Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


25 Sud
MAR Travel Log: Business Trips 2019
Delcio parla italiano piuttosto bene, o forse dovrei dire un italo-portoghese infiltrato qua e là da qualche termine spagnolo, con una irresistibile cadenza brasiliana che sembra quasi recitata apposta per il collega italiano in visita a Sorocaba, che poi sarei io. Il collega intendo, non Sorocaba, che è una cittadina di seicentomila abitanti a un paio d'ore da San Paolo, se non piove e se non è venerdì, perché altrimenti le ore sono quattro nonostante l'autostrada a sei corsie per senso di marcia.
Venerdì cade una sola volta alla settimana, ma in compenso al tropico piove ogni stramaledetto pomeriggio alle cinque in punto, palo de agua (*), puoi regolarci l'orologio. Possono esserci trentacinque gradi e sole tutto il giorno, ma alle cinque palo de agua.
E quattro ore per andare a San Paolo.
Io comunque a San Paolo devo tornarci sabato alle due del pomeriggio: c'è il sole e impiego un paio d'ore.

Il tropico attraversa l'autostrada fra Sorocaba, dove ho l'ufficio, e Itu, dove si trova il mio hotel. Delcio abita a Salto, a una decina di chilometri da Itu, così il sabato Delcio mi porta a spasso per Itu e per Salto.
In centro a Salto c'è un disabile senza braccia, che dipinge tenendo il pennello con la bocca. Mi dice Delcio che fa bellissimi quadri, nonostante sia un povero deficiente.
Sono perplesso e ci rimango un po' male. Mi chiedo cosa mai avrà fatto quel povero cristo per prendersi del deficiente da Delcio e per la verità sono anche un po' in imbarazzo, così abbozzo e passo oltre.
Cinque minuti dopo l'illuminazione: ha ragione, è un deficiente accidenti, o perlomeno lo è in italo-portoghese.
Devo allontanarmi un attimo con una scusa perché non riesco a trattenermi dal ridere e a dirla tutta mi vergogno ancora di più perché rido dell'equivoco come un quindicenne che ha fatto una battuta scema e l'accento brasiliano che mi perseguita da giorni la rende perdipiù irresistibile, e non ho però il coraggio di spiegare a Delcio che nell'italiano di tutti i giorni deficiente significa un'altra cosa. Spero che non venga mai in Italia a dare a qualcuno del deficiente e soprattutto spero che non legga questo blog, e che se dovesse mai farlo mi perdoni perché non gliel'ho detto e sorrido ancora a pensarci.

Fra i colleghi che in questi mesi di zingarate per tutto il pianeta ho trasformato loro malgrado in occasionali guide turistiche personali, Delcio è senza dubbio quello con cui sono maggiormente a mio agio e in sintonia. Sarà che alla fine siamo entrambi latini e non c'è nulla da fare, non c'è l'imprescindibile barriera culturale che mi separa dal Giappone di Ryo, dalla Cina di Meg o dall'India yankee di Bobby.
Una sera Delcio mi porta a cena in un ristorante tedesco in centro a Itu e mi suggerisce di iniziare con una caipirinha, avvertendomi che è piuttosto forte. Penso alle caipirinha dei navigli di Milano e mi dico "che sarà mai", mentre tracanno un bicchiere di cachaca gelata locale con due fettine di lime.
Alle tre del mattino mi sveglio, vestito, steso a faccia in giù sul letto dell'hotel e non sono certissimo di ricordare come ci sono arrivato. Affronto la prima riunione del mattino seguente con tre tazze di caffè americano sullo stomaco e un Optalidon.
Comunque buona era buona, eh, davvero accidenti.

Conosco la moglie di Delcio, che mi abbraccia come un fratello e si unisce a noi per pranzo. Mi portano da Spanizzi, in centro a Itu, perché vogliono il mio parere su quello che pare essere il migliore ristorante italiano della regione.
Il menù è invitante: voglio stare sul tradizionale per poter dare una valutazione il più oggettiva possibile e ordino spaghetti all'aglio, olio e peperoncino. La signora Spanizzi mi rimbalza l'ordinazione perché, dice, gli spaghetti non sono artigianali e lei ci tiene a farmi provare la "vera" cucina italiana in Brasile.
Mi ero preparato la scelta di riserva e decido dunque di sfidarla sul terreno ben più più difficile della mia terra, sul quale non posso essere morbido, né fare eventuali concessioni: ordino trofie al pesto.
Niente, mi rimbalza ancora, la pasta non è artigianale. Mi suggerisce le tagliatelle panna, funghi e avocado, perché le tagliatelle le fa lei in persona.
Cerco di spiegarle che in Italia non è che mangiamo pasta artigianale tutti i giorni e che io voglio i miei spaghetti all'aglio e olio, o in alternativa le trofie al pesto, e soprattutto che le tagliatelle panna, funghi e avocado in Italia non esistono, e noi siamo qui per la sfida del secolo.
La signora mi si irrigidisce e si offende anche un po', il dibattito si accende, Delcio e moglie ridono e mi sa che sono in trappola.
Negoziamo le tagliatelle, artigianali, col pomodoro fresco, anche se la signora non è affatto contenta e annota la scelta sul taccuino bofonchiando qualcosa fra sé e sé un po' piccata.
Alla fine la cottura è discreta. Voto 7/10. La Spazzini mi ringrazia e mi abbraccia, ma dice che la prossima volta devo provare le sue tagliatelle ai funghi e avocado.

Anche il vino era buono. Fuori ci sono trentacinque gradi e la giornata davanti a me è ancora lunghissima.
Per fortuna a San Paolo mi porta un autista e al resto penserà l'equipaggio di Alitalia.

Bra02
Bra03
Bra05
Bra06
Bra07
Bra08
Bra10
Rio Tietê, Salto

(*) Questa la capiamo solo fra noi, vecchi lettori di Mister No.
TAG: Brasile, itu, salto, sorocaba
10.43 del 25 Marzo 2019 | Commenti (0) 
   
11 Brazil!
MAR Travel Log: Business Trips 2019, Spostamenti
Quindi Brazil, anche questa volta un ritorno, ben ventinove anni dopo il mio lungo viaggio in Sudamerica del 1990.
Sarà una puntata piuttosto rapida, sto via solo quattro giorni, divisi fra lavoro e hotel e null'altro, ché la destinazione è una località perduta nel nulla a due-tre ore di auto da San Paolo. Un altro posto da tapis roulant e hamburger, insomma. Il meteo dà piogge torrenziali e temperature massime attorno ai trentatré gradi. Ieri ero in montagna a sciare.

A seguire, dovrei tornare a Philadelphia, via passaggio da casa per far le solite due lavatrici, ma ho cambiato così tante volte agenda negli ultimi due mesi che ormai pianifico quasi alla giornata.
Un po' più in là, poi, dovrebbe essere il turno di Emirati e India.

Aggiorno la mappa, aggiusto il fuso orario sull'agenda, cerco di capire cosa ficcare dentro al trolley, considerato che parto d'inverno con cinque gradi e atterro in piena estate pronto a farmi inzuppare da qualche palo de agua. Metto in carica il power bank, la cuffia Bose-mai-più-senza e il Garmin, do un'occhiata alla spina standard adottata in Brasile (tipi C ed N, dovrebbero andar bene quelle italiane), infilo un libro nuovo in valigia, mi preparo all'ennesima sveglia delirante.

E poi niente, si riparte.

Brazil01
TAG: Brasile
08.46 del 11 Marzo 2019 | Commenti (0) 
   


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2019 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo