Orizzontintorno Carlo Paschetto
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31 Post solo per veri nerd
MAR Running
Nelle ultime settimane ho intensificato la preparazione per la maratona, arrivando a correre anche cinque volte a settimana, aumentando i carichi di conseguenza e cercando ovviamente di allungare sempre di pių le distanze. Ho anche variato il tipo di uscite, riducendo le ripetute in favore di sessioni di allenamento orientate maggiormente a trovare il mio ritmo ideale per le lunghe percorrenze. Come sempre, faccio tutto da solo e di conseguenza il metodo è frutto semplicemente della mia testa e di come mi sento: che sia esportabile (e che sia corretto) è tutto da vedere, ma considerati i risultati che sono riuscito a raggiungere sulla mezza maratona, tutto sommato proprio fuori mira evidentemente non sono.

Insomma, l'idea è che per riuscire ad arrivare in fondo alla maratona devo allenare prima di tutto la testa e viaggiare il pių costante possibile, che non necessariamente significa troppo piano. Ormai, dopo due anni, i polmoni ci sono indipendentemente dalla distanza e le gambe, per quanto affaticate, possono durare a lungo. Ma una maratona è davvero infinita: stare in ballo quattro ore richiede una strategia diversa, i nemici che arrivano a minarti la motivazione in corsa sono altri.

La prima cosa che mi è chiara è che, non avendo avuto in realtà molto tempo i mesi scorsi per prepararla davvero come avrei voluto e come sarebbe stato necessario, in realtà 42km nelle gambe, oggi, non li ho. Dunque non li avrò nemmeno l'11 aprile. Questo però non significa che non possa cercare di avvicinarmici il pių possibile e poi rimediare l'ultima parte della gara un po' camminando, un po' andando a passo veloce, un po' corricchiando comunque.
Il mio primo nemico sarà il cancello del 20º chilometro, dove gli atleti potranno scegliere se continuare o chiuderla lì, deviando per il traguardo della mezza maratona. E' ovvio che arrivando troppo stanchi al ventesimo, non ce ne sarà: se non lo faranno le gambe, ci penserà comunque la testa a girare per il traguardo intermedio. So già che mi girerebbero le palle, anche perché a quel punto, comunque, avrò corso la mezza maratona con un tempo molto pių alto rispetto alle mie possibilità, avendo ovviamente tenuto un ritmo da maratona intera. Un'occasione sprecata dunque.

Poiché alla Stramilano ho tenuto un ritmo attorno ai 4'55"/km, dopo un po' di prove su distanze maggiori ho deciso che il mio ritmo da maratona deve essere fra i 5'20" e i 5'30"/km. Se vado pių piano cede la testa sulla distanza e stanco troppo le gambe, se vado pių veloce scoppio e non ce la faccio (e pensare che solo un anno fa 5'30"/km era un'andatura che mi sognavo sulla mezza e che facevo persino fatica a tenere sui 10km!).
Fino ai 28km senza sosta 5'30"/km è un ritmo che riesco pių o meno a tenere, se indovino la giornata. Poi, appunto, c'è il problema delle soste.

La seconda cosa che mi è chiara, infatti, è che non avendo 42km nelle gambe è a maggior ragione impossibile che riesca a coprirli tutti senza fermarmi. E questo, in effetti, è un problema davvero di strategia, perché correre con interruzioni e mettendo qualcosa sullo stomaco è tutta un'altra faccenda rispetto a quello che ho fatto fino ad oggi. Anzi, la mia strategia per la Stramilano è stata esattamente l'opposto: nessun rifornimento e pedale a fondo sull'acceleratore, per finire veloce, non andare in crisi di zuccheri e non interrompere l'andatura, ché poi è sempre un casino riprendere, soprattutto con liquidi sullo stomaco. Ma una maratona, a prescindere da tutto, una persona normale non la chiude senza mettere qualcosa in pancia, anche se ha tutti i chilometri necessari nelle gambe. A maggior ragione io, dunque.
Così nei miei lunghi ho iniziato a fermarmi "apposta", sempre un po' prima di essere davvero a fondo energie. Oggi, ad esempio, ho provato 30km (poi ho chiamato direttamente le pompe funebri), che comunque rimarrà a questo punto la maggior distanza che io abbia coperto in allenamento prima del mio esordio in gara, anche perché un altro lungo prima dell'11 aprile non mi ci sta, pena bruciarmi completamente le energie.
Detto che ormai 30km li copro abbastanza tranquillamente sotto alle tre ore, il che in generale farebbe anche ben sperare per la maratona, oggi, complice il caldo, sono partito con mezzo litro di integratore legato in vita ed una busta di carboidrati liquidi. Mi sono fermato una prima volta al 15º km (nel senso che ho smesso di correre e ho continuato camminando, senza interrompere del tutto), pur stando abbastanza bene, per prendere i carboidrati e bere un po'. Poi ancora al 20º. Siccome domenica ne avevo fatti altri ventisei, oggi ero comunque particolarmente stanco ed effettivamente volerne fare trenta è stato un po' una forzatura. Ma ho aumentato le soste e sono andato avanti, un po' bevendo, un po' camminando, poi riprendendo a correre (mi sono fermato anche a comprare una bottiglia d'acqua in un bar!). Insomma, alla fine ho chiuso, nonostante tutte le soste dal 25º km in poi, in 2h55", ed anche negli ultimi chilometri, pur alternando tratti camminando a tratti di corsetta leggera, sono riuscito a stare sempre sui 6'30"/km. Molto bene. Forse ce la posso fare.

Infine, il mio ultimo nemico, da qualche settimana, è la fascite. In realtà ho iniziato a soffrirne prima della Stramilano, ma curiosamente proprio il giorno della gara non c'è stato alcun problema. Ho scoperto poi che la fascite colpisce soprattutto alle andature basse, proprio per il modo diverso in cui il piede appoggia rispetto alla corsa pių veloce, e questo spiega il perché l'altra domenica sia andato tutto bene.
Insomma, negli ultimi giorni era diventata un vero problema. Iniziava a manifestarsi fra il 10º ed il 15º km, riuscivo a quel punto ad andare avanti ancora un po', ma al prezzo di correre tutto storto, distruggermi le gambe e schiattare dopo al massimo altri due o tre chilometri. Impossibile proseguire. Un disastro.

Escluso mettersi a riposo ed interrompere la preparazione, mi sono messo a caccia di soluzioni tampone alternative. Roberto mi ha dato qualche consiglio prezioso, spiegandomi che il problema principale, probabilmente, stava nelle mie solette in relazione al modo in cui appoggio il piede. Il fatto è che il tempo di farmi preparare delle solette personalizzate in qualche negozio specializzato, e di provarle prima della maratona, non ce l'ho. Allora lui mi ha consigliato di provare con quest'accrocchio che ho fotografato (la parte pių nerd del post è ovviamente questa):


Praticamente ho preso le solette dalle vecchie scarpette e le ho tagliate a circa 2/3 dal tallone (be', mi è venuto quasi un 3/4 a dire il vero, ma vabbè). Poi, sotto, in corrispondenza del punto dove mi fa male il piede, ho incollato un triangolo ritagliato dagli avanzi della parte tagliata. Quindi ho infilato queste solette modificate *sopra* alle solette ordinarie, di fatto raddoppiando lo spessore, triplicandolo in corrispondenza dell'infiammazione.
Be', sarà autosuggestione o che ne so. Sta di fatto che ieri le ho provate per una dozzina di chilometri un po' veloci ed è andato tutto bene ed oggi me le sono portate nei 30km e non ho avuto alcun problema, né di fascite, né di fastidio in generale per lo spessore supplementare. Eccezionale. Speriamo che funzioni davvero.

E adesso conto alla rovescia.
23.36 del 31 Marzo 2010  
 
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