Orizzontintorno Carlo Paschetto
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30 Il paese dei sondaggi, appunto
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Della mia opinione relativamente al nostro illuminato Ministro degli Affari Esteri si è qui già scritto altre volte, anche in tempi recenti. Non mi stupisce pi di tanto, dunque, il suo ultimo intervento, al pi peggiora la mia acidità di stomaco.

Ciò che invece àltera ancor pi il mio già precario rapporto con questo Paese perennemente in bilico sull'orlo del precipizio sono, ad esempio, i risultati di sondaggi come questo e questo.

Ora, a quanto pare dai risultati del primo, io vivo in un Paese dove un terzo della popolazione è d'accordo con l'allucinante (nel senso che dà proprio le allucinazioni) proposta di Castelli.
La dico in altri termini: ogni giorno, mentre cammino per strada, mediamente una persona su tre fra quelle che incrocio pensa davvero che dovremmo prendere in considerazione l'idea di mettere il crocifisso in mezzo alla bandiera d'Italia.

E dunque, io apro i risultati di quel sondaggio come per prendermi un Buscopan, anche perché è un sondaggio del Corrierone, mica di Emilio Fede o della redazione di Chi, quindi mi aspetto un target di votanti, diciamo così, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, e sono pieno di ingenua fiducia, convinto di trovare un 99% - minimo - di "no, non sono d'accordo", da leggersi come "maddiché (censura) vai cianciando, Castelli", e invece scopro che pi del 30% dei votanti si dichiara favorevole a questa scempiaggine.

E questa gente è tutta intorno a me, per forza. Uno su tre.

Poi mi cade l'occhio sui risultati del secondo sondaggio. E qui mi tocca fermarmi a riflettere e a lasciar da parte per un attimo l'ulcera. Perché sembra addirittura che quasi otto persone su dieci in Italia siano d'accordo con Brunetta e davvero siano convinte del fatto che debba esistere una legge che costringa gli impiegati statali alla gentilezza.

Capite il senso? Cioè, una legge che obblighi alla gentilezza. Che a parte l'idiozia in sé dell'idea, come la applichi? Tipo che io domani vado alle poste di Villasanta (sulle quali peraltro da mesi mi prude un post fra le dita), sono di pessimo umore, l'impiegato dello sportello mi fa girare le palle pi del solito e allora chiamo i vigili urbani e lo denuncio perché, rispetto al mio personalissimo metro di giudizio, secondo me è scortese?

Ed anche se fosse vero (e lo è, spesso, ma non è la regola) che in Italia esiste un problema di gentilezza da parte degli impiegati pubblici, al ministro Brunetta non viene il sospetto che sia un problema da affrontare a livello culturale, alla radice stessa del concetto (in Italia quasi del tutto sconosciuto) di servizio al pubblico, magari intervenendo sulle modalità con le quali viene fatta, che so, la selezione del personale, definendone e formalizzandone la missione, oggettivandone la valutazione di merito, stabilendo quali debbano essere i criteri di "customer satisfaction".
Instillando, appunto, cultura e senso civico nel servizio pubblico (certo, poi bisognerebbe anche parlare degli utenti del servizio pubblico, ma vabbè).

Perché di una cosa sono assolutamente certo: quello che a me, utente mediamente incazzato con poca pazienza e pochissimo tempo da perdere dietro alla burocrazia italiota, interessa dall'impiegato delle poste di Villasanta, non è che mi dica buongiorno e mi sorrida, non come priorità "A" perlomeno, ma che non mi faccia perdere cinquanta minuti alla volta solo per darmi una stupidissima raccomandata che il suo collega postino non si è degnato di consegnarmi a casa perché gli faceva fatica suonare il citofono, e che mentre sono davanti allo sportello aspettando la mia raccomandata lui non perda dieci minuti ad inchiostrare il timbro, e a parlare con la collega, e a tagliare i foglietti per la stampante (ad aghi...) con il righello (sic!) e a chiedermi pazienza perché il computer non si accende (e a che accidenti serve il computer per cercare nella cesta delle raccomandate inevase la mia?), e a lamentarsi della pioggia autunnale, e a contare le graffette sul tavolo, e a comportarsi non in modo maleducato, ma semplicemente *totalmente inefficiente*, disastrosamente inconsapevole della propria inutilità e costo sociale.

E invece il Governo di questo Paese delle meraviglie pensa di risolvere i problemi dell'amministrazione pubblica spendendo (i nostri) soldi per legiferare sull'obbligo di gentilezza: perché è vero, càpita, che oltre ad essere vittima dell'inefficienza lo siamo, poi, anche dell'arroganza e della supponenza.
Così, poi, ci vorranno sempre cinquanta minuti per avere la raccomandata allo sportello, ma vuoi mettere? Te la daranno sorridendo ed augurandoti buona giornata. Per légge.

Che poi io non ci credo che lo pensino davvero, al Governo. E' proprio una strategia mirata di distribuzione dell'oppio al popolo. Lo dimostra quel 77% di votanti del sondaggio che abbocca a Brunetta: gli stessi che sono contro le stragi del sabato sera, i rumeni stupratori, la sentenza della Corte europea sul crocifisso, l'immigrazione clandestina, bla bla bla bla. Quelli ai quali basta somministrare qualunque fesseria spalmata di demagogia per dar loro l'impressione del "stiamo finalmente lavorando per voi, vedete?"

E' solo una questione di "ottimismo", in fondo e non a caso.

Un altro Buscopan, subito, ora.
16.05 del 30 Novembre 2009  
 
1 commento pubblicato
B, concorderai che l'illustre Ministro Brunetta, in quanto impiegato statale, gi un limpido esempio di Gentilezza ed Educazione Italiota. Per Legge.
L'ha detto Simone, 2 dicembre 2009 alle 23.19


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