Orizzontintorno Carlo Paschetto
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03 Avvitatore in carica
FEB Spostamenti, Coffee break
Domenica, complice il blocco del traffico, ho polverizzato il record mondiale di Ikea: 9:30 - 18:30 non stop con ausilio di numero tre hot-dog ed un bicchiere di Ikea-cola.

Oggi ci sono stato solo quattro ore. Ho sollevato e trasportato seicentotrentacinque chili complessivi, pari a non mi ricordo pių quanti metri cubi (un'inezia, per la verità, misurati così), suddivisi in cinquantadue colli distribuiti su cinque carrelli.
Collo pių pesante: sessantadue chili (ingombro: due metri e dieci per uno e venti). Anche i due da cinquanta chili non erano male, comunque.
A quei livelli c'è solo il principio di Archimede a tirarti fuori dai guai.

In magazzino ci saran stati dieci gradi scarsi: dopo la prima mezz'ora di 'sto tran-tran io mi sarei messo in costume da bagno.

Ho anche scoperto - e sì che mi son sempre creduto un esperto di Ikea - che hanno esteso il principio fai-da-te all'intero processo di vendita: adesso si può pagare passando da corsie veloci dove è possibile far tutto da soli: scansione dei colli con la pistola laser, strisciata della carta di credito, firma ed inserimento scontrino nell'apposita fessura.
Il prossimo passo è la scansione diretta della retina.

Le polpette svedesi dell'Ikea contengono frammenti di Billy, impiallacciatura in betulla.

Bonde non esiste pių. Appesa ad un muro, nascosta in un angolo, c'è una paginetta estratta dal vecchio catalogo: dice di rivolgersi alla cassa per l'eventuale acquisto.

Billy lo fan sempre pių acido e sempre pių hippy. Hanno però tolto di produzione l'unico elemento che lo rendeva davvero speciale: lo scaffale laterale aperto. Hanno anche cambiato l'angolare. Mah.

Tutti comprano Billy perché fanno il ragionamento costa poco, è completamente modulare e quando cambio casa me lo porto dietro integrando al massimo qualche pezzo.
Nella mia prima casa lo avevo color faggio. Abbandonato, perché nella seconda ci voleva impiallacciato noce. Abbandonato: nella terza ci voleva Bonde perché Billy non ci stava, e dove ci stava ci voleva marrone-nero.
Abbandonato (e venduto): nella quarta ci vuole di nuovo color faggio.

E non credetevi: anche se il color faggio (che detto tra noi è il pių orribile, blu a parte) dovesse in teoria andarvi bene, in pratica non funziona: perché nel corso degli anni cambia vistosamente tinta, virando all'arancione, per cui se comprate degli elementi nuovi da integrare sembrerà che abbiate preso un colore sbagliato.
Idem con l'impiallacciatura in betulla.

E ho capito che se ti trasporti la merce tutta da solo fino al punto carico ti fanno il delivery nelle ventiquattr'ore a prezzo ridicolo: se i tuoi seicento a passa chili sono suddivisi fra cinquantadue colli il pių pesante dei quali è "solo" sessantadue chili, vabbé, ce la puoi anche fare.
Ma sullo scaffale, di fianco al mio da sessantadue, ce n'erano che passavano il quintale, e non vi dico la metratura cubica degli imballi. E chi accidenti se li traporta quelli, Godzilla? So anch'io che il Saturno V sarebbe costato molto meno se non fosse stato per il piccolo problema del trasporto dalla fabbrica fino a Cape Canaveral.

Da quando se l'è comprato Leroy Merlin, Castorama è diventato molto pių figo. Adesso ci trovi anche le presine da cucina, pių belle di quelle dell'Ikea (che gli sta davanti).

Classifica copripiumoni: Ikea, seguìta da spaccio Zucchi (avesse le misure giuste), seguìto da Castorama, seguìto da spaccio Bassetti (la vera delusione del campionato), seguìto dal Gigante. Per quanto, anche solo l'idea di comprare dei copripiumoni al Gigante dovrebbe portare alla retrocessione immediata, se non addirittura alla radiazione con nota di biasimo.

Classifica "set 24 posate" in ordine inverso: Castorama, Ikea, Gigante: la sorpresa dell'outsider. Peccato: già prese all'Ikea. E chi se lo immaginava.

Classifica "trova l'impossibile": vince a man bassa Castorama, non c'è proprio partita, anche se mi cade sul portasacchetti della spesa. Però ha gli introvabili gommini da attaccare alle maniglie per non farle sbattere contro muri e mobili.

C'è che però a Castorama, se hai fame, t'attacchi. Alla triste macchinetta del caffè in stile aziendale.
Dal Gigante e all'Ikea hai invece di che sbizzarrirti per colazione, brunch, pranzo, happy hour, ape, cena e party notturno.

Nell'ultima settimana ho smesso di contare gli scontrini al valore totale. Li conto al metro.
22.15 del 03 Febbraio 2010  
 
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