Orizzontintorno Carlo Paschetto
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17 Prova in strada
LUG Fotoblog, Fotografia, Diario
Alla fine comunque c'è sempre un buon motivo per non rinunciare alla reflex, al di là dei viaggi. L'eclissi capita a proposito mentre preparo l'attrezzatura da portare alle Azzorre: ci sono giusto da provare la Canon 80D e il nuovo convertitore 1,4x della Kenko montato sullo zoom EF 70-300, che tirato alla lunghezza massima, grazie al crop del sensore APS e al moltiplicatore, arriva a una focale di oltre 670mm.
Per la verità, la combo zoom + convertitore non è il massimo in termini di luminosità e qualità dell'immagine, soprattutto a fronte di condizioni abbastanza estreme e difficili da interpretare come quelle di un'eclissi lunare parziale, ma lavorando un po' con Adobe Camera Raw alla fine i risultati non sono pessimi.

Peccato la Luna bassa sull'orizzonte. Ho anche sbagliato a tenere gli ISO fissi a 100, avrei potuto tranquillamente scattare con valori più elevati e tempi di posa decisamente inferiori.
Dicono che nel 2028 avrò un'altra ottima opportunità.

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TAG: eclissi, luna, canon
14.57 del 17 Luglio 2019 | Commenti (0) 
   
08 APS-C ancora una volta
LUG Fotografia
Per la verità l'idea iniziale era di disfarmi della reflex, o perlomeno di parcheggiarla definitivamente e rivoluzionare una volta per tutte il mio corredo da viaggio, migrando a una bridge. Ho scritto diverse volte qua dentro del come e del perché ormai già da qualche anno abbia rinunciato in linea di massima a viaggiare con l'attrezzatura fotografica completa e ad accontentarmi del cellulare nella maggioranza delle situazioni, soprattutto in virtù dell'evoluzione delle ottiche degli smartphone di ultima generazione (considerati gli ovvi limiti, il mio attuale iPhone XS fa obiettivamente delle foto di ottima qualità anche in condizioni di luce difficile, come è stato ad esempio nel caso del recente viaggio di lavoro in India, ed è pure equipaggiato con uno zoom ottico di base).
Ormai da anni mi piace viaggiare il più leggero possibile, col solo bagaglio a mano: la reflex e le sue ottiche significano portarsi uno zainetto in più di qualche chilo che va fra l'altro a scapito di equipaggiamento altrimenti più utile, senza contare poi la schiavitù derivata dal doversi prendere cura dell'attrezzatura per tutto il tempo e il doversela trascinare sempre dietro.
C'è poi il fatto che alla fine, di cento foto che scatto in viaggio, novantacinque sono semplici ricordi personali senza alcuna pretesa che rimangono perlopiù sepolti nei miei hard disk, e molto raramente rimpiango di non avere con me una macchina fotografica seria, a meno che il viaggio stesso non abbia una motivazione in questo senso.
Ad esempio, non avrei certo potuto rinunciarvi cinque anni fa in Sudafrica per catturare gli animali, o l'anno successivo in Islanda per fotografare l'aurora boreale, e nemmeno due anni fa a Madeira per riuscire a scattare queste foto ai delfini (e pensare che fino all'ultimo momento ero stato indeciso se portarla o meno). Rimane però il fatto che nella maggior parte dei viaggi degli ultimi anni ho rinunciato ad avere la reflex con me e non me ne sono pentito, come è accaduto anche in occasione del giro del mondo dello scorso anno.

Fra un paio di settimane partiremo (finalmente, dopo anni che le avevamo in programma) per le Azzorre, un viaggio perlopiù fotografico fra i cui obiettivi c'è di avvicinare il più possibile le balene. Non è certo un viaggio da cellulare ma, di nuovo, si ripropone il tema del dover partire con qualche chilo di attrezzatura fotografica.
Alla ricerca di un compromesso, mi sono messo a studiare e dopo il solito benchmarking di un paio mesi mi ero infine orientato sulla Sony DSC-RX10M4, una bridge con caratteristiche fuoriserie, probabilmente la migliore in assoluto oggi nella sua categoria: sensore full frame da 20mp, uno spettacolare zoom 24-600mm f2.4-4, raffica monster da 24 scatti al secondo, formato raw, modalità tradizionali di scatto e avanzamento come una normale reflex. Di fronte alla lista delle specifiche tecniche, all'improvviso la mia povera Canon 60D mi è sembrata un'inutile e ormai datata zavorra.
Unico neo della Sony, il prezzo (in realtà costa la metà di una reflex full frame seria): sfrugugliando sul web si riesce a portare via a poco meno di 1.600€, comunque eccessivo purtroppo in questo momento per le mie tasche.
A malincuore ho dunque messo la RX10M4 in wishlist, rimandando a un futuro più ricco, ma ormai mi ero messo a studiare. E quindi.

Volendo aggiornare la mia attrezzatura in occasione del nuovo viaggio, senza spendere una fortuna e considerato il mio attuale parco ottiche, la strada era una sola: rimanere nel perimetro delle reflex Canon.
A questo punto si è trattato di scegliere se restare sul sensore APS-C (canditate la 80D e la 7D Mark II) o fare il passaggio definitivo al full-frame (candidata pressoché unica, visti i prezzi, la 6D Mark II).

Il corredo obiettivi della mia Canon in questo momento è abbastanza soddisfacente: ho un bel 17-55 EF-S f2.8 stabilizzato, un 17-70 f2.8-4 della Sigma per sensore APS ed un 70-300 EF f4-5.6 stabilizzato, che col sensore ridotto diventa un 480mm.
Ho anche preso un buon moltiplicatore 1,4x della Kenko per tirare lo zoom fino a 670mm. Mangia un (bel) po' di luce, ma costa un decimo di un "bianchino" usato della Canon e per fotografare in mezzo al mare in pieno sole va più che bene senza nemmeno bisogno di tirare troppo gli ISO, consentendo di scattare ad f8 con tempi sufficientemente rapidi da limitare il micromosso.
Per un po' ho anche cercato su eBay qualche offerta per un bianchino Canon usato 100-400 o per il Sigma 100-500, ma alla fine sono pur sempre ottiche che viaggiano fra il chilo e mezzo e i due chili, e tutto sommato no, prezzo a parte non ho davvero voglia di viaggiare così pesante per far tre foto buone ad essere fortunati. E poi, a meno di non partire con tre obiettivi, fra il 17-55 e un 100-x mi rimarrebbe scoperto un intervallo di focali troppo ampio, che fra l'altro è quello che uso maggiormente durante il giorno.
In ogni caso, con la mia configurazione di ottiche, passare al full frame avrebbe significato dover ricomprare anche uno zoom con la focale corta, tipo un 24-70 f2.8, poiché il Canon 17-55 e il Sigma 17-70 sono compatibili solo con il sensore APS-C. Alla fine la scelta di rimanere sul formato ridotto è stata dunque pressoché obbligata, ma non certo a malincuore viste le eccellenti caratteristiche delle due reflex candidate rimanenti.

Morale. In principio fu la Canon 20D, la mia prima reflex digitale, acquistata nel 2005. Lasciavo alle spalle una storia mai decollata con una Nikon F65 e una precedente convivenza pluriennale con la Yashica, passata attraverso diversi modelli.
Nel 2010, complice il mercato dell'usato di Seoul, feci un doppio upgrade nel giro di una settimana, passando prima alla Canon 30D e subito dopo alla 40D. Nel 2014 fu la volta della Canon 60D, aggiornamento obbligato in seguito al furto della 40D a Johannesburg.
Oggi, spendendo un quarto rispetto alla Sony di cui alla lista dei desideri lassù, è infine entrata in casa la Canon 80D e almeno sulla carta si tratta di un salto notevole rispetto alla 60D.

A parte la differenza di prezzo nei confronti della 7D Mark II, fra le ragioni per cui alla fine mi sono deciso per la 80D ci sono la maggior risoluzione, il fatto che sia un modello più nuovo, il range dinamico decisamente maggiore, il touch screen e lo schermo del live view orientabile. Rispetto alla 7D manca purtroppo il GPS (una caratteristica che apprezzo tantissimo e che ormai dovrebbe essere un must-have), la raffica è un po' più lenta e manca anche il doppio slot per le schede di memoria, ma trecento euro sono tanti e le funzionalità in più non giustificano secondo me la differenza di prezzo a sfavore della 7D, soprattutto a fronte del sensore migliore e più nuovo della 80D.

Adesso però, mentre le guardo affiancate sul tavolo, già lo so: andrà a finire che partirò con entrambi i corpi macchina, ché zainetto per zainetto vuoi mettere la comodità di non dover cambiare obiettivo, ma averli entrambi pronti all'occorrenza.
Intanto faccio il primo scatto in automatico dalla finestra di casa con la 80D, lo zoom tirato al massimo e il moltiplicatore di focale, tanto per capire quanto rumore si porta dietro lasciandola lavorare da sola. Dopodiché non resta che configurarla (cinquecento pagine di manuale, nemmeno l'Apollo 11 credo ne avesse così tante), pulire i filtri, mettere in carica le batterie e procurarsi uno zaino apposta per ficcar dentro tutto.
Appuntamento a Pico e dintorni fra qualche settimana.

EOS80d3
EOS80d4
Primo scatto con la 80D: 300mm con Kenko 1,4x e sensore APS = 672mm
TAG: canon, fotografia, reflex, bridge
17.53 del 08 Luglio 2019 | Commenti (0) 
   


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