Orizzontintorno Carlo Paschetto
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26 Air France and I
APR Coffee break
Tempo fa scrissi un lungo post raccontando di come associ certi miei viaggi ad alcuni brani musicali e aprivo citando un album degli Air che avevo incrociato per la prima volta a bordo di un volo Air France tornando dalla Corea, spiegando che da allora gli Air accompagnano tutti i miei viaggi in aereo.

Ultimamente ho volato spesso con Air France il cui spot, casualmente, passa in televisione proprio queste settimane. La traccia musicale è la medesima usata per il filmato sulle procedure di emergenza che viene trasmesso a bordo, così che le mie trasvolate oceaniche, questi mesi, iniziano frequentemente con questa stessa musica.
E nulla, accade semplicemente che non siano più gli Air e che ancora una volta, assonanza a parte, Air France in qualche modo scelga la colonna sonora dei miei voli.

Così, ogni volta che passa la pubblicità è un po' come se stessi decollando per tornare dall'alta parte del mondo e non so dire se questa musica mi piace perché mi piace, o mi piace perché sto partendo.

TAG: volare, Air France
18.14 del 26 Aprile 2019 | Commenti (0) 
   
04 Somewhere between waking and sleeping
SET Viaggi fra le note, Amarcord
Il sette-quattro-sette planava nel cielo di Parigi, era un pomeriggio stupendo, senza un alito di vento, non una nuvola nel raggio di centinaia di chilometri, perlomeno fin dove poteva perdersi lo sguardo sull'orizzonte, sonno, sì, la testa annebbiata alla ricerca di un'alba mai esistita dopo una strana nottata trascorsa interamente con il sole nascosto dal buio artificiale delle tendine di plastica degli oblò, talvolta nel dormiveglia avevo aperto una fessura per sbirciare la luce fuori, sopra al Mar cinese orientale, nel cielo del mio Gobi, poi il confine invisibile degli Urali, le grandi torri eoliche della Germania e la centrale nucleare di Thionville, che ho sorvolato dozzine di volte atterrando a Lussemburgo e che come il Gobi fa inevitabilmente parte di me, tutto già riavvolto in poche ore, mentre piano piano la terra si avvicinava, ed in cuffia passava Pocket symphony degli Air.

Come adesso.

Ed io sono di nuovo lassù.
TAG: air
18.57 del 04 Settembre 2010  
   
19 Step 4 (a.k.a. oggi tocca a Sonia)
LUG Spostamenti
Se il penultimo weekend di agosto sei a Vancouver non c'è modo al mondo di tornare a casa, nemmeno passando da Timbuctu.

Se vuoi invertire il giro, non c'è modo al mondo di volare a Vancouver la seconda settimana di agosto, nemmeno via Ouagadougou.

Puoi volare da Taipei a Seoul, o da Seoul a Taipei, fottendotene allegramente del blackout di Korean Air in qualunque momento grazie a China Southern Airlines (facendo peraltro scalo in mezzo alla Cina siberiana e impiegando il triplo del tempo), ma una cosa è certa, non hai modo di andartene da Seoul nel primo caso, né di arrivarci nel secondo.

Da Taipei a Vancouver invece ce la puoi fare, ma solo cambiando a Tokyo-Narita e a Salt Lake City. E ok, stai ventitré ore per aria e ti tocca pure fare l'ESTA, ma te l'ho già detto, dimenticati il volo diretto Korean, ché c'è il blackout, dunque nada.

Come? Il blackout è solo se voli verso oriente? Maddai? Ah be', comunque verso occidente non c'è posto. E poi non dimenticare che a Vancouver non hai alcun modo di arrivare.

Insomma, il problema non sarebbe nemmeno Taipei alla fine, è proprio Seoul che non s'incastra in alcun modo. E vabbè, ma non era iniziato tutto proprio per via di Seoul?

Come dice, ottantamila soltanto per un a/r su Taipei? Mmmmm...
Mi ci fa pensare qualche ora?

(Ma via Manila, ad esempio? Ah già, c'è sempre il problema di Vancouver...)
TAG: rtw, korean air, alitalia, sky team, millemiglia
19.50 del 19 Luglio 2010 | Commenti (0) 
   
17 Step 3
LUG Spostamenti
Per fare, si può fare. Basta ricordarsi di Phileas Phogg e all'improvviso tutto quadra, hai fregato anche il calendario. Certo è da fuori di testa, ma i conti tornano eccome. Si può fare, sì.
Manca dunque solo di attaccarsi al telefono.

Ed è così che scopri che sì, si potrebbe fare, ma quello è il periodo di blackout di Korean Air.
E allora, dopo esser diventato matto per settimane per studiartela ed incastrare tutto alla perfezione, persino con la collaborazione di Jules Verne, sbatti il telefono contro il divano bestemmiando in coreano per la sfiga. Perché apparentemente non c'è via d'uscita: il piano passa necessariamente di lì.

Decidi però che boia chi molla. Raccogli il telefono, prendi un atlante, di quelli veri di carta, che quant'è che non ne guardavi uno, altro che Google Earth, e ci ragioni su un'altra mezza giornata. Un occhio al planisfero, uno su internet.
E trovi infine il modo di aggirare i coreani, grazie ai tuoi amici del Sol levante.
E' fatta, adesso sì. Ti riattacchi dunque al telefono.

Ma questa volta è Alitalia che ti inchioda: se tradisci i coreani non puoi proseguire a modo tuo, devi per forza tornare da dove sei venuto. E' il regolamento baby: nessuno ti dà un passaggio dall'altra parte del Pacifico dopo che ti sei arrangiato da solo per un terzo di Globo.

Ed è a quel punto che, dopo aver fissato per qualche secondo il telefono muto, in grandissima serenità ed amicizia, prendi fiato con calma e indirizzi ai signori di Sky Team un vaffanculo in dolby surround a volume inaudito.
TAG: rtw, korean air, alitalia, sky team
16.43 del 17 Luglio 2010 | Commenti (0) 
   


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