Orizzontintorno Carlo Paschetto
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27 Note a margine
MAR Prima pagina
C'ero anche io fra quei centomila, o centocinquantamila, o cinquecentomila, o mille secondo la questura, per dirla come Benigni. Perché a parte tutto - e due righe su quel tutto adesso le metto anche gių - non esserci potendo esserci era comunque perdere un'occasione per farsi, o confermarsi, un'opinione.
Ho anche preso qualche appunto lungo la via, giusto per non dimenticarmi cose. Ed ho anche aspettato ventiquattr'ore per consolidare meglio le idee e leggermi prima quelle degli altri, girovagando per Friendfeed, Twitter ed i soliti blog che seguo. Giornali e tiggì, vabbè, nemmeno da dire. Comunque, tutto e il contrario di tutto. Come era ovvio aspettarsi.

Ho un po' di pensieri in merito e li butto lì in ordine sparso, così come me li sono appuntati e tanto per non esimermi, una volta tanto, dall'aggiungere un po' di rumore di fondo a chi googla Raiperunanotte. Perlomeno ci guadagno un paio di accessi in pių, al minimo.

Uno. Che fossimo centomila, centocinquanta o cinquecento, ma anche due o tre milioni contando Sky, tv private, radio, satelliti, podcast differiti, eccetera, facciamo al massimo l'x percento, con x sempre piccolo se comparato sia all'elettorato tutto, sia soprattutto al pubblico televisivo.

Non è la rivoluzione. E' un buon passo, ha una propria dignità dimensionale, ma non è rivoluzione.
Dice, Santoro: eravamo il 13% dello share complessivo. Embè? Anche fossimo stati il quindici, con il quindici si può anche andare da nessuna parte.

No, non è la rivoluzione, né per inciso il pių grande evento web della storia. Saturare la banda di Repubblica.it con sessantamila accessi contemporanei non è Storia. E' che l'infrastruttura in Italia fa schifo e i fondi per la banda larga vanno per costruire navi.

Poi, per carità: è stato bello esserci, molto. E peccato per chi non c'era.

Due. Ecco, chi non c'era. Ad esempio - e qui dico qualcosa che sono certo aver già scritto anni fa fra queste pagine in una qualche occasione analoga - potrei scommettere che non c'era nessuno fra i miei amici. E, probabilmente, quasi nessuno fra i miei lettori, che non sono moltissimi, ma a loro modo formano un insieme statistico degno di nota.

Se parto dall'assunto, plausibile, che chi passa di qui con regolarità appartenga al target di riferimento sociale al quale appartengo io (non sto necessariamente parlando di schieramento ideologico o politico: sto definendo un insieme di persone che coltivano interessi analoghi, fanno uso dei medesimi strumenti di informazione e attingono ad una formazione cultuale omogenea) e se questo target non contribuisce allo share di un fenomeno come Raiperunanotte, ecco, questo segnale è di per sé indice dello stato preoccupante di coscienza civile in cui versa questo Paese. Ed è ancor pių inquietante se immagino che davvero nessuno fra i miei amici, con la maggioranza dei quali condivido ovviamente anche un'ideologia politica perlomeno di riferimento, che appartengono alla mia generazione, che hanno una formazione culturale del tutto analoga alla mia, che sono cresciuti in un contesto sociale simile al mio, che almeno in teoria dovrebbero essere al di qua del digital divide, ecco, se immagino - anzi, scommetto per certo - che nessuno di loro ieri sera fosse collegato, allora il segnale è ancora pių devastante.
In verità do anzi quasi per scontato che molti di loro abbiano saputo solo il giorno dopo, leggendo i titoli di Corriere.it in ufficio.

Questa - l'ho già detto altre volte, appunto - è la generazione che pių di tutte pesta i piedi, e che dunque dovrebbe quantomeno sentire addosso la responsabilità morale di tirare le fila della rivoluzione (in senso lato, va da sé, ma che rivoluzione concettuale e d'intelletto sia) e che invece, di fatto, vive totalmente avvolta nei fogli di plastica a bolle, salvo poi lamentarsi ad ogni cena conviviale fra amici, come se il mostro fosse sempre un affare che ti deve risolvere l'amministratore di condominio o la colf filippina. Vabbè, non mi ci ributto in questo discorso. Ma tant'è.

Tre. Chi c'era invece. C'erano quelli che tanto votano già di qua. Non c'erano quelli che votano di là. Anche ci fossero stati non c'è voto che si sarebbe spostato da là a qua, né viceversa. Poi magari c'erano gli indecisi, certo. Ma, dovessi proprio dire, non è così che ti porti a casa gli indecisi. E dunque, serve? E a che serve?

Però, però. Però una cosa devo dirla, onestamente. 'Stavolta fra gli indecisi c'ero anche io. O meglio, 'stavolta di andare a votare proprio non ne avevo alcuna intenzione, sopraffatto per una volta dalla nausea. E peraltro sono convinto che la vera forza dominante, a questo giro, sarà proprio l'astensionismo, non a caso lo spauracchio soprattutto di Berlusconi e della destra, che certamente è lo schieramento che avrebbe pių da rimetterci nella situazione attuale.
Perché i voti, in Italia, non si spostano pių di un metro e dunque chi fa davvero da ago della bilancia è l'astensione, a seconda di chi è pių nauseato ad ogni tornata.
L'impressione è che ora sia il turno della puzza a destra, ma sai mai, considerato soprattutto il colpo di coda di Berlusconi (6 presenze contemporanee su 6 reti a 6 tiggì diversi per dire che l'informazione è tutta nelle mani della sinistra: secondo me è record olimpico), e si sa che l'uomo ne capisce di sollevare le masse al momento opportuno. Altro che sessantamila accessi unici contemporanei al sito di Repubblica.it.

Dicevo, comunque, prima di perdermi, che alla fine invece a votare andrò anche questa volta. Sì, vabbè, turandomi il naso come sempre, come tutti, ma questo ormai lo facciamo tutti indipendentemente dallo schieramento da quasi trent'anni, altri da ancora pių tempo, e dunque?
Dunque il mio voto lo hanno spostato. O meglio, lo hanno rimesso in gioco. Se ha funzionato con me, magari ha funzionato anche con altri. Diciamo anche il 10%, esageriamo. Evviva: abbiamo seimila voti in pių (ammesso che votino tutti dalla stessa parte) che arrivano grazie allo streaming sul sito di Repubblica.it (io poi ero collegato su Raiperunanotte.it, quindi non faccio parte di quelli).

Quattro. Non sono il primo, ed anzi, lo hanno scritto tutti. Lo abbiamo pensato tutti. Ma da quale loculo l'han tirata fuori Giuliana De Sio? E vogliamo parlare di Venditti o di Morgan? No, appunto. Aggiungo anche, per una volta, o di Elio? Ma com'è che hanno questa capacità innata di trasformare anche un evento che un suo significato politico, tutto sommato, poteva averlo davvero - e magari lo ha persino avuto - nella peggiore manifestazione di paese a base di olio d'oliva, salame, degustazione di formaggi e cadaveri di cantanti pescati dal limbo degli inutili e dell'inutile tutto?
Ma che c'entrano la De Sio, Venditti e compagnia? Ma è una tragedia, per forza poi la gente switcha su Amici. Mi ci mandate anche me, perdìo.

Cinque. Valeva la pena esserci per l'intervento di Luttazzi, innanzitutto. Che io non ho mai amato particolarmente, ma che ieri sera è stato semplicemente straordinario.
Valeva la pena per gli interventi di Floris, di Lerner, della Gabanelli, davanti alla quale c'è sempre solo da levarsi il cappello. Valeva la pena per l'intervento di Monicelli, che è stato un pugno nello stomaco, e per quello di Barbara Serra, che ti fa vergognare di questo Paese una volta di pių, ce ne fosse mai bisogno. Persino per Travaglio valeva la pena, che ha fatto Travaglio come al solito, ed io non amo Travaglio, ma che non è uscito dalle righe come fa Travaglio altrettanto di solito. Semplicemente ha fatto un po' d'ordine, e ci stava.

Fine degli appunti.

Non accadrà nulla. Né alle urne, né in tv, né altrove. Non si sposterà una virgola, né una sedia, o magari qualche sedia anche sì, ma è nell'ordine naturale delle cose.
Non è stato un evento per il web - nessuno si ricorda del Live8, tanto per citare un evento a caso.

Io comunque c'ero. Ho attaccato il pc alla tv per vedermelo comodamente in poltrona e la sensazione, in effetti, era di stare assistendo a qualcosa di davvero importante. Che fosse importante esserci.
Ho ascoltato, ho applaudito a tratti, mi sono incazzato in altri tratti, mi sono emozionato in generale.

E peccato per chi non c'era.
Anzi, no. Purtroppo.
01.35 del 27 Marzo 2010  
 
1 commento pubblicato
L'evento era comodamente visibile in TV dal digitale terrestre (oramai mezza Italia se non di pių č coperta), io ci ho provato a guardarlo, una noia bestiale, mi sono addormentato. La definirei una "corazzata potemkin", č mancato un Fantozzi.
L'ha detto gianni, 30 marzo 2010 alle 16.27


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