti pubblicati
Forza Panissa ;)
L'ha detto Lara, 26 ottobre 2009 alle 22.08
E' consolante vedere che anche a te venga in mente di fare le stesse cose che faccio io. Per la cronaca: dei 101 capoluoghi di provincia italiani (tralascio per ora i nuovi della Sardegna) ne ho visitati a fondo 31, parzialmente 26, ci sono solo passato in 30. Ne mancano 14. La caccia continua...
L'ha detto marco, 28 ottobre 2009 alle 10.46
Tutor: un ottimo collega ha ricevuto una serie di contestazioni "da tutor", ho visto i fax, posso testimoniare. Ha accumulato poco meno di una media berlina di multe percorrendo la A14 fra San Lazzaro e Casalecchio ad una simpatica media che oscillava fra i 185 ed i 192 Km/h a fronte di un limite 110 di Km/h. Riflessione: immagino il tutor un po' come il tuo Dio, tollerante e benevolo, ma se proprio la fai grossa ti incenerisce.
L'ha detto Simone, 2 dicembre 2009 alle 23.30


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