Anime salve e Creüza de ma, e probabilmente una decina di altre che con De André non c'entrano nulla e che quipperqui non mi vengono in mente. L'Everest da Rongbuk, e non solo quello che mi è apparso il 15 luglio 2002. Tornare a Genova e vedere il mare. Tornare ad Andalo e vedere il Campanile Basso. Il vento freddo di certe notti in inverno nei paesi di montagna, quando in giro non c'è nessuno, cammino fra i cumuli di neve e il cielo è terso e fosforescente. Oh happy day alla radio la notte di Natale. Pappagalli verdi. Qualunque animale che soffra. E' indifeso. Passeggiare di notte in centro a Varsavia, sotto la neve, New York state of mind di Billy Joel sull'iPod. Ogni volta che decollo per un volo intercontinentale. L'ultimo istante prima di toccare la cima di un quattromila inseguito a lungo. Fandango, sempre. Ma anche il finale di Insonnia d'amore, inevitabilmente, e che devo farci. E' così. Leonardo che entra a scuola correndo con il suo zainetto sulle spalle e Carola che affonda le manine sotto alla mia giacca e appoggia la testa sulla mia spalla sospirando. |